Una serata in cui la musica si è fatta voce della contemporaneità e strumento di solidarietà. È questo il senso più autentico del concerto della compositrice e pianista Leda Castiglione, svoltosi nella prestigiosa cornice catanese dello storico Palazzo Biscari.
Un evento capace di coniugare dimensione artistica e tensione etica, delineando un percorso unitario e profondamente coinvolgente.
L’iniziativa, promossa dalla Fildis di Catania, guidata dalla presidente Nella Inserra, con l’ausilio sinergico delle socie, si inserisce in un più ampio percorso associativo. L’azione dell’ente mira alla valorizzazione della cultura e dell’impegno sociale, con particolare attenzione al ruolo delle donne nei diversi ambiti della vita culturale e professionale del Paese.
Il concerto ha proposto un itinerario artistico articolato, in cui ogni brano musicale si è configurato come una narrazione autonoma, capace di fondere linguaggio musicale e parola poetica. Fin dalle prime esecuzioni, è emersa invero la volontà di superare la dimensione puramente performativa, per approdare a una forma espressiva capace di interrogare il presente.
Concerto di Leda Castiglione / La musica come denuncia
Nella prima parte, la musica si è fatta denuncia e testimonianza. E non era amore ha aperto il programma. Il brano affronta con lucidità il tema del femminicidio, restituendo, da una parte, il dramma della violenza nelle relazioni affettive e trasformando, dall’altra, il dolore in un appello alla coscienza collettiva.
A seguire, Il dittatore ha dato forma a una riflessione sulle derive del potere, evocando scenari di guerra e sopraffazione, ma lasciando intravedere una tensione verso la speranza.
Accanto a questi brani, il pianoforte ha assunto una funzione narrativa autonoma: Il mendicante ha dato voce alla marginalità e all’invisibilità sociale. A seguire, il brano Sognando una nuova vita ha accompagnato idealmente il viaggio dei migranti, sospeso tra paura e desiderio di riscatto. In queste composizioni, la musica non si limita a descrivere, ma si fa strumento di empatia e consapevolezza.
Concerto di Leda Castiglione / Dalla denuncia all’introspezione
La seconda parte ha introdotto un cambio di registro, conducendo il pubblico in una dimensione più intima e riflessiva. Il Valzer delle bollicine, eseguito a quattro mani con la pianista Elisa Maugeri, ha offerto un momento di leggerezza e armonia, preludio a un percorso nei sentimenti più profondi.
Brani come Da sempre e per sempre hanno raccontato l’amore nella sua dimensione più duratura e totalizzante. Mentre l’esecuzione di Nostalgia ha evocato, con intensità, il valore della memoria e degli affetti, in un dialogo interagito tra passato e presente. Il sospetto, affidato al solo pianoforte, ha esplorato poi le inquietudini interiori, restituendo in musica la tensione del dubbio e dell’incertezza.
A chiudere il concerto, Brezza mattutina. Il brano ha offerto una sintesi suggestiva dell’intero percorso. In esso, si individua un dialogo timbrico tra pianoforte e voce, libero e sospeso, capace di evocare una dimensione di apertura e rinnovamento. Il bis finale, con la reinterpretazione del Pater noster, ha suggellato, in chiosa, la serata con un momento di intensa spiritualità.
Gli interpreti e la dimensione performativa

Sul piano interpretativo, si segnala il contributo del soprano Marzia Catania, che ha restituito con sensibilità le componenti liriche del programma. Di rilievo anche l’intervento dell’attrice Alice Ferlito, che ha ampliato la dimensione performativa attraverso la lettura dei testi. Si rammmenta ancora la partecipazione della pianista Elisa Maugeri. La conduzione di Antonio Famà ha accompagnato il pubblico nella comprensione del percorso artistico, offrendo chiavi di lettura puntuali.
Arte e solidarietà nel concerto di Leda Castiglione
Il valore dell’iniziativa artistico-culturale è emerso anche nella sua dimensione solidale. Le offerte raccolte sono state devolute a realtà impegnate nella cura della persona e nel sostegno ai più fragili. Tra queste, l’Avulss di Catania, attiva dal 1982, rappresenta un punto di riferimento nel volontariato socio-sanitario. De facto, grazie all’impegno di volontari, l’ente rinnova il suo impegno concreto sul territorio, declinato anche nelle azioni di vicinanza a chi vive situazioni di fragilità, nel segno della gratuità, formazione e condivisione. 
Accanto ad essa, l’azione di Emergency, fondata dal chirurgo Gino Strada. Questa realtà di rilievo continua a testimoniare, a livello internazionale, l’importanza di garantire cure gratuite e di qualità alle vittime della guerra e della povertà. Infatti, l’organizzazione opera in numerosi contesti segnati da conflitti e fragilità. Promuove, inoltre, una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani. La presenza dei volontari in sala ha reso ancora più tangibile il legame tra arte e impegno sociale, trasformando il concerto in un momento di autentica partecipazione comunitaria.
Al termine della serata, il pubblico ha risposto con compostezza e un lungo applauso, segno di un coinvolgimento profondo. Difatti, come dimostrato … la musica può ancora essere molto più di un’espressione artistica: può diventare spazio di incontro, di riflessione e di solidarietà.
Luisa trovato
