Dottrina sociale della Chiesa / Don Sapienza e don Catalano sugli incontri nella parrocchia Cristo Re

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La chiesa di Cristo Re

La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria (Cost. past. Gaudium et spes, 16). Il rispetto dovuto al cammino della coscienza, costituisce acquisizione positiva della cultura moderna (Enc. Veritatis splendor 31).

Con una riflessione sul tema della coscienza si è conclusa al Cristo Re di Catania la serie di incontri che dallo scorso novembre a maggio hanno avuto a oggetto i temi della Dottrina Sociale della Chiesa. Iniziativa condotta da don Piero Sapienza, già responsabile dell‘Ufficio della Pastorale Sociale della Conferenza Episcopale Siciliana, docente di Scienze Umane e Storia e Dottrina Sociale della Chiesa allo Studio Teologico San Paolo; e don Roberto Rosario Catalano, incaricato diocesano dell’Ufficio per la promozione e sostegno economico per la Chiesa Cattolica e Canonico del Capitolo della Basilica Collegiata di Maria Ss. dell’Elemosina di Catania, che ha curato il percorso in una comunità che si distingue per l’attenzione ai temi della solidarietà e difesa dalla vita (ns. articolo dell’1 marzo). A conclusione dell’itinerario di studio abbiamo provato a coglierne con entrambi il possibile retaggio.

Nel segno della Dottrina Sociale della Chiesa, “teologia della comunione nella storia; luogo in cui la Parola, divenuta carne, continua a farsi dialogo, memoria e profezia” (Enc. Magnifica Humanitas,37).

Giuseppe Longo, don Piero Sapienza e don Roberto Catalano
Da sx: l’avv Giuseppe Longo, autore dell’articolo, don Roberto Catalano e don Piero Sapienza 

Don Piero, quali i fini sottesi all’idea di avviare le parrocchie alla Dottrina Sociale della Chiesa?

Nell’ Enciclica Evangelii Gaudium Papa Francesco ha ricordato come la dimensione sociale debba rivestire un ruolo centrale nell’evangelizzazione. In ciò rievocando le riflessioni del Magistero dei predecessori, sin dalla Enciclica Rerum Novarum. Indi quando ci si impegna nella evangelizzazione non si può prescindere dalla Dottrina Sociale della Chiesa, che è l’anima del Vangelo in res socialis.
Da questo impegno ineludibile per tutti promana l’intento che poi ha preso vita in questa parrocchia.

Don Roberto, come la comunità parrocchiale ha accolto la proposta e ha suffragato l’iniziativa?

La comunità ha accolto con interesse una esperienza che intanto si proponeva per il carattere di novità. E ha recepito l’invito per una condivisione di momenti di riflessione e di approfondimento. Pure come occasione di apertura a quanti, da altre sedi, interessati a questa proposta, hanno ritenuto di aggregarsi a questo cammino. Tutto ciò ha concorso a vivificare quello spirito di accoglienza che caratterizza questa parrocchia e si traduce in molteplici eventi formativi e di evangelizzazione in senso lato.Una funzione nella chiesa Cristo Re

Don Piero, come le parrocchie potrebbero curare al meglio la formazione sui temi della Dsc?

Accogliendo l’invito del Magistero, che puntualizza proprio il Vangelo, le comunità parrocchiali dovrebbero collocare al centro della propria formazione spirituale l’approfondimento dei principi della Dsc. In questo senso il cammino vissuto nella comunità di Cristo Re può costituire un contributo per la diffusione di esperienze similarin anche in altre comunità.
In questa ottica e per consentire una rivisitazione e condivisione dei temi trattati negli incontri, le dispense oggetto di riflessione saranno compendiate in un testo di prossima edizione, dal titolo Percorsi di Dottrina Sociale della Chiesa.

Don Roberto, come poter attuare nell’ambito di questa comunità i principi della Dsc trattati?

Intanto partirei dall’assunto frutto del retaggio di un vissuto personale e comunitario, per cui la parrocchia non dovrebbe essere intesa solo come un luogo liturgico ma come una realtà in cui i principi del Vangelo e l’invito del Cristo alla prossimità dei fratelli devono trovare corpo e concretezza. Non possiamo correre il rischio di relegare la Parola ad una dimensione strettamente intimista o comunque idealista. La Dsc attualizza il Vangelo proprio nella propensione per i più poveri, nelle varie dimensioni esistenziali. In questo progetto duale ma al contempo unitario si collocherà il cammino di questa parrocchia, attraverso delle iniziative di concreta condivisione.

Ringraziamo entrambi, auspicando si preveda un seguito nella futura programmazione parrocchiale.

                                                                                          Giuseppe Longo