Mondiali di calcio / Focus sul Giappone, tra Project DNA e politica

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L’universo calcistico giapponese sta attraversando un periodo di grande crescita, confermato anche all’esordio nei Mondiali 2026 in cui il Giappone del CT Moriyasu ha strappato un punto all’Olanda. Già nella scorsa edizione dei Mondiali, quella del 2022 in Qatar, i Samurai Blu furono sicuramente una delle sorprese più grandi, raggiungendo gli ottavi di finale dopo aver vinto il proprio girone mettendosi alle spalle squadre sulla carta ben più attrezzate, come Spagna e Germania. Vediamo cosa si nasconde dietro tale crescita del calcio in Giappone, ovvero Project DNA, e cerchiamo di capire se la situazione politica giapponese è altrettanto rosea quanto quella del settore calcistico.

Focus sul Giappone ai Mondiali 2026: Project DNA e politica

Project DNA: cos’è e quali sono gli obiettivi

Project DNA (Developing Natural Abilities) è un ambizioso programma a lungo termine lanciato dalla Federcalcio giapponese (JFA) nel 2016, con l’obiettivo di rivoluzionare il calcio nazionale e portarsi sul tetto del mondo entro il 2050. Il piano investe notevolmente sulla crescita dei vivai, sulla formazione degli allenatori e sullo sviluppo di infrastrutture all’avanguardia. I recenti risultati straordinari della Nazionale giapponese, infatti, non sono frutto del caso: nascono da uno sviluppo capillare di accademie giovanili e da un processo di standardizzazione del metodo di allenamento in tutto il paese.

L’ambizione della Federcalcio giapponese non si ferma qui: un altro obiettivo è quello di rendere la J1 League, la massima serie del campionato giapponese di calcio, uno dei campionati più competitivi e prestigiosi al mondo entro il 2030, per poi puntare alla vittoria della Coppa del Mondo entro il 2050.

Altro tassello fondamentale è l’esportazione dei principali talenti nei campionati europei più importanti: in quest’ottica la squadra belga del Sint-Truiden è diventata un vero e proprio “avamposto” di talenti giapponesi in Europa. Dal 2017, infatti, il Sint-Truiden è di proprietà del colosso giapponese DMM.com, fungendo da trampolino di lancio per i talenti nipponici diretti nei maggiori campionati europei (da qui sono passati alcuni dei principali esponenti del calcio giapponese come l’ex Arsenal e Bologna Takehiro Tomiyasu, l’attuale portiere del Parma Zion Suzuki, il giocatore del Liverpool Wataru Endō e il fresco vincitore della UEFA Conference League con il Crystal Palace Daichi Kamada).

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La situazione politica giapponese: la crescita del calcio riflette quella del Paese?

Il Giappone è un Paese che sta attraversando un periodo di cambiamento dal punto di vista economico, con il mutamento della storica mentalità deflazionistica giapponese che sta lasciando spazio all’inflazione. Per circa 30 anni, la società giapponese è stata abituata a prezzi in calo o stabili; in un contesto simile, i consumatori non avevano l’urgenza di effettuare acquisti perché era probabile che i prezzi sarebbero scesi. Questa mentalità ha inciso negativamente sulle vendite delle imprese e sulla crescita economica, dal momento che la domanda ha vissuto un lungo periodo di stagnazione.

giappone politica Oggi, invece, questa mentalità deflazionistica sta lasciando spazio allo sviluppo di una nuova mentalità, quella inflazionistica: si segnala, infatti, a fronte del graduale aumento dei prezzi, un incremento degli acquisti da parte dei consumatori, che comporta un impatto positivo anche sulla redditività delle imprese con conseguente aumento dei salari medi per i lavoratori nipponici. Il settore più in espansione del Sol Levante è senza dubbio quello turistico, che oggi sta vivendo un boom storico, con record di visitatori battuti anno dopo anno.

Se da un lato, dunque, il Giappone vive un momento positivo dal punto di vista economico – sebbene il mercato nipponico resti tra i più dinamici a livello globale – dal punto di vista demografico emergono alcune criticità. In particolare, il Giappone continua ad attraversare un periodo di calo demografico dal 1975: la popolazione invecchia rapidamente e la mancanza di nascite provoca una grave carenza di manodopera, frenando il potenziale di crescita a lungo termine. Secondo le proiezioni della popolazione in base all’attuale tasso di fertilità, gli over 65 costituiranno il 40% della popolazione entro il 2060, e la popolazione totale diminuirà di un terzo passando dai 128 milioni del 2010 agli 87 milioni nel 2060.

Project DNA: un modello per l’Italia?

Il Project DNA potrebbe essere una fonte d’ispirazione per l’ormai obsoleto sistema calcistico italiano? La risposta potrebbe essere affermativa, visti i risultati ottenuti dalla Nazionale giapponese nelle ultime grandi manifestazioni sportive, anche se nella disastrosa situazione in cui versa il calcio italiano attualmente la sola emulazione del modello giapponese potrebbe non essere sufficiente. Tuttavia si tratta certamente di un modello da cui trarre più di uno spunto per dare nuova linfa al nostro sistema, bisognoso ora come non mai di una vera e propria rivoluzione che, però, bisogna iniziare immediatamente. Anzi, probabilmente bisognava farlo 10 anni fa insieme al Giappone.

Alessandro Puglisi