Nozze d’oro / Ester e Orazio, matrimonio contrastato ma una esemplare vita insieme

Cinquant’anni di vita insieme. Era il 19 dicembre 1970 quando due giovani fidanzati, Orazio Messina (21 anni), ed Ester De Felice (18 anni), convolavano a nozze, nella chiesa di San Pietro e Paolo di Catania, giurandosi amore eterno. Da allora ne sono passati di anni e questa coppia è ancora qui ben salda, pronta a percorrere  insieme gli anni futuri della loro vita.

Ester e Orazio oggi, fotografati subito dopo la Messa per le nozze d’oro

“Quel 19 dicembre di cinquant’anni fa – racconta Ester  – ha piovuto tutta la giornata”. E la storia si ripete: anche ieri il cielo è stato plumbeo, nessun raggio di sole e a tratti  una  pioggerellina leggera e silenziosa che si è intensificata a partire dal pomeriggio.
Ma, come si suole dire, “Sposa bagnata, sposa fortunata!”. E la pioggia di ieri sarà stata sicuramente di buon auspicio per augurare ancora una lunga vita insieme ai due sposi, piena di felicità e soddisfazioni.
Da tanti anni, ormai, l’inossidabile coppia vive a Zafferana Etnea, ai piedi del vulcano attivo più alto d’Europa, in un luogo in cui l’energia della “muntagna” ha plasmato ed influenzato le loro vite.
Ester è una donna instancabile,  presiede l’associazione “Impara l’arte impara l’arte”, coltiva i suoi hobby  ed organizza mercatini artigianali a Catania e provincia. Il marito Orazio non è da meno. Pur essendo in pensione, è sempre in movimento, alla continua ricerca di cose antiche al punto che ha messo su un vero e proprio museo della civiltà contadina visitabile nella Casa del Vendemmiatore di Santa Venerina. Nella sua vita c’è anche un’altra  grande passione: l’amore per il teatro che lo vede sempre attivo nel ruolo di attore.
Il trasferimento da Catania a Zafferana risale a circa trenta anni fa.  Ed anche questa scelta è stata dettata dall’amore: Laura, loro figlia, si frequentava con un ragazzo, Alberto – oggi suo marito – che aveva una casa di villeggiatura a  Monterosso e che bazzicava sempre a  Zafferana. “Lei voleva essere portata a Zafferana perché c’era il fidanzato  – racconta la coppia  – e così anche noi abbiamo cominciato ad amare questa cittadina, fino al punto da decidere di stabilirci qui”.

Orazio ed Ester il giorno delle nozze

L’unione tra Ester ed Orazio – che gli amici affettuosamente chiamano “Arazziu” –   fu all’epoca  molto  osteggiata. I genitori di Ester volevano che la figlia prendesse un marito laureato. Ester è di origini nobili: “Mio nonno paterno, Francesco De Felice, – racconta Ester –  era prefetto all’epoca in cui hanno preso il bandito Giuliano. Mia madre non voleva venire al matrimonio, si è convinta all’ultimo minuto ed è venuta in chiesa. Non mi hanno fatto niente! L’abito da sposa me lo ha confezionato la mia sarta. Niente ricevimento dopo la celebrazione religiosa. Solo la torta e lo spumante davanti alla chiesa e poi tutti a casa”.
Ma una cosa è certa: Ester e Orazio si sono sposati per amore e non si sono mai pentiti della loro scelta: “Mio marito  – racconta Ester – non mi ha mai fatto mancare niente. Lui aveva il suo lavoro alle ferrovie e guadagnava bene. I miei suoceri mi hanno accolto come una figlia. Sono state due persone meravigliose. Quando comprammo la nostra prima casa a Catania,  furono loro ad aiutarci, senza risparmiarsi”.
“Arazziu” ed Ester avrebbero voluto fare per le loro nozze d’oro quel ricevimento con amici e parenti che fu loro negato cinquant’anni fa. Ma anche per questo aspetto  la storia si ripete, stavolta a causa della pandemia da coronavirus che ha bloccato qualsiasi slancio di festa.
Solo una celebrazione in chiesa  con i parenti e gli amici stretti. Una Messa di ringraziamento nella chiesa Madonna delle Grazie di Zafferana officiata dal nuovo parroco don Salvo Scuderi. “Il mio prete d’estate”, come lo chiama affettuosamente Ester, in quanto padre Salvo da anni, prima della sua recente nomina a parroco di Zafferana,  veniva a dire Messa durante il periodo estivo.
Parole semplici quelle pronunciate da padre Salvo nell’omelia ma profonde ed incise: “La vostra è una testimonianza di fede; col matrimonio siete stati consacrati sposi; ma diventare coppia è un percorso che richiede tanto impegno e che si costruisce giorno dopo giorno. Non saranno mancati in questi anni i momenti di crisi ma tutto è stato superato perché avete scelto di farvi guidare dallo Spirito Santo”.
“A causa delle restrizioni governative indotte dall’epidemia  – dice  con un pizzico di rammarico Ester  – questa volta non abbiamo potuto fare neanche un piccolo banchetto davanti alla chiesa. Avremmo almeno voluto stappare una bottiglia di spumante e brindare con i nostri amici e parenti ed offrire loro i confetti. Ma neanche questo si è potuto fare! Quindi una cerimonia ancora più sobria di quella del nostro matrimonio. Solo un piccolo pranzetto a casa. In sei: noi, nostra figlia, il marito e i nipoti. L’altro figlio con la famiglia vive a Verona. A causa della pandemia non ci vediamo da quindici mesi”.
In un’epoca in cui la maggior parte dei matrimoni finisce dopo pochi anni dalla celebrazione e in cui trovare delle coppie che arrivano alle nozze d’oro diventa interessante, abbiamo posto alcune domande ad Ester.

Qual è il segreto per far durare così tanto un matrimonio?
“Occorre tanta pazienza e tanto amore e questi non ci sono mai mancati. Da parte mia, poi, ho sempre permesso a mio marito di fare ciò che lui amava e di coltivare le sue passioni e i suoi sogni: il teatro, il museo degli antichi mestieri, la ricerca dell’antico. Ed anche lui ha fatto altrettanto con me. Io amo dipingere, creare e lui mi ha sempre assecondato. Insieme condividiamo la passione per il viaggio, la scoperta di posti nuovi, l’amore per gli animali. In casa abbiamo sette gatti e un cane”.

Cosa si sente di consigliare alle coppie che avvicinano alla vita coniugale?
Di avere una mentalità elastica e di soprassedere. Non ci si piò attaccare su tutto e prendersela per un nonnulla. E poi bisogna avere tanta complicità ed essere rispettosi l’uno nei confronti dell’altro. Ad esempio in una coppia non è tollerabile la violenza. Mio marito non mi mai alzato un dito”.

Avete mai litigato?
“Certo, le discussioni non sono mancate. Magari qualche volta non ci siamo trovati d’accordo. Ma non ci siamo mai portati il broncio. Dopo un poco tutto passa. E’ inutile ostinarsi. Nella coppia qualcuno deve cedere e trovare un punto d’incontro”.

Qual è stato il momento più bello della vostra vita insieme?
“Quando sono nati i nostri figli: Laura  (48 anni) e Alessandro  (45 anni). Ma ancora di più quando sono nati i nostri nipoti: Noemi (25 anni), Christian (21 anni), Alessio (12 anni) e Valerio (5 anni). La sapete una cosa? Ogni volta mi sono messa a ballare dalla gioia come una bambina!”.

Rosalba Mazza

 

Print Friendly, PDF & Email