Ogni anno, aziende e istituzioni che si occupano di cavi sottomarini nelle acque europee si incontrano per affrontare sfide comuni, condividere conoscenze e definire strategie future. È questo l’obiettivo dell’European Subsea Cables Association (ESCA), il forum di importanza capitale che riunisce operatori, tecnici e decisori coinvolti nella gestione, manutenzione e protezione delle infrastrutture sottomarine digitali. Nel corso dell’ultimo Plenary Meeting, ospitato al Delta Hotel di Giardini Naxos, in Sicilia, l’attenzione si è concentrata su temi cruciali come sicurezza delle infrastrutture, cooperazione internazionale, rischi ambientali e geopolitici. L’evento ha visto la numerosa partecipazione di aziende inglesi e irlandesi, ma anche italiane e spagnole.
Forum ESCA in Sicilia / Cavi sottomarini e infrastrutture digitali
In questa occasione, diversi esperti hanno avuto modo di presentare le proprie attività delle compagnie gestite, per favorire il progresso in questo settore. Alessandro Gandini – Underwater Feature Data Manager presso l’Istituto Idrografico – aprendo l’evento, ha messo in luce il valore strategico delle infrastrutture sottomarine, evidenziando la loro centralità per la connettività globale.

“Il 95–97% delle comunicazioni digitali mondiali viaggia su cavi sottomarini”, ha ricordato. “Danneggiarli significa miliardi di perdite, blackout informatici, crisi energetiche”. Con dati concreti e case study recenti, come il taglio dei cavi nel Mar Rosso nel 2024 che ha rallentato il traffico Europa–Asia, Gandini ha sottolineato come la vulnerabilità di questi asset rappresenti una minaccia concreta alla sicurezza digitale ed economica globale.
Dal 1959 al 2021, gli incidenti documentati sono stati centinaia ogni anno, in gran parte accidentali (pesca, ancoraggi, eventi naturali), ma non sono mancati casi sospetti di sabotaggio, come nel Mar Baltico (2023) o ancora nel Mar Rosso (2024). Tuttavia, le attribuzioni ufficiali sono rarissime. “La protezione dei cavi sottomarini è uno sforzo collettivo”, ha concluso.
Forum ESCA in Sicilia / L’importanza internazionale del sistema dei cavi sottomarini
La geologa Ysabel Yeo, del National Oceanography Centre (NOC) nel Regno Unito, ha presentato un intervento innovativo che collega la tecnologia dei cavi sottomarini alla sorveglianza dei fenomeni naturali. Il suo focus è stato il vulcano Etna, simbolo della Sicilia e laboratorio naturale unico per lo studio dei rischi vulcanici. Attraverso il metodo del fibre sensing – ovvero l’utilizzo delle fibre ottiche dei cavi per rilevare vibrazioni e deformazioni del suolo – i ricercatori hanno illustrato come un’infrastruttura nata per le telecomunicazioni possa diventare uno strumento scientifico di primaria importanza.

Questo approccio permette di monitorare in tempo reale segnali precoci di attività vulcanica, migliorando la capacità di prevenire disastri e riducendo i rischi per le comunità locali. Allo stesso tempo, l’intervento ha mostrato un esempio concreto di come la scienza possa dialogare con l’industria, valorizzando i cavi come sensori distribuiti che servono non solo alla connettività digitale ma anche alla sicurezza ambientale.
Direzione al miglioramento dell’affidabilità dei cavi elettrici sottomarini
Richard Hill, esperto della Waves Group, ha posto l’attenzione sul tema cruciale dell’affidabilità dei cavi di potenza sottomarini, un’infrastruttura indispensabile per la transizione energetica e lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore.

Il suo intervento ha evidenziato come guasti o interruzioni nei cavi non solo comportino costi elevatissimi per riparazioni e interruzioni di servizio, ma possano anche rallentare lo sviluppo delle reti energetiche verdi. Hill ha presentato metodi innovativi per migliorare la durabilità dei materiali, le tecniche di posa e manutenzione, nonché soluzioni per prevenire danni derivanti da fattori esterni come pesca, ancore o condizioni marine estreme.
L’approccio della Waves Group punta a un’integrazione di tecnologia, pianificazione ingegneristica e gestione del rischio, con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità delle infrastrutture e garantire la continuità dell’approvvigionamento energetico attraverso i collegamenti sottomarini.
Alessio Piro
