Anno santo / Si conclude a Valverde il Giubileo: la speranza diventi progetto di vita

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Valverde chiusura Giubileo

Con i riti della chiusura delle Porte sante nelle Basiliche papali,  il Giubileo della Speranza si appresta a chiudere i battenti.  Nel pomeriggio di Natale, in  Santa Maria Maggiore è  stata sigillata quella della Basilica liberiana, accompagnata dai rintocchi della «Sperduta», la storica campana della Basilica.
Successivamente è stata la volta di San Giovanni, la cui Porta santa è la più antica del mondo: prima ancora che San Pietro avesse la sua, quella era l’unica Porta Santa di Roma (e quindi del mondo). Essa, aperta per la prima volta nel 1425 da Papa Martino V,  segnò l’inizio della tradizione giubilare arrivata fino  ai nostri giorni. Solo alla fine del XV secolo, Papa Alessandro VI ne aprì una anche a San Pietro per  la crescente affluenza dei pellegrini.

Anche il vetusto Santuario di Valverde, scelto dal vescovo  di Acireale mons. Antonino Raspanti come chiesa giubilare nell’ ambito della diocesi, si è preparato a celebrare,  con apposito rito, la chiusura dell’ Anno Santo ordinario 2025.
Nell’occasione, la santa messa è stata animata dal coro Sant’Agostino.

Coro Sant'Agostino Valverde
Il coro Sant’Agostino

Tanti visitatori al Santuario della Madonna di Valverde

Nell’ arco di quest’ anno, in tanti hanno visitato il Santuario della nostra Madonna, pregando  e varcando il colonnato per accedere al sacro tempio. Grande e sempre rinnovata,   è stata ed è  l’ emozione  del pellegrino dinanzi alla vista del magnifico portone di bronzo che sintetizza la vicenda della conversione del brigante Dionisio.
Una storia di caduta e di risurrezione, di peccato prima e di salvezza dopo: un inno di amore che  da allora e per sempre, canta la tenerezza di Maria.

Perché Lei a Valverde, come dimostra il cartiglio sull’architrave di una delle arcate interne del tempio, ha scelto di abitare: Hic abitabo, quoniam elegi eam. E qui “amministra la bontà e la misericordia”. Un verso della supplica composta dal compianto padre Lorenzo Sapia OAD, arciprete parroco,  infatti attesta che la Vergine Maria a Valverde, così come in tutti i Santuari e chiese del mondo, è rifugio e consolatrice per chiunque bussi alla porta del suo cuore.Santuario Madonna di Valverde, chiusura Giubileo

Il compimento del cammino giubilare, la meta simbolica, il passaggio da cui il pellegrino «entra» nella grazia dell’Anno Santo, ha  rappresentato un’ opportunità speciale.
L’occasione da cogliere e da vivere come dono di grazia.
La particolarità di questo giubileo 2025 è  che, per la prima volta a Roma c’era una quinta Porta Santa. Essa, voluta da Papa Francesco, è stata quella nella chiesa del Padre Nostro di Rebibbia, come segno di misericordia e vicinanza ai detenuti. E’ stata chiusa lo scorso 20 dicembre dal vicario card. Baldo Reina. L’appuntamento è ora al 2033, per il Giubileo della Redenzione: le Porte si riapriranno e tutto ricomincerà.

Chiusura del Giubileo a Valverde, in Cattedrale di Acireale
e nel Santuario di Vena

Per la Chiesa di Acireale il Giubileo ordinario 2025 si è chiuso, appunto , domenica 28 dicembre 2025.  A Valverde, nello stesso pomeriggio e alla stesso orario della Basilica Cattedrale Maria SS Annunziata e del Santuario di Vena in Piedimonte Etneo, con una solenne celebrazione preceduta dalla statio,  si è proceduti a compiere questo gesto profondo e fortemente significativo.Chiusura Giubileo a Valverde

“Il primo  gennaio scorso – ha ricordato   il parroco del Santuario, padre Leandro Rodrigues OAD–  abbiamo aperto a Valverde, il Giubileo: a distanza di un anno, ci apprestiamo a chiuderlo. Non ci sono Porte sante e oggi, al di là dell’ essenzialità del rito di conclusione, non ci sono gesti particolari: ci siamo noi, invece. C’è la Chiesa tutta e c’è il Signore Gesù, il nostro unico e vero Giubileo”.

“Noi esprimiamo gratitudine al Signore – ha proseguito il sacerdote – per quanto di ordinario e di straordinario ci ha donato nel corso dell’Anno giubilare, augurandoci non siano mancati i frutti che solo Lui conosce.
L’ Anno santo ci riporta alla speranza di vedere, oltre le nubi, il sereno. E  la Parola di Dio ci rassicura donandoci forza per riprendere, con rinnovata fiducia, il cammino del nostro esistere. La speranza non è solo sentimento, è di più: deve prendere corpo cioè diventare ricerca, esperienza concreta e storica, progetto di vita”.

Con i giovani due esperienze costruttive

E, ripercorrendo con la memoria alcuni momenti vissuti durante l’Anno giubilare, un pensiero particolare è giunto all’esperienza con gli adolescenti e i giovani: il primo alla fine di  aprile e il secondo agli inizi di agosto.
“Sono stati una bella testimonianza – ha proseguito il parroco – e vorrei ringraziarli a nome della nostra parrocchia. Per molti di loro,  prendere in considerazione che Dio c’è e che vuole loro bene personalmente, ha aperto uno squarcio di luce nel loro cielo, spesso buio. Si è affacciata ancora una volta la virtù teologale della speranza come  dono di Dio. Per loro rivolgiamo al Signore la preghiera perché, come Maria, la Madre di Gesù, custodiscano quanto ricevuto e possano meditarlo nel cuore ogni giorno”.

Con la supplica dinanzi all’ immagine della Madonna di Valverde, si è concluso il suggestivo rito. La certezza è, però, che chiuso il Giubileo ordinario, rimane sempre spalancata la porta della misericordia divina. Una possibilità per chiunque, con cuore pentito ,voglia tuffarsi nella tenerezza  infinita di Dio.

Marcello Distefano