Randazzo / Spettacolo inclusivo dell’équipe di “Villa Letizia”per il disagio mentale

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Villa Letizia a Randazzo

In una società in cui la disabilità mentale è stata sempre vista con sospetto, con uno stigma sia nei confronti dei sofferenti nell’anima che per i loro familiari, vi sono speranze di recupero e di reinserimento di tali persone che meritano rispetto, comprensione e aiuto da tutti ?
E quali sistemi e metodi di cura mettere in campo per tale recupero in campo familiare e in quello lavorativo e sociale più in generale?

Sono superati i vecchi e inadeguati sistemi di cura tradizionali adottati per decenni nei vecchi ospedali psichiatrici. Dopo la “legge Basaglia” del 1978 che ha introdotto una vera e propria rivoluzione nell’accertamento e nella cura del disagio mentale e con  l’istituzione dei Dipartimenti di Salute Mentale, oggi i metodi di cura sono molto cambiati. E mettono al primo posto la persona, che va valorizzata ed aiutata nel suo complesso di corpo ed anima.

Le arti per il recupero dei disagi mentali

Tra questi nuovi metodi e sistemi di cura e recupero, oggi figurano le varie arti. Canto, danza, recitazione, sport e quant’altro si reputi idoneo non solo ad alleviare il disagio mentale. Ma che badi anche al rispetto della persona ed al suo pieno recupero, onde favorirne un ottimale  reinserimento nella società.spettacolo di Villa letizia pro disagio mentale

Ed è proprio a questi metodi che fa ricorso la Comunità terapeutica assistita “Villa Letizia”, con sede a Zafferana Etnea. Luogo nato agli inizi degli anni Ottanta proprio come struttura residenziale per la cura dei disagi mentali. Struttura accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale e convenzionata con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania.

Momenti di spettacolo, di divertimento, di arte, di aggregazione sono quelli che si vivono quotidianamente all’interno della medesima struttura. E che molto contribuiscono alla cura del disagio psichico nonché al pieno recupero dell’abilità della persona.
Il collaudato format predisposto dalla direzione di “Villa Letizia” ha ottenuto attenzione e apprezzamento anche a Randazzo. Qui, si è tenuto un suggestivo spettacolo nel gremitissimo chiostro dell’antico Palazzo Comunale, ex convento secentesco dei Frati Minori Conventuali, all’insegna dell’integrazione, della condivisione e della solidarietà.

Uno spettacolo inclusivo

Titolo e tema conduttore dell’evento: “Aggiungi un posto a tavola. La mente merita compagnia, non pregiudizi”. Lo spettacolo, preceduto da una promenade di tutti i protagonisti – operatori, utenti e artisti – con partenza da piazza Santa Maria, è stato un momento che ha suscitato riflessioni, commozione e sorrisi. Lunghi applausi dal nuneroso pubblico presente agli “artisti” che si sono cimentati con maestria in diversi campi: danza, canto, recitazione e tanto altro ancora.Un numero dello spettacolo

La scaletta è stata impostata sui princìpi dell’integrazione, della condivisione e della solidarietà, alternando momenti “impegnati” ad altri più leggeri. Con l’esibizione  di artisti affermati, come la bravissima cantante lirica Marisa Fichera (in arte Marisol).
E le maestre Vita Ventimiglia della Compagnia nazionale di danza storica “La Redingote”, e  Rosanna Sgroi di “New Dance”, che hanno arricchito lo spettacolo con danze in costumi ottocenteschi e scozzesi nonché con danze e balli moderni.

Promuovere l’attenzione verso le malattie psichiatriche

“Tutti ugualmente protagonisti, tutti insieme meritevoli di accogliere gli applausi del pubblico – ha sottolineato  Maria Ausilia Parrinello, medico psichiatra, responsabile della CTA Villa Letizia. – Le arti come ballo, canto, musica sono strumento di crescita personale, di espressione della propria personalità e di condivisione sociale”.

Un numero scenogafico dello spettacolo

La nostra è una CTA che si proietta all’esterno, sul territorio, affidando ai propri utenti la possibilità di essere attivi, partecipi e propositivi ben oltre quelli che sono i protocolli terapeutici – ha aggiunto Fabio Alia, rappresentante legale della Comunità. –
La nostra è una presenza che si estende sul territorio.
Da Zafferana verso altre comunità, per diffondere sensibilità e attenzione verso le malattie psichiatriche o comunque di disagio mentale.
Qui a Randazzo vogliamo rivolgere il nostro grazie, per la loro disponibilità, ai commissari straordinari che amministrano il Comune. E, per l’ottimo servizio d’ordine, alla Polizia locale coordinata dal commissario capo Gaetano Cullurà”.

Quasi tre ore di spettacolo per una grande festa di musica ed inclusione. Ma soprattutto per superare stereotipi e luoghi comuni che contrassegnano la malattia e il disagio mentale.

Giuseppe Portale