Lunedì 25 maggio 2026 all’interno del Gabinetto di lettura a Palazzo di Città di Acireale, sede ufficiale dell’Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, si è tenuto un convegno per ricordare Felice Saporita, illustre cittadino acese scomparso il 16 agosto 2025. L’iniziativa, promossa dal Lions Club Acireale attualmente presieduto dall’ing. Antonio Leonardi, è nata grazie alla collaborazione con l’Accademia Zelantea e con l’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), sezione di Acireale.
“Per ricordare Felice Saporita. La forza mite della fede, della cultura e del servizio”: questo è stato il titolo scelto per un evento commemorativo di un uomo straordinario, che ha senz’altro lasciato un segno indelebile nella città di Acireale. L’incontro, coordinato dal docente universitario e giornalista prof. Rosario Faraci, si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco di Acireale, ing. Roberto Barbagallo, dell’Assessore alla Cultura, l’avv. Enzo Di Mauro, e del Presidente del Consiglio Comunale, il dott. Michele Greco. Anche il giornalista Rai e attuale Presidente UCSI Acireale, Orazio Aleppo, è intervenuto prima di lasciare spazio alle relazioni sulla vita di Felice Saporita, per ricordare il suo ruolo di “custode e garante della città”.
Relazioni sulla vita di Felice Saporita, cittadino illustre di Acireale
L’avvocato e il difensore civico
I figli di Felice Saporita, Casimiro e Paolo, hanno ricordato il padre come un uomo capace di unire la sua passione per la cultura e la storia con l’umorismo e il sarcasmo. In particolare, Casimiro ha sottolineato l’amore del padre per la natura, la campagna, il turismo e lo sport “naturalistico” come andare in bicicletta. Il notaio Paolo Saporita ha posto il focus sulla figura del padre come “difensore civico”: il difensore civico è colui che funge da cerniera tra il cittadino e la pubblica amministrazione, un ruolo che Felice Saporita ha ricoperto magistralmente per tutta la sua carriera da avvocato. Inoltre, il figlio Paolo ha anche voluto ricordare alcune delle iniziative fortemente volute dal padre e che oggi ci consentono di vivere la città di Acireale come siamo abituati a fare, come la “trasformazione” di Piazza Duomo da parcheggio ad area liberamente fruibile.
L’uomo e l’impegno cattolico
Don Roberto Strano ha ricordato Felice Saporita come un uomo di grande fede. “Felice era un credente serio, motivato da una fede sincera”. Ed è proprio la “sincerità” della fede di Felice Saporita ad essere stata rimarcata a più riprese da Don Roberto Strano. Altro tassello fondamentale nella vita di Felice Saporita fu il culto della famiglia: egli amava profondamente la moglie Maria e la sua morte sembrava averlo destabilizzato a tal punto da perdere il senso della vita. Felice Saporita era un uomo capace di portare la fede anche nella giustizia, nella misura in cui la condanna, nella sua visione, aveva l’obiettivo di educare per dare un’ulteriore possibilità.

Felice Saporita: “Lion” e giornalista
A seguire, il prof. Giovanni Vecchio ha analizzato l’attività giornalistica di Felice Saporita e il periodo in cui egli ha militato all’interno del Lions Club Acireale, di cui fu anche Presidente nel biennio 1981-82. Attraverso i suoi articoli, Felice Saporita riusciva a sensibilizzare i cittadini acesi su alcune tematiche particolarmente significative. A lui sono ascrivibili alcune iniziative sociali che hanno inevitabilmente cambiato la storia della città di Acireale, come ad esempio l’apertura della variante alla SS114 di Capomulini che liberò la frazione di Santa Maria delle Grazie dal flusso continuo di automobili provenienti da e dirette a Catania, scongiurando il rischio di incidenti, talvolta anche mortali.
L’accademico e lo scrittore
L’ultima relazione, curata dal Presidente dell’Accademia Zelantea, dott. Michelangelo Patané, si è occupata della figura di Felice Saporita come accademico. Dal 1983, infatti, egli fu socio “realmente effettivo”, come sottolineato dal dott. Patané in riferimento al suo impegno concreto nelle attività accademiche, dell’Accademia Zelantea. “Felice fu un cittadino esemplare, un attento custode dei valori civici”, ha affermato il dott. Patané, e i suoi scritti, da intendere come il risultato di uno studio molto attento e scrupoloso, rappresentano uno spaccato della vita di Acireale. La scomparsa di Felice Saporita ha inevitabilmente lasciato un vuoto nella città di Acireale. Tuttavia, iniziative come quella del 25 maggio consentono anche a chi non ha avuto la fortuna di conoscere un uomo straordinario come Felice Saporita di capire chi era davvero, tenendo sempre accesa la sua memoria.
Al termine, all’invito del moderatore circa eventuali interventi liberi ha risposto il nostro direttore, Giuseppe Vecchio, che ha raccontato un aneddoto quanto mai significativo. Il giornalista ha raccontato quando “raccomandò” all’amico avvocato operatore di carità un giovane, coinvolto, suo malgrado, in un giro di delinquenza di paese. E ha premesso che la sua era una testimonianza sentita della serie evangelica “Vi riconosceranno dalle opere”. “Quel ragazzo – ha raccontato Vecchio – era vissuto nelle campagne di un paesone etneo a badare agli animali, prima di trasferirsi in un centro dell’Acese; parlava poco e non capiva la delicata situazione nella quale si era trovato. Non aveva soldi. Felice non mi fece neanche finire di parlare. Se ne occupò veramente, senza nulla chiedere”.
Alessandro Puglisi
