Cinema / Ad Acireale “Il delitto Mattarella”: Grimaldi racconta una storia ancora aperta

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proiezione film il delitto Mattarella

Momenti di confronto e profonda riflessione al cinema Margherita di Acireale per la proiezione de Il Delitto Mattarella di Aurelio Grimaldi, nell’ambito di “Marzo – Il mese della Cultura”.
Due gli appuntamenti – una mattinata e un incontro serale – dedicati al film che ha riportato al centro una delle pagine più drammatiche della storia italiana: l’assassinio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella, avvenuto il 6 gennaio 1980.

Ad aprire la serata di mercoledi 18 – riporta una nota stampa – è stato il dialogo tra il regista Aurelio Grimaldi e gli attori Andrea Tidona e David Coco. Ha moderato la giornalista Alessandra Bonaccorsi. Sul palco anche il direttore della fotografia Alfio D’Agata.

Grimaldi con gli studenti
Il regista Grimaldi con gli studenti

«Il film nasce dallo studio di documenti giudiziari e da un confronto con i familiari e i testimoni dell’epoca. Piersanti Mattarella è stato ucciso da Cosa Nostra, dai neofascisti che erano d’accordo con Cosa Nostra per uno scambio – la vita di Mattarella per l’evasione di Concutelli dall’Ucciardone – da pezzi dello Stato e dai politici democristiani Lima, Ciancimino e Gioia che già a quel tempo erano sospettati di collusione. E i fatti hanno dimostrato che lo erano veramente. Per tutti questi – ha spiegato Grimaldi – Mattarella era un ostacolo che o con le buone o con le cattive doveva essere eliminato».

Il delitto Mattarella / Parlano i protagonisti

Tidona Coco e Grimaldi
Da sx; Andrea Tidona, David Coco e il regista Aurelio Grimaldi

Un tema condiviso anche dagli interpreti. «C’erano troppi interessi dietro la scomparsa di Mattarella, troppi luoghi di potere volevano forse che Mattarella si togliesse di mezzo. E, visto che lui non aveva assolutamente intenzione di farlo, si sono mossi loro. Probabilmente –  ha sottolineato il protagonista David Coco – molti delitti che noi riferiamo semplicemente alla mafia non sono soltanto dei crimini mafiosi».

Per Andrea Tidona: «E’ un racconto necessario. Ho avuto l’onore e la tristezza di interpretare Chinnici, Falcone, questi personaggi meravigliosi e quando un attore li interpreta sinceramente prova tristezza e rabbia. Tristezza perché ahimè non ci sono e tu sei lì che cerchi di restituire qualcosa. E rabbia perché il loro sacrificio, il loro impegno che  è costato la vita, dal mio punto di vista non è servito a molto, per non dire che non è servito a niente».

Saluti finali
Il vescovo Antonino Raspanti, l’ass.Enzo Di Mauro, la moderatrice Alessandra Bonaccorsi e l’on. Nicola D’Agostino

In sala sono giunti anche i saluti degli attori Leo Gullotta e Tuccio Musumeci. Per i saluti istituzionali sono intervenuti l’assessore alle Attività culturali Enzo Di Mauro, il deputato regionale Nicola D’Agostino. E anche il vescovo della diocesi di Acireale e presidente della Cesi Antonino Raspanti.

La proiezione della mattina del 19 riservata agli studenti degli istituti superiori, ha registrato una partecipazione ampia e curiosa. Con numerosi interventi e domande rivolte ad Aurelio Grimaldi e a David Coco, in un confronto vivace e profondo sui temi della legalità, della memoria e dell’impegno civile.
«Ricordatevi, ragazzi, che è importante separare i fatti dalle opinioni. I fatti sono fatti e vanno conosciuti come tali, le opinioni anche se diverse dalle nostre vanno sempre rispettate».