Acireale / Da Brunello Cucinelli, linee per un’impresa fondata sul nuovo Umanesimo

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Cucinelli nuovo Umanesimo Acireale

Il sogno della mia vita era rendere il lavoro dell’uomo più etico, offrendo dignità economica e morale”. Si è espresso con queste parole l’imprenditore Brunello Cucinelli, nella splendida Basilica Collegiata di S. Sebastiano ad Acireale, in occasione dell’incontro dal titolo “Torniamo all’Umanesimo”, promosso dalla Fondazione Bellini di Acireale. L’obiettivo dell’iniziativa era di offrire al pubblico acese e non solo, un momento di riflessione sulla dimensione etica del lavoro umano, sul rispetto della dignità altrui e sulla bellezza della cultura dell’Umanesimo.

Cucinelli ad Acireale / Un invito a vivere all’insegna dell’Umanesimo 

In un periodo in cui il dibattito pubblico è concentrato sull’inarrestabile progresso tecnologico, la Fondazione Bellini di Acireale ha optato per una scelta controtendenza. “Torniamo all’Umanesimo è un invito a ristabilire un rapporto armonioso con sé stessi, con la società e con la natura che ci circonda”. Con queste parole il presidente della Fondazione, Mattia Pennisi, ha dato inizio alla serata che ha visto come ospite d’onore Cucinelli, il “sarto dell’umanesimo”. Prima della sua lectio magistralis, la serata è stata aperta da un prologo musicale del trio d’archi dell’associazione musicale Enrico Simbruina accompagnati dalla maestosa voce della soprano Eleonora Pisano. A questo sono seguiti gli intervenuti di importanti attori dell’imprenditoria locale.

Acireale sta vivendo un momento culturalmente felice” afferma Antonello Piraneo, direttore del quotidiano “LaSicilia” e moderatore della serata.

Da sinistra a destra: Salvo Tomarchio, Rosario Leotta, Michele Faro
Fonte: Fondazione Bellini

Cucinelli ad Acireale / L’intervento di Piante Faro

Michele Faro, Ceo Piante Faro, si definisce prima come agricoltore che imprenditore. “Ci occupiamo di flora-vivaismo e pratichiamo un’agricoltura che mette al centro il capitale umano. La nostra azienda dipende dalle persone e cerca di valorizzarle al massimo. Tuttavia, iniziamo ad avere difficoltà nella ricerca del personale perché le nuove generazioni non sempre si avvicinano all’agricoltura”. Nonostante le difficoltà che si riscontrano, Michele Faro ha deciso di restare in Sicilia. “Ci rende felici aver costruito una comunità aziendale familiare dove i rapporti umani siano sempre curati”.

Cucinelli ad Acireale / Valorizzare persone e luoghi: l’impegno di Le Panier per un Umanesimo nell’impresa artigianale 

Il secondo intervento è di Rosario Leotta, Presidente regionale CNA e titolare della ditta artigianale Le Panier srl. La sua azienda, che ha sede nello storico palazzo Pennisi di Acireale, è un esempio di valorizzazione di talenti e luoghi. “Il divertirsi è una delle ricette del nuovo Umanesimo. Noi realizziamo prodotti di lusso e sul lavoro ci guidano la massima delicatezza e il massimo trasporto passionale“. – Sul tema della valorizzazione dei luoghi spiega: “È stata una scelta di stile. Una volta, le botteghe artigianali si concentravano proprio nel centro della città, volevamo far rinascere un settore, quello artigianale appunto. Oggi, noi artigiani cerchiamo di essere più connessi per creare bellezza”.

Per ultimo, il deputato ARS Salvo Tomarchio si è espresso sul ruolo della Regione nell’ambito dell’impresa. “L’iniziativa di stasera, all’insegna delle relazioni e del contatto umano, dovrebbe essere d’esempio alla politica che deve ricordare le persone che ha di fronte e la missione che è chiamata a svolgere. In tal senso, la Regione mette al centro il tema dell’impresa e si impegna a favorire il ritorno dei giovani siciliani.” Il suo invito è chiedersi sempre: “Cosa possiamo ancora migliorare?

