Acireale, com’è fatta una vittoria? Fatali ancora gli ultimi minuti per un Acireale generoso ma ingenuo assai. Prigioniero ancora una volta dei propri limiti nonostante l’avversario, la Sancataldese, non fosse tra i più temibili. Partita strana, povera di contenuti nella prima frazione di gioco nel corso della quale le due formazioni, timorese entrambe, si sono confrontate a viso aperto senza che l’una riuscisse a prevalere sull’altra.
Equilibrio perfetto o quasi nella fase iniziale, il portierino granata Negri si erge a protagonista
A rivederlo, il film della partita è davvero fatto di nulla. Un paio di buoni interventi di Negri (il portierino granata, scuola Siracusa, è uno degli elementi più interessanti della formazione acese, da poco affidata a Peppe Pagana) e un paio di iniziative d’offesa, tra il velleitario e l’inconcludente, da una parte e dall’altra. Falou (23’) stecca su tocco di Gagliardi (tra i più in vista dei granata, gol a parte) poco prima che Negri si superi su un rasoterra di Castro (45’). Equilibrio perfetto o quasi.
Granata vogliosi e determinati ma timorosi e confusionari
Più Acireale che Sancataldese? Diciamo che i granata sono parsi vogliosi e determinati, anche se timorosi e confusionari nei rari momenti in cui si sono trovati ad esercitare una discreta supremazia territoriale. Scenario, questo, riproposto nella seconda frazione di gioco, avviata con piglio deciso dagli uomini di Pagana, sfarfalleggianti sì nelle loro iniziative ma poco concreti ed efficaci.
Falou raccoglie una palla vagante in area, Gagliardi firma il vantaggio
Smaltita la rabbia per un rigore non concesso dall’arbitro Tuderti su un affondo di Falou, i granata trovano l’occasione giusta per spezzare l’equilibrio. Palla vagante poco dentro l’area, Falou cicca la conclusione, ma sul rimpallo è pronto Gagliardi: botta decisa, nulla può Maravigna. Uno a zero, i cinquecento e passa di uno stadio che fatica a ritrovare gli scenari giusti possono finalmente esultare.
Buon Acireale sullo slancio, ma la Sancataldese non molla
Sullo slancio, l’Acireale per un po’ tesse scampoli di buon calcio, ma dura poco. A mano a mano. che la Sancataldese cresce (bravo come al solito Pidatella a leggere la partita e, insieme, a cogliere i limiti dell’Acireale), la formazione di casa rincula, prigioniera della paura e dei propri limiti, insieme. Fuori Rapidarda per Nardo (il ragazzo si farà male dopo pochi minuti e cederà il posto a Martins) e, soprattutto, fuori Gagliardi per Amore.
Guizzo di Viscuso nel finale, Negri crolla: 1-1, l’Acireale resta penultimo
Una conclusione alta di Semenzin è l’ultimo segnale di vita della formazione di casa. Che subisce l’assalto dell’undici rossoverde, capace di mettere a dura prova la difesa granata. Negri si erge a ultimo baluardo. Salva un paio di volte su Rozzi (38’ e 49’) ma nulla può sul guizzo di Viscuso: 1-1. Pari che appaga la formazione ospite, non l’undici di casa, relegato al penultimo posto di una classifica che davvero non rassicura. E domenica è in arrivò all’Aci e Galatea un arrabbiatissimo Gela che ha appena ceduto il primato all’Igea Virtus…
Giovanni Lo Faro
