In questo articolo analizziamo l’attuale consumo di fonti energetiche a livello globale e in Italia. Esamineremo le fluttuazioni dei prezzi del mercato energetico nel 2024, lo stato della transizione green nel nostro Paese e il ruolo crescente delle rinnovabili e del biometano nel panorama produttivo industriale e domestico.
Consumo in Italia e non solo / Le fonti di produzione energetiche a livello mondiale
Riguardo al consumo delle fonti energetiche mondiali nell’ultimo rapporto del MASE (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) sulla situazione energetica globale si evince che nel 2024 il prezzo del Brent (usato come riferimento principale sul mercato per stabilire il prezzo del petrolio) ha avuto una media di 80,8€ al barile, segnando in -2% rispetto al periodo precedente. Mentre la domanda mondiale di gas è aumentata del 2,7% rispetto al periodo precedente. La domanda di carbone è cresciuta del 1,4%, ma con trend geopolitici differenti. Infatti assistiamo ad una forte diminuzione negli Stati Uniti e in Europa. Qui la produzione di energia elettrica tramite le centrali a carbone è fortemente ridimensionata a -45% in Italia, -7% in Spagna, -10% in Germania e -7% in Francia. Per converso Cina, India e Indonesia guidano la crescita del consumo di carbone mondiale.
Nel 2024 la produzione energetica da fonti rinnovabili registrava un record, specialmente quella proveniente da fonte eolica e fotovoltaica, grazie a Paesi come la Cina, India, Brasile, Stati Uniti ed Europa. Da evidenziare la crescita di altre fonti rinnovabili quali l’idroelettrico e la bioenergia, mentre il solare termico continua il suo calo strutturale degli ultimi anni.
Italia / Il consumo delle fonti energetiche
Vediamo come l’Italia si è mossa a riguardo. Nel 2024 si è registrato un consumo del +1% verso l’anno precedente, guidato da due differenti trends: calo di richiesta di energia del 2,0%, dovuto principalmente dal rallentamento della produzione industriale, controbilanciato dall’aumento delle produzione agricola (+5,1%), trasporti +4,1%), e servizi (+3,7%). Questo trend ha avuto effetti in tutta la domanda di fonti energetiche, infatti consumo di petrolio è diminuito del 2,4%, dovuto al calo delle lavorazioni delle raffinerie pari a -5,1% rispetto all’anno precedente. Un aumento del consumo per il riscaldamento ha guidato la leggera crescita della domanda di gas (+0,8%). L’Italia è stata in grado di produrre internamente solo il 5% del suo fabbisogno. Ha dovuto invece importare il 95% del suo fabbisogno di gas tramite gasdotto e GNL (Gas Naturale Liquefatto) via nave.
I consumi energetici effettuati tramite fonti rinnovabili sono stata pari al 19,6% del totale consumo energetico dell’anno, sostanzialmente in line con l’anno passato. I dati del GSE (Gestore dei Servizi Energetici nazionale) dimostrano che nel 2024 c’è stato un incremento degli investimenti in impianti per la produzione di energia rinnovabile pari a 7,5 miliardi di euro. Ha generato una stima potenziale di circa 82 mila posti di lavoro in più.
L’Italia e le fonti energetiche / Il consumo delle famiglie e della produzione industriale
Nel 2024 le famiglie italiane hanno consumato il 2,8% di energia in meno. Hanno speso 88 miliardi di euro, rispettivamente il 54% per usi domestici e il 46% per il trasporto privato. Per quanto riguarda l’uso domestico la fonte energetica di consumo principale è stata il gas con 10,6 Ktep (Kilotonnellata equivalenti di petrolio), seguita da 5,7 ktep delle biomasse e 5,6 ktep di elettricità. Per quanto riguarda il trasporto privato, è ancora preponderante l’uso del gasolio pari a 11,5 ktep rispetto alla benzina 8,4 ktep).
Se analizziamo il differenziale di prezzo di approvvigionamento riguardo la produzione industriale fra i prezzi italiani e quelli europei possiamo notare come il gap si è ridotto sensibilmente risultando negativo per il gas mentre è aumentato di 2,5 punti percentuali (da 9,3 a 11,8). Mentre per le famiglie italiane persiste un gap di sovraprezzo rispetto alla media dei 27 paesi UE di 10,8 punti sull’energia elettrica e di 16 punti sul gas. Possiamo notare che rispetto all’anno precedente i prezzi al consumo sono diminuiti grazie alla diminuzione dei prezzi alla produzione alla stabilità delle accise.
Il contributo dei gas rinnovabili
L’Italia sta aumentando la quota di gas GNL ad uso dei camion. Ad oggi ha raggiunto una quota del 26% sulla totale domanda di gas per autotrazione, pari a 242 milioni di metri cubi. Contestualmente sta aumentando la quota dei distributori che trattano questo carburante. In tutta Italia a fine 2024 contava una rete di 171 stazioni di servizio.
Particolarmente interessante è lo sviluppo a cui si sta assistendo in Italia sul biometano. È il gas che proviene dalla valorizzazione della parte organica dei rifiuti. Specialmente il settore agricolo sfrutta la trasformazione degli scarti agricoli e della zootecnia, in particolar modo del letame. Sono in grado di aumentare la produzione di gas ed immetterla nella rete nazionale. A fine 2024 si contavano 96 impianti di biometano realizzati e 387 in realizzazione. Vi è ancora molta strada da fare rispetto a paesi come la Spagna che hanno investito pesantemente sulle rinnovabili. Ma possiamo affermare che nel prossimo futuro anche l’Italia potrà vedere i frutti della una transizione energetica.
Gianfranco Castro
