Società / Sempre più frequenti i maltrattamenti degli anziani nelle case di riposo, preziosa la prevenzione con l’uso di telecamere

Sono tanti gli anziani ricoverati in case di riposo e purtroppo molti di loro vengono maltrattati dal personale di assistenza.
In molte di queste strutture gli anziani vengono trattati malissimo, addirittura picchiati e, in qualche caso, lasciati morire sofferenti.
Questo accade sempre più spesso, li lasciano senza mangiare, li picchiano, li insultano, gli rubano i soldi o oggetti personali di valore, li lasciano urinare senza dar loro aiuto, gli creano lesioni e lividi nel corpo. Gli abusi, appunto, più comuni sono: l’abuso fisico e l’abuso psicologico, ma anche quello finanziario, e l’incuria.
L’abuso fisico consiste nell’uso della forza per compiere atti o minacce a loro danno. Alcuni abusi sono strattoni, spintoni, percosse, costrizioni, alimentazione forzata, lesioni inflitte o non trattate adeguatamente, ustioni causate dallo sfregamento di una corda, tagli e contusioni.
L’abuso psicologico consiste nell’uso di parole o azioni finalizzate a causare stress emotivo o angoscia con minacce, insulti, ordini, ignorando la persona e trattare l’anziano come un bambino, rendendolo ansioso e depresso.
L’incuria consiste nella privazione di cibo, farmaci, igiene personale o altre necessità. Essa causa perdita di peso per la conseguente denutrizione, pelle e bocca secche a causa di disidratazione, odore sgradevole a causa di un’igiene inadeguata, ulcere da pressione, mancanza di ausili necessari come apparecchi acustici o protesi dentali.
L’abuso finanziario consiste nello sfruttamento di ciò che possiede quella persona. Che può consistere in una truffa o nella spoliazione, parziale o totale, del patrimonio dell’anziano.
Gli anziani non sanno come difendersi e, difficilmente, nelle condizioni in cui si trovano, potrebbero farlo; loro sono fragili, magari affetti da demenza o stato confusionale e, in diversi casi, soli.
In diversi casi si è dimostrata preziosa l’opera di prevenzione con l’installazione di telecamere nelle stanze dove gli anziani sono ricoverati.

Michela Abbascià