Il grido d’aiuto della contrada Gazzena della Timpa di Acireale

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Contrada Gazzena Timpa

La città di Acireale, non offre solamente arte barocca, arancini o carnevale, ma custodisce anche un polmone verde, ossia la riserva naturale orientata la Timpa, la quale dispone di diversi itinerari, ma uno dei più noti, di cui andremo alla scoperta, è la contrada Gazzena, insieme all’esperto Fabio D’Agata. Un luogo che offre natura, storia contadina e panorami che si affacciano sul Mar Jonio. Questa contrada rappresenta uno dei luoghi di terra più integri, affascinanti e ricchi di biodiversità dell’intera costa catanese.

Alla scoperta della contrada Gazzena della Timpa

Il nome “Gazzena” racchiude in sé l’identità di questo luogo. Deriva infatti dal latino medievale “Gazum”, un termine che significa “selva” o “bosco sacro”. Questo appellativo dimostra l’immagine di un’area caratterizzata da una vegetazione fitta, rigogliosa e originariamente impenetrabile. Nonostante l’intervento dell’uomo nei secoli, l’altopiano della contrada Gazzena ha mantenuto intatto questo carattere selvaggio, dominato dalla tipica macchia mediterranea che si estende fin dove la lava dell’Etna incontra l’azzurro del Mar Ionio, prendendo gran parte della Timpa di Acireale. Non è solo un paradiso naturalistico, ma è anche una straordinaria “grande opera” d’ingegneria agricola. Generazioni di contadini abili e operosi hanno trasformato nel tempo una scarpata di faglia lavica in numerosi campi agricoli.

Timpa Acireale Gazzena

La contrada Gazzena, ha riscosso una scoperta importante, dato che vissuto la sua epoca di massimo splendore tra la fine del 1800 e la metà del secolo scorso. In questo periodo, le produzioni della Gazzena, in particolare i vigneti, oggi in gran parte abbandonati, gli agrumeti e gli orti, rifornivano abbondantemente la città di Acireale e dintorni, generando un altissimo valore economico. Tuttavia, la bellezza della costa ha esposto questo territorio a grandi rischi. Per decenni, la Gazzena è stata al centro di battaglie ambientaliste per evitarne la lottizzazione e la speculazione edilizia che l’avrebbe definitivamente stravolta. Soltanto grazie all’istituzione della riserva pubblica alla fine degli anni ’90, questo tesoro è stato salvato e consegnato intatto al futuro.

Alla scoperta della Villa Calanna presso la Gazzena

All’interno della contrada Gazzena, adagiata su un pianoro lavico che guarda il mar Jonio, sorge Villa Calanna. Si tratta di uno dei più straordinari esempi di costruzione patrizia rurale della Sicilia orientale, un microcosmo architettonico dove l’eleganza aristocratica dell’Ottocento si fondeva perfettamente con l’efficienza di una grande azienda agricola. Oggi questo luogo racconta una storia fatta di opulenza passata, abbandono e una speranza di rinascita legata ai fondi europei. Edificata a più riprese nel corso del XIX secolo, con il corpo residenziale principale completato tra il 1856 e il 1860, la Villa Calanna colpisce subito per i suoi colori caldi, delle rovine rimaste che contrastano con il nero della pietra lavica e il verde della macchia mediterranea circostante. 

area contrada Gazzena

La dimora era caratterizzata da stanze pavimentate in cotto siciliano, con eleganti volte a incannucciato, decorate con splendide pitture e affreschi. Le ampie finestre che si aprono sul panorama marino sono rifinite con preziose cornici in pietra calcarea. Il portico della villa è sorretto da colonne ornate da capitelli storici. Molti esperti suppongono che questi elementi provengano da strutture ancora più antiche della zona di cui si è persa memoria, riutilizzati per dare prestigio alla dimora. 

La figura legata alla villa è quella di Don Arcangelo Calanna, ricco proprietario terriero innamorato di questa contrada acese. La memoria locale custodisce piccoli ma vividi dettagli dei suoi soggiorni estivi alla Gazzena. Sulla scogliera, proprio sotto la verticale della villa, si trova un caratteristico sedile in pietra, noto come il pisolo di Don Arcangelo. Era qui che l’anziano proprietario amava sedersi a riposare, all’ombra delle rocce, dopo essere sceso a piedi lungo i ripidi sentieri della Timpa. Poco distante si trova una pietra in onore della sua memoria.

La contrada Gazzena offre archeologia industriale

Per strappare la terra alla siccità siciliana, Don Arcangelo fece installare un antico pozzo dotato di un motore a vapore, e successivamente a scoppio, per il sollevamento delle acque. La forma del macchinario ottocentesco ricordava da vicino quella di una vecchia locomotiva ferroviaria. Grazie a questo impianto pionieristico di ingegneria idraulica, l’acqua veniva canalizzata attraverso una fitta rete di saje, dei canali in muratura, permettendo l’irrigazione intensiva di agrumeti e orti in un terreno altrimenti aridissimo.

Dopo decenni di incuria seguiti all’abbandono delle coltivazioni, Villa Calanna ha vissuto una fase di grave declino. La mancanza di manutenzione ha persino causato, negli anni scorsi, il parziale crollo di un’ala della struttura, portando alla perdita di parte dei suoi soffitti affrescati. Tuttavia, il futuro della villa sta per cambiare. L’area della Gazzena è diventata oggetto di un importante piano di riqualificazione da parte della Città di Acireale, finanziato tramite i fondi del PNRR.

area della Gazzena

Passeggiare oggi tra i sentieri della contrada Gazzena, della Timpa di Acireale, significa fare un salto indietro nel tempo, camminando tra elementi geometrici rurali e reperti di archeologia industriale. Vivere l’itinerario della Gazzena permette di comprendere appieno il legame viscerale tra l’Etna, la terra e il mare. Una tappa obbligatoria per chiunque voglia riscoprire la storia autentica della Sicilia orientale. Per poter conoscere la Gazzena già prima di visitarla, abbiamo realizzato un documentario, evidenziando alcuni alcuni aspetti scientifici e naturalistici, con anche alcune criticità, in particolare per l’ecosistema marino intorno, che passa inosservato, insieme alla biologa Francesca Messina, con il supporto di SCUBA DIVE ON CENTER. In seguito, il documentario:

https://youtu.be/N7D3RErg8PU?si=_oIeKTQ6_N-U36yU

Alessio Piro