L’innovazione delle fragole idroponiche, la scommessa di Miceli Soletta

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Fragole idroponiche Miceli Soletta

Nel cuore dei Monti Sicani, nell’agro di Castronovo di Sicilia, prende forma una realtà agricola che unisce tradizione familiare e innovazione grazie alla tecnica idroponica. Qui si trova l’azienda agricola guidata dalla giovane imprenditrice Irene Miceli Soletta, che ha scelto di portare avanti l’attività di famiglia puntando sulla coltivazione delle fragole e su tecniche produttive moderne. 

L’azienda si estende per circa venti ettari a circa quattrocento metri sul livello del mare. All’interno dei terreni sono presenti serre dedicate alla coltivazione fuori suolo delle fragole: la superficie serricola raggiunge i cinquemila metri quadrati, di cui circa tremila destinati proprio a questa coltura, con l’obiettivo di ampliarla ulteriormente nel prossimo futuro. 

Da generazioni di frutticoli all’idroponica

La storia dell’azienda è un capitolo di passione familiare. Fondata dal nonno Vitale, passa al padre Nino, esperto di pesche, albicocche e pere. Intorno al 200 Nino introduce serre innovative per ortaggi idroponici (pomodorini, zucchine, melenzane) rispondendo così alle sfide del clima siciliano. Con la pandemia arriva la svolta: le fragole diventano le protagoniste su 3000 mq di serre (su 5000 totali in 20 ettari).

Irene prende infatti le redini grazie al PSR Sicilia Misura 6.1 si tratta di uno strumento per favorire l’insediamento dei giovani nel settore agricolo.Questo intervento prevede un sostegno economico destinato ai giovani imprenditori agricoli che intendono avviare o rilevare un’azienda con l’obbiettivo di promuovere il ricambio generazionale e incentivare l’innovazione nel settore primario.

Come nascono le fragole nei Sicani grazie alla tecnica idroponica

Uno degli elementi distintivi dell’azienda è l’utilizzo della coltivazione idroponica, come illustrato dal blog Terrà, per la produzione delle fragole. Si tratta di una tecnica agricola “fuori suolo”, nella quale le piante non crescono direttamente nel terreno ma in substrati artificiali, come la fibra di cocco. Attraverso un sistema di fertirrigazione a goccia, le piante ricevono acqua e nutrienti in modo controllato. Questo processo è gestito da sistemi computerizzati che permettono di regolare con precisione l’apporto nutritivo e le condizioni di crescita.

Le serre sono inoltre dotate di finestre automatizzate che consentono di controllare temperatura e umidità, creando un ambiente ottimale per lo sviluppo delle piante. Tra i principali vantaggi di questo metodo vi sono una maggiore efficienza produttiva, tempi di maturazione più rapidi e un risparmio significativo di acqua, che può arrivare fino al 95% rispetto alle coltivazioni tradizionali.

Qualità e sostenibilità alla base della tecnica idroponica

All’interno delle serre l’azienda utilizza anche tecniche di difesa biologica. Bombi, coccinelle, acari predatori e altri insetti utili vengono impiegati per favorire l’impollinazione e contrastare naturalmente i parassiti, riducendo l’uso di prodotti chimici. Le condizioni climatiche del territorio, insieme alla qualità dell’acqua utilizzata per l’irrigazione e alla gestione controllata della coltivazione, contribuiscono a garantire fragole con caratteristiche organolettiche particolari: polpa soda, buona conservabilità e un elevato contenuto di zuccheri.

Dalla serra alle tavole siciliane

Le fragole vengono trapiantate nel mese di settembre e la produzione prende avvio nel periodo invernale, proseguendo fino alla primavera inoltrata. I frutti vengono poi distribuiti nei mercati della Sicilia, portando ai consumatori un prodotto che nasce dall’incontro tra tradizione agricola e innovazione tecnologica. L’esperienza dell’azienda Miceli Soletta rappresenta così un esempio di come il ritorno dei giovani all’agricoltura possa contribuire a valorizzare il territorio e a costruire nuove prospettive per il mondo rurale.

Sofia Murabito