Fonte: Fondazione Bellini

Brunello Cucinelli e il Capitalismo Umanistico 

Il discorso tessuto da Cucinelli era prezioso di citazioni filosofiche e letterarie, di vissuto personale, parlava con fede, gioia, speranza. Usava fili dai toni scherzosi ma decisi. Le sue parole invitavano tutti i presenti a riflettere sulla nostra dimensione umana. Una dimensione che molto spesso, nella frenesia di stare al passo con il progresso, trascuriamo.

Di umili origini perugine, Brunello Cucinelli, ha raggiunto traguardi personali e aziendali encomiabili seguendo un modello di Capitalismo Umanistico e di umana sostenibilità. Sin da piccolo, Cucinelli sognava di rendere più dignitoso il lavoro umano e ha realizzato tale sogno fondando l’omonima azienda specializzata nel settore del tessile e in particolare nella compra-vendita del cashmere. Al centro della sua filosofia aziendale c’è sempre la persona, che va trattata con dignità e rispetto. Ricordando la figura del padre operaio che soffriva per l’umiliazione subita dai proprietari della fabbrica, dice: “Non ho mai capito perché si debba offendere un essere umano. Scherzate sempre, ma senza mai umiliare. Cerchiamo di essere carini, gioiosi, amabili, gentili, garbati”.

Cucinelli spiega che per intraprendere qualunque tipo di attività serve un pizzico di genio e follia. “Follia e ragione, Apollo e Dioniso devono camminare insieme nel rispetto dell’essere umano. Nella mia azienda, mancare di rispetto a qualcuno significa essere licenziati”.

Cucinelli ad Acireale / Umanesimo è rispetto per la natura e per ogni essere umano 

Dal suo vissuto contadino, in armonia con il Creato deriva invece l’attenzione alla sostenibilità e il rispetto della natura. Godiamo pure dei frutti, delle ricchezze e delle meraviglie che ci offre Madre Natura, ma facciamolo con moderazione. “Dobbiamo ritrovare l’equilibrio tra profitto e dono”. Cucinelli ha messo in pratica questo pensiero impegnandosi nel restauro di Solomeo, “borgo del cashmere e dell’armonia”, oggi luogo di arte, cultura e spiritualità.

Verso i 15 anni Brunello Cucinelli, ascoltando le chiacchere di due studenti al bar, conosce i suoi primi grandi maestri: Schopenhauer, Kant e Kierkegaard. Una frase di Kant gli cambiò la vita: “Agisci in modo da considerare l’umanità sia nella tua persona sia nella persona di ogni altro, sempre come nobile fine, mai come semplice mezzo”.

Abbiamo bisogno di un mondo migliore” continua l’imprenditore. “A 72 anni, ho osservato che nell’ultimo trentennio il mal dell’anima, in particolare nelle grandi città, si è rafforzato. Come possiamo curare il mal dell’anima?” La cultura può essere la nostra cura. L’invito è rileggere ad esempio Manzoni, in particolare la figura dell’Innominato”. Citando S. Benedetto, S. Francesco, S. Agostino e Rousseau, aggiunge: “Torniamo a vivere nel rispetto di tutti. Ascoltare l’altrui durezza della vita. Guardiamoci negli occhi”.

Guardarsi negli occhi e parlarsi, gesti così semplici vengono come dimenticati perché un piccolo schermo luminoso tra le nostre mani, è talmente magnetico da renderci ciechi a ciò che ci circonda.

Cucinelli e il nuovo Umanesimo / L’appello ai giovani ad Acireale

Le sue parole sono rivolte anche ai giovani. “Siamo di fronte ad un nuovo Umanesimo. Sono sicuro che riparte dai giovani una sorta di rivoluzione umanistica. I giovani hanno bisogno di sentirsi diversi. In qualunque epoca storica si rimprovera ai giovani di non avere valori. Ma queste sono i pensieri dei grandi, voi giovani non ascoltate noi vecchi, non ci sta mai bene niente. Andate per la vostra strada, seguite i vostri ideali. I giovani hanno perso il fascino della vita perché gli adulti non sanno ascoltarli”. Rassicura poi gli adulti: “Non abbiate paura se i giovani decidono di andare in giro per il mondo, poi torneranno. Torneranno dove c’è gentilezza, gioia, educazione perché l’essere umano ha bisogno del luogo della propria anima e molte volte questo è il paese in cui siamo nati”.

Eugenia Castorina