I mondiali 2026 saranno i più cari della storia: addio al calcio del popolo?

0
120

I Mondiali 2026 si preannunciano come l’edizione più costosa di sempre, tra biglietti dai prezzi record e fan zone a pagamento per la prima volta. Critiche durissime arrivano dai tifosi e dalle associazioni, soprattutto per i costi elevati destinati anche a disabili e accompagnatori. Il timore è che il “calcio del popolo” venga messo da parte in nome del business

Mancano ancora parecchi mesi ai Mondiali di calcio 2026, ma iniziano già le critiche per quello che si preannuncia il Mondiale più caro della storia. Si parte dal caro biglietti già dalle prime partite, poi ecco la batosta anche per disabili e accompagnatori fino ad arrivare all’ultima − fino ad ora – trovata: anche le fan zone saranno a pagamento e addio, quindi, al calcio del popolo.

Le prime critiche e il “contentino” della FIFA

Il 2026 deve ancora iniziare, ma il Mondiale di calcio 2026 è già entrato nel vivo, e non di certo per le partite di calcio. È il business dietro ai Mondiali a prendersi la scena globale perché, prima ancora di iniziare, l’edizione 2026 può già registrare un record: è il Mondiale più costoso della storia.

Le prime critiche vengono mosse dopo la messa in vendita dei biglietti FIFA, biglietti che, in una lettera la FSE (Football Supporters Europe) dichiara avere dei “prezzi esorbitanti” con costi che vanno dai 140 ai 450 dollari (tra i 118 e i 383 euro) per una partita della fase ai gironi, costo che aumenta notevolmente man mano che si va avanti, fino ad arrivare alla fase finale al MetLife Stadium di New York, lì dove il biglietto più economico costerà 4.176 dollari (circa 3.560 euro) che diventeranno  5.560 dollari (4.739 euro) nella categoria intermedia e ben 88.60 dollari (7.552€) in quella premium, il tutto senza riduzioni per bambini o famiglie.

Prezzi 7 volte superiori alla finale dei Mondiali 2022 in Qatar. Prezzi che hanno – chiaramente – portato all’indignazione dei tifosi, che..

CONTINUA A LEGGERE l’articolo di Noemi Di Benedetto su www.cittànuova.it