Inclusione / Ad Acicatena oratorio virtuoso ponte tra le diverse abilità

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L’oratorio della parrocchia Matrice di Acicatena, retta da don Carmelo Sciuto, si attesta come modello virtuoso di accoglienza ed integrazione sociale, realizzando un progetto inclusivo rivolto ai giovani con sindrome di down che affiancano i ragazzi della comunità in questa attività estiva.

Un’iniziativa, questa del grest inclusivo, che è stata fortemente sostenuta dalla Regione Siciliana che, tramite un contributo economico di 30mila euro, ha dato la possibilità alla Casa della Gioventù di vedere attuate delle modifiche che l’hanno resa adeguata ad accogliere le istanze necessarie per la realizzazione dell’attività.

Promosso con il sostegno dall’Assessorato alla Famiglia, delle Politiche Sociali e del lavoro, il progetto è stato avviato il 16 giugno e resterà in corso fino al 24 luglio.

L’obiettivo del progetto

Obiettivo chiaro è quello dell’inclusione attraverso attività che favoriscano l’inserimento dei giovani partecipanti nel tessuto sociale locale e che, al contempo, possano creare occasioni per vivere esperienze condivise con altri ragazzi e coi volontari.

Tutto questo muove la microsocietà dell’oratorio attraverso la via della crescita personale e della maggiore consapevolezza della diversità. L’oratorio, in questa accezione, rafforza la sua natura di casa aperta a tutti, ma anche di palestra di vita, che forma i cittadini del domani anche alla luce dell’accettazione delle diversità.

L’oratorio inclusivo della Matrice di Acicatena prende la misura al mondo delle neurodivergenze e rende accoglienza, attività laboratoriali e supporto specialistico gli ingredienti fondamentali per questa esperienza estiva.

Dalla cucina alla pasticceria, dal giardinaggio ai puzzle, dal laboratorio di teatro alla danza, ogni attività mira a sviluppare autonomia, competenze sociali e senso di appartenenza.
Il tutto sotto l’indirizzo di operatori specializzati, psicologi e animatori volontari, che garantiscono una presenza costante e qualificata, oltre che la qualità stessa del percorso offerto.

Progetto in collaborazione con l’associazione AFPD

Nato dalla sinergia con l’Associazione Famiglie Persone Down ODV di Catania, presieduta dalla dott.ssa Stefania Massimino, questo progetto racconta anche storie che ispirano.

Proprio su questo aspetto si è soffermato il dott. Cristopher Gaziano, psicologo in forza al progetto, che segue giornalmente i ragazzi dell’associazione che partecipano alle attività.

Ci sono delle storie che toccano particolarmente più delle altre, perché è chiaro che tutti i ragazzi che hanno disabilità cognitiva hanno delle potenzialità diverse” – ha affermato.

“Uno dei nostri giovani in particolare ci ha dimostrato come il contatto quotidiano, non solo con i ragazzi dell’Associazione e con noi psicologi e terapisti, fa accadere miracoli ogni giorno. Abbiamo visto in questo ragazzo alcuni miglioramenti nella capacità comunicativa, che prima era quasi assente e adesso invece risalta nei sorrisi e nella parola che ci dona”.

La parrocchia, luogo di accoglienza

La parrocchia di Acicatena non è nuova a questo tipo di iniziative. Già due anni fa a seguito del progetto diocesano “la chiesa, un luogo di accoglienza” aveva dato vita ad un grest inclusivo in cui era più forte la presenza di ragazzi nello spettro dell’autismo. In questa occasione invece sono i ragazzi con la sindrome di down i protagonisti, grazie alla collaborazione con le istituzioni locali e la comunità.

Oggi il percorso si rafforza grazie alle nuove risorse e ad una maggiore consapevolezza tanto da parte degli organizzatori quanto degli animatori.

Sull’iniziativa si è così espresso don Carmelo Sciuto, parroco della Matrice di Aci Catena e Direttore Ufficio Catechistico della CESi: “E’ stato un progetto impegnativo. Abbiamo voluto dare una forma nuova a questo Grest includendo persone con la sindrome di Down, ragazzi nello spettro autistico e i nostri ragazzi. Fondamentale per questo il supporto dei nostri animatori e degli operatori specializzati”.

Ha infine concluso: “Tutti insieme, come un’unica famiglia, cerchiamo di vivere queste giornate con l’idea di condividere i vari momenti. Il grande risultato è stato la maturazione dei ragazzi fruitori del progetto e degli animatori coinvolti“.

Essenziale il sostegno delle Istituzioni

Fondamentale il ruolo delle Istituzioni civili, rappresentate da una parte dall’ufficio preposto della Regione Siciliana e dall’altro dall’amministrazione locale.

La sindaca di Acicatena, Margherita Ferro, nell’esprimere il proprio sostegno non ha fatto mancare l’approvazione verso l’iniziativa portata avanti da don Sciuto e dal vicario parrocchiale, don Sebastiano Guarrera.

È importante supportare queste realtà virtuose”, ha affermato la prima cittadina catenota.

“Ringraziamo la Regione Siciliana, la nostra comunità e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. Il Grest di Aci Catena è una realtà che dà valore alla nostra cittadina, valorizza i talenti dei giovani e favorisce la coesione sociale”.

Questa iniziativa merita attenzione, sostegno e, perché no, emulazione. E’ importante quanto dimostrato da questa esperienza di inclusione e condivisione: la teoria è fondamentale e serve una preparazione che accompagni i ragazzi, ma è altrettando essenziale che esistano strumenti di partecipazione attiva che mettano in pratica quello che altrimenti resta solo parola. Il grest di Acicatena esce dalla semplice denominazione di centro estivo e diventa laboratorio di inclusione, ponte tra mondi che troppo spesso restano separati per ignoranza o per incomprensione.

Chiara Costanzo