Quelli del Mediterraneo sono vini di mare e di fuoco, dove ogni sorso è espressione di un paesaggio estremo e affascinante. Con i suoi venti, l’energia dei vulcani, le sue isole maggiori e minori, quest’area si attesta da tempo tra quelle più interessanti del panorama enologico mondiale. A partire dall’Etna e i suoi vini dalla spiccata sapidità e longevità.
Al Grappoli Wine Festival i banchi d’assaggio, le masterclass e un premio di carattere internazionale presieduto dal sommelier e tiktoker Mattia Asperti, celebreranno l’Etna e i vulcani del Mediterraneo. La quinta edizione si svolgerà sabato 4 luglio al Parco Urbano “Peppino Impastato” di Belpasso (CT).
Grappoli wine festival propone anche assaggi internazionali
Il Festival nasce da un’idea dei professionisti del vino Sergio Bellissimo e Salvo Laudani con l’apporto dell’Associazione Verde Basico. Un’unica grande festa tra gusto, cultura del vino, musica e danza. La grande novità di quest’anno è l’apertura agli assaggi internazionali: accanto alle oltre 90 cantine dell’Etna alcune eccellenze vulcaniche della Campania (presente con circa 20 cantine). E, per la prima volta in assoluto, vini dall’arcipelago greco delle Cicladi e con un’eccellenza d’oltreoceano che arriva dalle Azzorre.
Due le masterclass in programma. La prima è “Da Santorini alle Azzorre” a cura del patron dell’evento Sergio Bellissimo, il docente Ais Camillo Privitera e il divulgatore enologico Vittorio Cardaci. L’altro approfondimento, invece, vede protagonisti i vini rossi ottenuti da aglianico nell’entroterra campano “Taburno e Taurasi”, con la degustazione guidata dall’esperto assaggiatore campano Simone Feoli e il delegato Onav di Catania Danilo Trapanotto.
Il Festival è promosso e supportato dall’amministrazione comunale di Belpasso. “Da quando ho l’onore di amministrare Belpasso – afferma il sindaco Carlo Caputo – la mia idea è sempre stata quella che un territorio debba valorizzarsi attraverso tutti i linguaggi a disposizione: gli eventi, l’arte, la musica, lo sport, il cibo e anche il vino. Perché ogni cosa è una parte diversa della stessa identità. Grappoli, in questo senso, è molto più di un wine festival. E’ la prova che il nostro vulcano racconta e parla la stessa lingua di Santorini e delle Azzorre. E che da Belpasso si può tessere un dialogo mediterraneo fatto di magma, vigne e storie condivise. Un ringraziamento sincero a tutta Wine Festival la squadra di Grappoli che porta il nome della nostra città oltre i confini dell’isola”.
Clou della manifestazione il Premio Internazionale Grappoli
Sul senso del Festival e le opportunità che offre interviene Giorgia Giubaldo, sommelier e membro dello staff di Grappoli. “Apriamo le porte ad un panorama di vini ancora più vasto, di respiro nazionale ed internazionale, dando l’opportunità di conoscere e assaggiare chicche imperdibili”.
Il clou della manifestazione è atteso con la cerimonia del Premio Internazionale Grappoli, il riconoscimento che celebra le cantine e i produttori capaci di distinguersi per l’altissima qualità, l’innovazione sostenibile e lo storytelling. Premio anche quest’anno presieduto da Mattia Asperti (noto ai winelover per il suo seguitissimo canale social @ilsommelierdivino) e coordinato da Sergio Bellissimo.
Da segnalare alcuni talk show con approfondimenti. Si discuterà su “L’importanza delle discipline agrarie: dalla Formazione alla professione” con Aurora Ursino, presidente Odaf, e la professoressa Elisabetta Nicolosi, presidente del corso di laurea in Viticoltura, enologia e marketing presso il dipartimento Di3a dell’Università di Catania. E poi su “Sostenibilità ed eccellenza del Consorzio Etna Doc, la nuova mappatura con la tecnologia GIS e le buone pratiche”, con gli interventi del direttore del Consorzio Etna Doc Maurizio Lunetta e la ricercatrice Laura Giuffrida (scopri qui tutti i dettagli del programma)
Un libro che celebra la Sicilia delle donne e del vino
Un altro importante appuntamento è la presentazione del libro “La Sicilia delle donne e del vino” di Valeria Lopis. Un prezioso focus giornalistico e narrativo che esplora il profondo legame tra identità e impresa vitivinicola nell’isola attraverso le donne protagoniste del vino siciliano.
E il vulcano, anche in questo caso, crea connessioni. “Quando ho immaginato il legame racchiuso nel binomio tra l’Etna e i vulcani del Mediterraneo, l’ho fatto pensando a una narrazione condivisa, dove la vulcanicitá diventa un filo conduttore universale — dichiara l’autrice Valeria Lopis che è anche l’ideatrice del tema del wine fest. Ritrovare oggi questa intuizione culturale al centro di un festival internazionale come “Grappoli” è la dimostrazione di come la valorizzazione delle storie d’impresa, comprese quelle straordinarie delle Donne del Vino, sappiano creare connessioni reali e ridefinire i confini della nostra identità vitivinicola”.
Domenico Strano
