L’Aula Magna di Villa Cerami, una delle sedi della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania, giovedì 15 gennaio ha ospitato il convegno dal titolo “Il diritto del calcio. A proposito di atleti minori d’età e agenti sportivi”. Il rapporto tra queste due figure, le norme a tutela di entrambi e il ponte tra passato e presente sono solo alcuni degli aspetti che sono stati toccati.
Diritto del calcio all’Università di Catania / Introduzione al concetto e un tuffo nel passato
Prima di parlare di diritto dei minori e norme giuridiche, è giusto fare un passo indietro. È quello che ha fatto il presidente del CONI Sicilia, Enzo Falzone. Ha fatto un tuffo nel passato, quando le associazioni sportive venivano gestite dai genitori dei ragazzi, e le figure di riferimento e di importanza non erano formate professionalmente. Questo sport passato però fa a pugni con quello attuale. Al giorno d’oggi c’è bisogno di professionalità, perché la passione a volte può non bastare. E questi incontri, come egli stesso ha tenuto a precisare, sono fondamentali per «determinare e determinarvi la professionalità per lo sport».
Diritto del calcio all’Università di Catania / La posizione del minore all’interno del sistema sportivo
L’articolo 33 della Costituzione italiana, la Carta Internazionale per l’Educazione Fisica, l’Attività fisica e lo Sport dell’UNESCO, la Carta dei Diritti del Bambino nello Sport. Tutti questi sono esempi portati da Francesco Rende, professore associato di Diritto privato presso l’Università di Messina. Essi sono solo alcuni dei documenti che certificano il diritto allo sport del cittadino, ed è proprio così che bisogna guardare gli atleti: prima come individui e poi come sportivi. In tutti questi documenti lo sport viene considerato come strumento indispensabile allo sviluppo della personalità della persona.
A ciò si aggiungono anche i fondi istituiti per l’obiettivo finale, che è quello di dare l’opportunità a tutti di praticare sport. Un esempio è la destinazione di un fondo in funzione della garanzia dello svolgimento dell’attività sportiva da parte del minore, partendo da una legge del 2017. Parlare di diritto del minore in ambito sportivo sembra un concetto scontato, considerando tutte le leggi e i documenti esistenti. Eppure ci sono ancora molti ostacoli per alcune categorie di minori, spesso messe in secondo piano ma altrettanto importanti.
Diritto del calcio all’Università di Catania / I minori nel sistema sportivo: disabili e nati da genitori stranieri
Una delle categorie spesso messe in secondo piano è quella dei minori disabili. Sotto questo aspetto l’AGIA (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza) sta facendo dei passi in avanti nell’inclusione dello sport. Ciò riguarda sia i ragazzi non disabili che quelli disabili. Occorre inoltre fare un passaggio culturale. Bisogna comprendere che occorre creare le condizioni per i minori disabili di praticare attività sportiva ma anche di crescere come atleti agonistici. In questo senso nascono gli sport adattati.
Un’altra categoria che trova molti ostacoli è quella dei minori con genitori stranieri. In passato essi non potevano essere tesserati dai club. Nel 2016 potevano essere tesserati purché regolarmente residenti in Italia. Nel 2017, invece, bastava che i minori fossero iscritti da almeno 1 anno in una classe italiana, così da poter essere tesserati alle stesse condizioni del minore italiano. Purtroppo, però, permangono alcuni problemi, e queste categorie sono ancora molto penalizzate.
Diritto del calcio all’Università di Catania / La figura dell’agente sportivo
Nel calcio ci sono delle figure strategiche per la crescita e la gestione di un atleta. È ciò che ha detto Ivano Pastore, attuale direttore sportivo del Catania FC. Il club è importante, ma anche la formazione di un agente sportivo può dare una grande mano al movimento intero. Ciò riguarda sia la parte formativa che la parte legislativa, come ha giustamente fatto presente Tommaso Mauceri, professore associato di Diritto privato presso l’Università di Catania. Secondo lui «c’è il rischio che le dinamiche economiche non controllate e non legiferate possano ledere lo sport e la crescita dei giovani».
Fa anche un altro riferimento, che non solo riguarda il minore ma soprattutto la figura dell’agente e il suo compenso. Infatti, secondo una norma di qualche anno fa, nessun compenso doveva essere dato da parte del minore in favore dell’agente sportivo. Ciò poteva destare molte perplessità, soprattutto il relazione alle conseguenti azioni dell’agente, rischiando che facesse più gli interessi della società anziché dell’atleta. La FIFA, però, l’anno dopo, ha modificato la norma: l’atleta non deve dare nessun compenso a meno che non firmi il suo primo contratto professionistico. Insomma, anche se tra il 2019 e il 2021 sono state introdotte una quantità elevata di norme nello sport, ancora non si è arrivati ad un punto sostanziale.
Diritto del calcio all’Università di Catania
L’agente sportivo e il club oggi, come si relazionano
Un’importante testimonianza è stata pervenuta da Filomeno Rocco Fimmanò, attuale direttore sportivo della Pro Vercelli. Egli ha analizzato la situazione economica attuale, secondo la quale nello sport agonistico stanno aumentando i ricavi ma, purtroppo, anche le perdite. Ciò è dettato principalmente da 3 fattori: 1) trasferimenti dei calciatori; 2) gli ingaggi dei calciatori; 3) le commissioni ai procuratori. È proprio quest’ultimo punto che ha analizzato a fondo. Il procuratore è ormai una figura dominante all’interno del mercato calcistico, e può incidere nel trasferimento dei calciatori o nella permanenza in un club. Parlando delle commissioni, sono soldi che non rientrano poi nelle casse del club in nessun modo, e dunque sono una delle cause importanti dell’indice di indebitamento delle società. Limitare queste azioni è fondamentale, sia per l’interesse del club sia, soprattutto, nell’interesse dell’atleta.
Diritto del calcio all’Università di Catania / Conclusioni
Secondo Andrea Longhitano, addetto all’area scouting del Catania FC, non si deve tutelare il minore solo da ciò che è illegale, ma anche da ciò che è opaco e scorretto. Nel momento in cui si parla di giovane si deve riportare il ragazzo al centro. Anziché come calciatore, ciò deve essere fatto prima come persona e come uomo.
Dario Ligato

