Vangelo della domenica (3 dicembre) / Chi ascolta la Parola di Dio nutrita dall’Eucarestia, ne diventa testimone

Canto al Vangelo ( 1 Tm 3,16 )
Alleluia, alleluia. Gloria a te, o Cristo, annunciato a tutte le genti; gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo. Alleluia
Vangelo ( Gv 1,1 – 18 )
[In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta].
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
[Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità].
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore

Riflessione

La Liturgia di questa domenica presenta il cosiddetto Prologo del vangelo di Giovanni.
In questo brano del Vangelo Giovanni parla del mistero dell’Incarnazione di Gesù in modo teologicamente e spiritualmente intenso e profondo, dal quale si possono cogliere diversi spunti di meditazione personale.
Il messaggio centrale del brano è che il Verbo, il Logos, la Parola, cioè Dio, si è fatto uomo per abitare in mezzo a noi: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.
La grande novità è appunto quella che il Dio della storia, Creatore dell’Universo, entra dentro la storia per camminare insieme con l’uomo e donargli la salvezza.
Entrando nella storia Dio, vera luce, splende nel mondo vincendo ogni tenebra e illuminando ogni uomo. A quanti hanno accolto questa luce che è Dio, è dato il potere di diventare figli di Dio e di camminare nella verità della sua Parola.
Nel brano, Giovanni menziona anche la presenza del Battista, il precursore e testimone di Gesù, il quale indicava alla folla che accorreva a lui,  la presenza del Messia tra gli uomini, esortando alla conversione e all’ascolto della parola di Gesù.
La vita del cristiano deve necessariamente essere impregnata di ascolto della Parola, illuminata e nutrita dal Sacramento dell’Eucarestia per divenire testimoni e annunciatori del Cristo in mezzo a noi, come ricorda il Salmo Responsoriale di questa domenica: “Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi”.

Letizia Franzone

 

 

 

 

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