Dalla mafia all’accoglienza, a Borgo Mezzanone i beni confiscati diventano una casa
Il progetto Borgo Mezzanone accoglienza punta a offrire una casa dignitosa ai braccianti stranieri e un’alternativa concreta al ghetto. L’imprenditore agricolo Lazzaro D’Auria ha acquistato all’asta alcuni immobili confiscati al clan Lanza e ha deciso di concederli gratuitamente al Comune di Foggia per nove anni. L’obiettivo è trasformare beni sottratti alla criminalità organizzata in spazi abitativi e servizi destinati ai lavoratori agricoli, contrastando il degrado e lo sfruttamento. Gli immobili si trovano a Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, una delle realtà più conosciute della Capitanata per le difficili condizioni in cui vivono migliaia di braccianti, soprattutto stranieri. Si tratta di sei piccoli fabbricati appartenuti all’ex Opera Nazionale Combattenti, di un capannone industriale e di un’area circostante. I beni erano stati confiscati dal Tribunale di Foggia al clan Lanza ed erano rimasti per anni senza acquirenti, prima dell’intervento di D’Auria.
«Voglio togliere questi ragazzi da un ghetto inaccettabile e provare a offrire loro una vita migliore», ha dichiarato su Vita.it l’imprenditore.
Una scelta nata dalla lotta alla criminalità
La storia di D’Auria è strettamente legata alla lotta contro il racket. Da nove anni vive sotto scorta dopo aver denunciato le intimidazioni subite dalla criminalità organizzata. L’imprenditore si è inoltre costituito parte civile nel processo “Decima Azione”, relativo alle attività della criminalità organizzata foggiana. La sua esperienza personale ha reso ancora più significativo il progetto di recupero degli immobili confiscati. «Nove anni fa è stato difficile, ma oggi la strada è aperta», ha spiegato D’Auria, invitando gli imprenditori vittime di minacce a denunciare e a non rimanere in silenzio. L’iniziativa è stata presentata direttamente a Borgo Mezzanone alla presenza della sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo e dell’assessore alla Legalità Giulio De Santis.

Ottanta posti per uscire dal ghetto
Il progetto prevede la realizzazione di mini-alloggi e soluzioni abitative condivise per circa 80 persone. Non solo dormitori: sono previsti anche un refettorio, una lavanderia, spazi per attività sportive e culturali e aree dedicate alla formazione. L’obiettivo è creare un luogo nel quale i lavoratori possano vivere in condizioni dignitose e avere accesso a servizi essenziali, sottraendosi alla precarietà degli insediamenti informali. Il problema, però, resta molto più ampio. Durante i periodi di raccolta, a Borgo Mezzanone possono arrivare migliaia di braccianti. Le condizioni abitative sono spesso caratterizzate dalla mancanza di servizi essenziali e da situazioni di forte precarietà. A questa realtà si aggiungono altri insediamenti informali presenti nella provincia di Foggia, tra cui Torretta Antonacci, Borgo Tre Titoli, Palmori e Borgo Cicerone.
Dai beni confiscati un messaggio di legalità
Il progetto rappresenta quindi molto più della semplice riqualificazione di alcuni edifici. L’idea è utilizzare beni sottratti alla criminalità per costruire nuove opportunità sociali. In questo senso, l’iniziativa di D’Auria vuole collegare due problemi che da anni caratterizzano il territorio: la presenza della criminalità organizzata e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli stranieri.
Come sottolineato da Matteo Bellegoni della Flai Cgil, i ghetti alimentano condizioni di precarietà e invisibilità. Per questo, secondo questa impostazione, trasferire fisicamente i lavoratori fuori dagli insediamenti informali non sarebbe sufficiente senza garantire contemporaneamente casa, servizi, formazione e diritti. Il progetto di Borgo Mezzanone prova a muoversi proprio in questa direzione: restituire alla collettività spazi che erano stati sottratti alla legalità e trasformarli in luoghi di accoglienza.
Una trasformazione dal forte valore simbolico: dove prima c’erano beni legati alla criminalità organizzata, l’obiettivo è costruire una possibilità di vita dignitosa per chi oggi vive ai margini.
Martina Gracie Paglini
