Zafferana / Cristiano De Andrè in concerto protesta contro le guerre

0
321
Cristiano De Andrè

A metà del concerto di Cristiano De Andrè applausi, commenti e testi cantati a memoria sono rimasti sospesi tra il cielo e la terra di Zafferana Etnea. Tutti gli spettatori accorsi all’anfiteatro Falcone e Borsellino, su indicazione di “C”, hanno osservato un minuto di silenzio per condannare il genocidio in atto nella striscia di Gaza.
Al termine del commovente silenzio, Cristiano ha usato parole dure di vibrante protesta contro le decine di guerre che insanguinano il mondo. E ha esternato l’amara considerazione che le canzoni contro la guerra scritte dal padre non sono servite a scalfire le coscienze. Durante il concerto Cristiano ha tirato fuori una bandiera della Palestina urlando “Palestina libera” tra gli applausi degli spettatori.Cristiano De Andrè a Zafferana

Al concerto, programmato a ridosso di ferragosto, erano rappresentate tutte le fasce d’età. Una giovane coppia seduta nelle prime file con il loro bimbo di 4 anni ha candidamente confessato che fanno ascoltare De Andrè al bambino, che così già conosce a memoria molte canzoni di Faber. Il miracolo di Fabrizio continua: a 26 anni dalla sua scomparsa, unisce tutte le generazioni oltre la politica e la religione.
Organizzato da Giuseppe Rapisarda management, il concerto era inserito nel Festival itinerante Wave Summer Music. E compreso nel cartellone di Etna in Scena, la rassegna a cura del comune di Zafferana Etnea.

Un omaggio al padre Fabrizio

“De Andrè Canta De Andrè Best Of Estate 2025” è stato un omaggio di Cristiano al padre Fabrizio. Il concerto ha fatto riemergere personaggi e storie che hanno navigato su fragili vascelli nel panorama musicale creato da Faber.
Cristiano ha subito premesso che l’attenzione del padre era rivolta verso gli ultimi, gli emarginati e i bisognosi e che il concerto avrebbe seguito questa linea di riferimento, divenendo, usando le parole di don Andrea Gallo, una “messa laica”.
Ha poi chiesto al pubblico di scambiarsi un “cinque” di pace e tutto il pubblico ha così unito le mani in uno scambio della pace diverso ma dal significato globale.Concerto De Andrè

Il concerto si è aperto con la prima canzone tratta dall’album Le nuvole dove un malato immaginario accusa il suo medico: Megu Megun. Ancora in dialetto genovese e dallo stesso album Cristiano ha proposto ‘A cimma, tipico piatto genovese che è preparato secondo rituali tradizionali. E ancora l’adolescenziale storia d’amore di Ho visto Nina volare, storia tratta dall’ultimo album di Fabrizio de Andrè Anime Salve e la coinvolgente e famosissima Don Raffaè.

Esecuzioni con arrangiamenti originali…

“E il polline di Dio…di Dio il sorriso” è parte del testo di E se ti tagliassero a pezzetti che ha anticipato la straordinaria Smisurata preghiera. Cristiano ha tenuto fede a molti degli arrangiamenti proposti dal padre nei concerti live ma in alcuni casi ha arrangiato pezzi mai eseguiti dal vivo. Così dopo la canzone Verranno a chiederti del nostro amore che si chiude con “continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai” Cristiano, dall’amato album Storia di un impiegato, ha cantato Canzone del padre e Nella mia ora di libertà.

Il pubblico è stato poi coinvolto dalle note di Bocca di rosa e dalla struggente e musicalmente suggestiva Amico fragile. Il litigio tra due famiglie, che non è stato risolto dalla Chiesa, si trova in Disamistade. Dopo Andrea, “C” ha regalato un piccolo riposo agli straordinari musicisti che lo hanno accompagnato. E con la sola chitarra, ha proposto in sequenza La Cattiva strada e Un giudice. La canzone di Marinella  regalando brividi ed emozioni al pubblico.Concerto di Cristiano De Andrè a Zafferana

Cristo, il più grande rivoluzionario sul tema dell’amore

Poi una lunga introduzione, dove Cristiano ha affermato che Cristo è stato il più grande rivoluzionario sul tema dell’amore. Constatando che purtroppo oggi il mondo va al contrario del suo messaggio, ha anticipato il Testamento di Tito tratto dalla Buona Novella. Pezzo che racconta l’immaginario dialogo sui comandamenti, sulle croci, tra il ladrone buono Tito e Gesù, che rimane in silenzio.
Nelle ultime strofe Tito ammette che “nel vedere quest’uomo che muore, Madre io provo dolore, Nella pietà che non cede al rancore, Madre ho imparato l’amore”.

Lo spettacolo è continuato con l’eccezionale arrangiamento de La Collina ispirata dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Il finale ha entusiasmato il numeroso pubblico presente a Zafferana con i brani Quello che non ho, Volta la carta e Fiume Saind Creek. Quest’ultima ispirata  dal massacro di circa cinquecento indiani Cheyenne, tra cui tanti bambini, di un villaggio sulle rive del fiume Sand Creek.
I bis sono stati Creuza De ma, Il Pescatore e la Canzone dell’amore perduto. A quel punto il pubblico, in piedi, ha cantato insieme a Cristiano De Andrè con gli occhi lucidi e il cuore pieno di gioia.

 

Antonio Trovato