Dopo un lungo percorso burocratico finalmente Acicatena torna a far rivivere nel Palazzo della Cultura i fasti della dimora dei Principi Riggio che influenzò le sorti economiche del territorio compreso tra Aci S. Filippo, Aci S. Antonio e i possedimenti che si estendevano fino ad Aci Castello considerato, ai tempi, un porto privato.
Il Palazzo, dopo l’Unità d’Italia, per mancanza di discendenza maschile fu abbandonato e progressivamente spogliato dei suoi arredi.
Dopo successivi adattamenti per accogliere opere di pubblica utilità, quali ospedale prima e successivamente scuola dell’infanzia, si sono studiati ed attuati una serie di interventi di ripristino e di restauro. Fino al recupero totale del bene storico.
La scoperta, durante i lavori di ricerca, della presenza di beni di proprietà dei Riggio presso il Palazzo del Quirinale ha fatto sì che si mettesse in moto una delicata macchina diplomatica per poter riavere, seppur in copia, i preziosi arazzi che ne abbelliscono i saloni.
L’opera preziosa delle manifatture Gobelins, dono del Re di Francia Luigi XV al Luigi Riggio Saladino Branciforte- Colonna, principe di Campofiorito, si pensava fosse andata perduta. Gli arazzi secondo gli studi furono segnalati presso la Reggia di Caserta, trasferiti dopo l’Unità d’Italia e ricomparsi nel 1875 al Quirinale. Qui giunsero soltanto sette dei dodici arazzi.
Acicatena / Il Palazzo della Cultura arricchito di tre arazzi del Quirinale

Le tre riproduzioni concesse dal Presidente della Repubblica Italiana prof. Sergio Mattarella appartengono alla serie francese “Storie di Don Chisciotte” ispirate al ”Don Chisciotte” di Cervantes. Nello specifico: Banchetto di Sancho Panza, Don Chisciotte e la testa incantata,
Entrata di Sancho Panza a Barattaria, installate nel Palazzo.
La sindaca Margherita Ferro nel discorso di inaugurazione, ha affermato che “il Palazzo della Cultura non rappresenta l’apertura di un nuovo spazio ma l’affermazione di una visione. Quella di una Aci Catena che riconosce nella cultura il fondamento del proprio sviluppo umano ed economico. La cultura è inclusione, rigenerazione urbana, identità, coesione, resilienza e contaminazione positiva”.

Un impegno nei confronti dei giovani che riscoprono le loro radici e possono guardare al loro futuro con una nuova consapevolezza. I giovani del servizio civile, nell’occasione, sono stati protagonisti nel rendere un servizio di accoglienza e guida professionale e impeccabile.
Il Palazzo Riggio costituisce il cuore pulsante dello sviluppo della città, il centro permanente destinato ad eventi di alto profilo culturale.
Nell’ottica della promozione e fruizione del bene storico sarà possibile utilizzare, su richiesta, la cappella per cerimonie civili.

Presenti all’inaugurazione Antonio Impellizzeri, sindaco di Catenanuova, gemellata con Acicatena, Quintino Rocca sindaco di Aci Sant’Antonio, Orazio Sciacca in rappresentanza del sindaco di Aci Castello. Poi il Console della Repubblica dell’Azerbaigian dott. Domenico Coco, mecenate e sostenitore dell’iniziativa, e monsignor Antonino Raspanti, vescovo della diocesi di Acireale.
Sono in corso attività ed eventi mirati alla promozione e alla fruizione del Palazzo per coinvolgere la cittadinanza.
Angela Pirronello
