Canto al Vangelo domenica 10 agosto (Mt 23,32a .44)
Alleluia, alleluia. Vegliate e tenetevi pronti, perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo. Alleluia.
Vangelo domenica 10 agosto (Lc 12,32 – 48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più». Parola del Signore.
Riflessione sul vangelo di domenica 10 agosto
La Liturgia di questa domenica, presenta il brano del vangelo di Luca nel racconto di Gesù che educa i suoi discepoli a guardare alla meta finale con saggezza.
In questo brano del vangelo, Luca ci mostra Gesù che cammina con i suoi discepoli verso Gerusalemme, dove vivrà la sua Pasqua di morte e risurrezione. E in questo cammino li educa su come vivere, confidando loro alcuni atteggiamenti del cuore.
Tra questi atteggiamenti vi sono il distacco del cuore dai beni terreni, la fiducia nella provvidenza di Dio Padre e la vigilanza interiore. Gesù esorta i suoi discepoli a vigilare, attendendo con saggezza di una vita operosa, il Regno di Do.
Il cristiano deve vivere la propria esistenza fissando lo sguardo su Gesù Cristo, meta finale. Vivendo la vita accumulando i veri tesori per il Cielo, dove ladro non arriva e dove tarlo non consuma. Perché come Gesù stesso dice: “Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”.
Letizia Franzone
