Gli spazi di Villa Bardini a Firenze ospitano “Oceani”, la mostra fotografica dedicata a David Doubilet, in collaborazione con National Geographic. L’esposizione non si limita a esporre scatti di fauna marina, ma traccia una cronologia visiva del cambiamento climatico attraverso l’obiettivo di uno dei pionieri della fotografia subacquea moderna.

La tecnica della narrazione visiva
Gli scatti di Doubilet, insieme al supporto della moglie e biologa marina Jennifer Hayes, si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva. È celebre il suo contributo alla fotografia “over/under“ o “a pelo d’acqua“, che consente di osservare simultaneamente la vita sulla superficie e il mondo sommerso. Questa tecnica non è un semplice esercizio di stile, ma un espediente narrativo. La giustapposizione tra l’orizzonte terrestre e l’ecosistema marino invita il visitatore a riflettere sulla continuità tra questi due mondi, spesso percepiti come separati.

La mostra fotografica “Oceani” di David Doubilet a Firenze
Un archivio tra scienza e documentazione
Il percorso espositivo, curato da Marco Cattaneo, riunisce oltre 80 opere che spaziano dall’Antartide alle barriere coralline tropicali. La mostra si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla conservazione degli oceani. A differenza di una galleria fotografica tradizionale, l’allestimento di Villa Bardini assume il valore di una testimonianza documentale: molte delle aree ritratte negli scatti di Doubilet, realizzati nell’arco di cinquant’anni, sono oggi profondamente mutate, offrendo al pubblico una prova cruda del riscaldamento globale.

Un’esperienza immersiva nel cuore di Firenze
Mentre all’esterno il panorama di Firenze offre la stabilità della storia architettonica, all’interno di Villa Bardini la mostra “Oceani” ricorda che la stabilità del nostro ecosistema è un’illusione da difendere. L’esposizione resterà aperta fino al 12 aprile 2026, offrendo un’opportunità di analisi critica sul rapporto tra progresso umano e conservazione dei mari. La testimonianza visiva di David Doubilet diventa così un’indagine giornalistica sul campo marino, che evidenzia gli effetti devastanti del riscaldamento globale e della plastica negli oceani. “Voglio creare una finestra sull’oceano che convinca le persone a proteggerlo“, ha dichiarato spesso il fotografo.
Alessio Piro
