Vangelo domenica 11 aprile / Credere per fede

Canto al Vangelo ( Gv 20, 29 )
Alleluia, alleluia. Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Alleluia

Vangelo di domenica 11 aprile ( Gv 20,19 – 31 )

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Parola del Signore

Riflessione sul vangelo di domenica 11 aprile

La Liturgia di questa domenica presenta il brano del vangelo di Giovanni, nel racconto di Gesù risorto che appare ai suoi discepoli.

Il brano si apre con l’immagine di Gesù risorto che entra a porte chiuse nel luogo dove i suoi discepoli stavano per timore dei Giudei. Il Risorto varca la soglia del timore di chi tiene la porta chiusa, ed entrando proclama la sua pace, mostrando i segni del suo amore: Mostrò loro le mani e il fianco. Riconoscendo Gesù, i discepoli gioirono nel vederlo, dissipando il loro timore. Adesso, i discepoli ricevono il coraggio e la pace che solo il Risorto può donare al cuore.

Con i discepoli, in quella circostanza, non c’era Tommaso, il quale dubitò del racconto dei suoi compagni. Otto giorni dopo, però,  Gesù apparve nuovamente ai discepoli e in questa circostanza vi era anche Tommaso. Gesù entrò nuovamente a porte chiuse e rivolgendosi a Tommaso lo invitò a mettere il suo dito nelle piaghe, la sua mano dentro il suo fianco e a non essere incredulo, ma credente.
Di fronte ai segni dell’amore del Risorto, Tommaso fa la sua professione di fede, dicendo: “ Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.

Contemplare i segni dell’amore di Dio

In questa domenica della Divina Misericordia, questo brano del Vangelo ci invita ad aprire gli occhi del cuore per contemplare i segni dell’amore misericordioso di Dio e ad avere fede in Lui.
Gesù ci dona continuamente il suo amore, anche se molte volte non riusciamo a sentire e a vedere i segni del Risorto. Perché rinchiusi nei diversi timori, nelle diverse fragilità e menzogne. Gesù entra a porte chiuse, superando le diverse resistenze per donare la sua pace.

La vita del cristiano deve essere continuamente nutrita dalla presenza di Dio, attraverso l’ascolto della sua Parola. Attraverso l’Eucarestia, attraverso la preghiera, per poter diventare una vita di testimonianza e di annuncio dell’amore misericordioso di Dio.
Come ricorda il Salmo Responsoriale di questa domenica: “Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre”.

Letizia Franzone

 

 

 

 

 

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