Libri / Presentato a Roma “Opus Dei. Una storia”…di un secolo della Prelatura

0
515
Copertina libro Opus Dei Una storia e san Josemaria Escriva

Nell’approssimarsi del centenario della nascita dell’Opus Dei si rivela ancora attuale la mission alla chiamata universale alla santità e santificazione del lavoro per ogni uomo e donna di buona volontà. Tanto da indurre Papa Bergoglio a definire il fondatore Josemaría Escrivá de Balaguer, proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 2002, per i carismi dell’Opera, un precursore del Concilio Vaticano II.

Le sue meditazioni edite nei testi Cammino, Solco e Forgia ispirano il modus vivendi di tanti fedeli. Questi e altri temi involgenti profili finora non del tutto approfonditi in sede editoriale, sono affrontati in Historia del Opus, testo a firma congiunta José Luis González Gullón e John F. Coverdale. Pubblicato in Italia per i tipi di Ares col titolo Opus Dei. Una Storia. E presentato a Roma l’otto aprile da don José Luis González Gullón, docente di Storia nella Pontificia Università della Santa Croce e membro dell’Istituto Storico san Josemaría Escrivá de Balaguer. Autore di svariate pubblicazioni in ambito di storia religiosa contemporanea in Spagna e di storia dell’Opus Dei. Ha curato la parte mirata proprio su Escrivá e ha presenziato alla presentazione del libro. Abbiamo colto delle sue riflessioni.

José Luis González Gullón e John F. Coverdale
José Luis González Gullón e John F. Coverdale autori del libro
Quali il senso e le finalità di questo impegnativo lavoro storiografico condiviso col prof. Coverdale?

Questo libro è una risposta alle domande che il professor Coverdale e io ci ponevamo sulla storia dell’Opus Dei. Studiare i cento anni di un’istituzione della Chiesa diffusa in 70 paesi è stato un compito arduo, che abbiamo affrontato volentieri. Ci ha offerto l’opportunità di comprendere come un messaggio cristiano diventi vita vissuta in uomini e donne di culture diverse.

A quale rilievo assurgono nello sviluppo dell’Opera, intesa sia nel senso più ampio, della Prelatura in sé; che di quello più stretto del testo stesso, i documenti inediti o comunque finora poco consultati?

Per la prima volta, due storici abbiamo avuto il privilegio di consultare tutti i documenti dell’Archivio della Prelatura dell’Opus Dei che ritenevamo utili per avere una visione globale della sua storia. La grande maggioranza di questi materiali era inedita. Grazie ad essi abbiamo potuto elaborare un racconto storico rigoroso dei principali eventi della vita dell’Opera. Tengo a sottolineare che la più autentica ricchezza emersa dai documenti vive nella gente comune: invisibile ai media, ma capace di trasformare in meglio il mondo che la circonda.

San Josè Maria Escriva fondatore dell'Opus Dei
San Josè Maria Escriva fondatore dell’Opus Dei
La scelta della città di Roma per la presentazione del libro non può certo ritenersi casuale. Come si è caratterizzato il rapporto maturato nei decenni tra la Prelatura dell’Opus Dei e la Curia Romana?

San Josemaría ricevette un messaggio di Dio nel giorno della fondazione. Fin dall’inizio cercò di spiegarlo all’autorità della Chiesa. Si può dire che, in questa interazione, vi sia stato generalmente un dialogo sereno, caratterizzato da ascolto e rispetto reciproco. L’autorità della Chiesa ha accolto il carisma dell’Opus Dei come un cammino verso la santità, e il fondatore, insieme ai suoi successori, ha cercato di rimanere profondamente unito all’unico Corpo mistico di Cristo.

Opinio communis che il core dell’Opera sia la chiamata universale alla santità della vita quotidiana. Come può dispiegarsi tale prerogativa nei tempi attuali così difficili da interpretare e da orientare?

L’Opus Dei insegna che ogni persona è chiamata a essere unita a Gesù là dove vive, dove lavora, dove si trova. Comprendere la propria vita come vocazione getta una luce nuova e autentica su chi siamo e sulla missione che ci è affidata. Questa gioia del Vangelo si vive e si condivide anzitutto con le persone che ci sono accanto: in famiglia, nel rapporto tra coniugi, con i figli e tra fratelli, e anche nel luogo di lavoro, con colleghi, clienti e amici.

Come trarre dal retaggio di San Escrivá l’invito ai giovani di oggi a seguire la strada da lui indicata?Don Josè Luis Gonzales Gullòn

I giovani rappresentano una speranza per la Chiesa. La sfida di raggiungerli è sempre esistita, come sanno bene i genitori che accompagnano quotidianamente i figli nel loro cammino di crescita umana e cristiana. Le istituzioni ecclesiali continuano a offrire occasioni di incontro con Cristo — basti pensare alla Giornata Mondiale della Gioventù — e anche le attività educative e formative dell’Opus Dei si inseriscono in questo orizzonte.

Attraverso l’intercessione di san Raffaele e san Giovanni, si propone ai giovani di scoprire che mettere Cristo al centro della propria vita non significa perdere qualcosa, ma trovare la pienezza. Come ricordava Benedetto XVI, Gesù «non toglie nulla e dona tutto. Chi si dona a Lui riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita».

Indicazioni che troveranno occasione di rivisitazione nel libro, di cui attendiamo ampia diffusione.

                                                                            Giuseppe Longo