L’associazione culturale Sto.Cu.Svi.T, in occasione dei novant’anni dalla nascita del Comune di Santa Venerina, ha organizzato una conferenza dal titolo “Santa Venerina e l’autonomia comunale, dall’Ottocento agli anni Trenta, dall’istituzione del comune al periodo bellico, le prime elezioni democratiche”.
L’incontro, curato dal prof. Giovanni Vecchio e dal preside Salvatore Musumeci, si è tenuto lo scorso 13 giugno nella Casa del Vendemmiatore. A seguire si è inaugurata la mostra “90 anni, ma non li di..Mostra”, realizzata da Alfio Marino, Sebastiano Lanza e Salvatore Sciacca.

Dopo i saluti istituzionali, prende avvio la discussione. Giovanni Vecchio ripercorre le varie tappe che hanno portato all’autonomia, avvenuta ufficialmente il 23 giugno 1936. Racconta: “Sin dal ‘700 è avvenuta una trasformazione del territorio, con il passaggio dal bosco alla coltivazione della vite. Emergono nuove figure, come contadini e artigiani. Autorevoli personaggi acquisiscono questi territori, come il Principe di Reburdone, il Marchese Vigo, e varie famiglie come i Musmeci, Rinaldi, Cirelli, Fiorini, Cosentini, Carpinato, Seminara, ecc”.
Autonomia comunale Santa Venerina / Excursus storico del prof. Vecchio
“I tentativi di erigere il nuovo Comune partono già dal 1838, ma mancava ancora il personale amministrativo, perché poche erano le persone alfabetizzate e vi era la completa mancanza di elegibili. L’economia si sviluppa in seguito, grazie all’attivazione delle distillerie, permettendo ai giovani di potere proseguire gli studi. Ma subito dopo si verificò il tragico evento del terremoto del 1914. E a seguire l’entrata nella prima guerra mondiale, che vide molti giovani chiamati al fronte, come i ragazzi del novantanove

Il costo che pagò Santa Venerina in vite umane fu molto alto – continua il relatore. – I giovani che tornarono dalla guerra, portarono qualcosa di nuovo, nuove idee, ma queste erano viste con sospetto. La gente infatti non aveva avuto modo di aprirsi alle altre realtà, perché ancora mancavano i mezzi di informazione come la radio. Nel tempo ci fu l’avvento del fascismo. Si pensava che fosse molto distante e non avrebbe potuto incidere in alcun modo nella vita di ognuno, ma non fu così”.
A tal proposito vengono evocati degli scritti di Andrea Rapisarda.
Il prof Vecchio conclude l’excursus storico. “Il 26 maggio del 1934 avvenne l’istituzione del Comune, grazie all’approvazione del R.D del febbraio dello stesso anno. L’attivazione si ebbe il 23 giugno 1936. Subito dopo la seconda guerra mondiale si tennero le prime elezioni e venne eletto sindaco Rosario Giuffrida. Egli cercò di gettare le basi affinché il Comune potesse funzionare”.
Un volume sul periodo delle due guerre mondiali realizzato da trenta studenti
Salvatore Musumeci, dirigente scolastico dell’Istituto “Federico De Roberto” di Zafferana Etnea, nella seconda parte della serata, si sofferma a parlare del periodo delle due guerre mondiali, partendo dal volume “Perché la Patria viva essi sono morti”. Opera realizzata da trenta allievi di Santa Venerina che studiano nella scuola, con il supporto dei docenti.
“I ragazzi – dice Musumeci – hanno svolto un vero e proprio lavoro di ricerca storica. Con interviste e uno studio delle fonti, sui caduti del loro paese, affinché i nomi non siano solo un mero elenco che il tempo porta all’oblio, ma un vissuto, pieno di sentimenti e ansie”.
“Il volume – spiega – trae origine da due pubblicazioni, non più reperibili: ‘In memoria dei giovani di Santa Venerina caduti per la più Grande Guerra’, del 1919 e ‘Lettere dal fronte di Matteo Russo’, del 1993”.
A seguire con emozione vengono lette alcune missive dei soldati alle loro famiglie. Queste non erano scritte di proprio pugno. Ma si evince ugualmente tutta la nostalgia e il pensiero costante per la famiglia, mogli, genitori e figli e l’incertezza per i loro destini.
Adele Maugeri
