Emilio Longo sceglie parole chiare per presentare il suo progetto tecnico e umano.
Gioco dominante, valorizzazione dei calciatori, attenzione ai giovani e nessuna promessa ad effetto: il nuovo allenatore del Catania vuole costruire una squadra riconoscibile, capace di assumersi responsabilità e di conquistare il pubblico attraverso il lavoro quotidiano.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione, il tecnico ha ringraziato la società per la fiducia ricevuta e ha indicato con decisione la strada che intende seguire: «Mi immagino un Catania umile e ambizioso. Non cercheremo scorciatoie per arrivare alla vittoria».
Un Catania che vuole dominare attraverso il gioco
Il nuovo allenatore non ha nascosto la propria filosofia. Il Catania dovrà provare a controllare le partite attraverso il possesso, il palleggio, l’occupazione degli spazi e la capacità di accelerare quando si presenteranno le condizioni.
«L’idea è avere una squadra che provi a dominare gli avversari», ha spiegato Longo. Non si tratta, però, di un possesso sterile: la costruzione dal basso sarà utilizzata quando utile, mentre contro un pressing particolarmente aggressivo la squadra dovrà essere capace di verticalizzare rapidamente e sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari.
Il sistema di gioco non sarà considerato un dogma. Longo ha insistito soprattutto sui principi, sulla capacità dei calciatori di leggere le situazioni e di scegliere la soluzione più efficace durante la partita.
Nessun giudizio sul passato: «Rispetto per Toscano»
Pur proponendo una filosofia differente rispetto a quella della precedente gestione tecnica, Longo ha voluto evitare qualsiasi contrapposizione con Domenico Toscano.
«Nel calcio si può vincere in tanti modi. Io ho una filosofia, l’allenatore precedente ne aveva un’altra, ma non c’è alcun giudizio su quello che è stato fatto», ha chiarito.
Il passaggio dalla difesa a tre a una probabile linea a quattro comporterà inevitabilmente alcune valutazioni sull’organico. Non per una questione di valore assoluto dei calciatori, ma per la necessità di costruire una rosa coerente con il nuovo progetto tecnico e con il limite numerico previsto.
Rosa sotto osservazione e mercato senza pregiudizi
Longo non ha voluto anticipare scelte sui singoli. Tutti i giocatori partiranno senza preclusioni e saranno valutati durante i primi giorni di preparazione.
Il tecnico ha indicato in circa dieci-quindici giorni il periodo necessario per comprendere quali elementi possano adattarsi al nuovo modello, anche se alcune decisioni potrebbero maturare più rapidamente.
Casasola, Donnarumma, Dini, Carnelutti e gli altri calciatori della rosa saranno giudicati sulla disponibilità a interpretare un calcio differente, sulla condizione fisica e sulla capacità di aderire ai principi richiesti.
«Non mi interessa il nome del calciatore. Mi interessano disponibilità, determinazione e voglia di dimostrare di poter essere da Catania», ha ribadito.
Il ringiovanimento della squadra, inoltre, non dovrà essere esclusivamente anagrafico: «Si possono trovare giovani vecchi nella mentalità e giocatori più esperti ancora giovani per entusiasmo e disponibilità».
Pressing alto e riconquista immediata del pallone
L’identità del nuovo Catania dovrà emergere anche nella fase di non possesso. La squadra sarà chiamata a difendere in avanti, cercando di recuperare rapidamente il pallone nella metà campo avversaria.
Longo ha parlato di undici giocatori coinvolti nella riconquista, pronti ad aggredire l’avversario con coraggio e determinazione. Umiltà, in questa visione, significa anche sacrificarsi quando si perde il possesso.
L’ambizione, invece, sarà rappresentata dalla volontà di raggiungere il risultato attraverso il gioco, senza rinunciare ai propri principi nei momenti di difficoltà.
Preparazione al Massimino: «Nessun alibi»
Uno dei temi centrali della conferenza ha riguardato la prima parte del ritiro, che si svolgerà a Catania prima del trasferimento a Norcia.
Longo ha difeso la scelta di lavorare inizialmente al “Massimino”, sottolineando come la squadra avrà a disposizione una struttura adeguata, una palestra attrezzata e un programma giornaliero organizzato tra allenamenti, briefing, pasti e recupero.
Il tecnico ha escluso l’utilizzo del campo del Cibalino, ritenuto al momento non adatto alle esigenze della squadra.
Sul caldo estivo ha risposto con pragmatismo: anche all’inizio del campionato, previsto il 23 agosto, le temperature saranno elevate. Allenarsi a Catania potrà dunque rappresentare un modo per abituarsi alle condizioni che la squadra incontrerà nelle prime giornate.
«Pensare che allenarsi per quindici giorni al Massimino sia un limite è un’eresia. Tante società farebbero la fila per utilizzare questa struttura», ha osservato.
Il pallone al centro della preparazione
Il lavoro atletico sarà integrato prevalentemente all’interno delle esercitazioni con il pallone. Longo ha spiegato che, nel suo metodo, il gioco rappresenta circa l’80 per cento dell’attività settimanale.
La squadra inizierà quindi immediatamente a lavorare sui principi tecnico-tattici. Non ci sarà una preparazione basata soprattutto sulla corsa a secco: i calciatori saranno osservati attraverso partite, esercitazioni e situazioni di gioco.
Sarà proprio in questi momenti che il tecnico valuterà la capacità dei singoli di interpretare il progetto.
Qualità e pazienza contro le difese chiuse
Longo è consapevole che molte squadre arriveranno al “Massimino” con un atteggiamento prudente, abbassando il proprio baricentro e chiudendo gli spazi.
Per superare queste difese serviranno qualità tecnica, intelligenza tattica e pazienza. Il Catania dovrà muovere gli avversari, aspettare il momento giusto per verticalizzare e occupare l’area con numerosi giocatori.
L’obiettivo sarà coniugare produzione offensiva ed equilibrio: «Non basta essere il migliore attacco. Bisogna provare a essere anche la migliore difesa».
Il rapporto con la città e il coraggio di Sant’Agata
Longo ha dedicato diversi passaggi al rapporto con Catania e con la sua tifoseria. Il tecnico ha riconosciuto il peso della storia rossazzurra, ma ha invitato a non considerarla una zavorra.
«La storia deve essere una forza che ci aiuta a velocizzare la vittoria», ha detto.
Tra i simboli richiamati anche Sant’Agata e l’elefante: la squadra dovrà avere il coraggio della patrona e la capacità di proteggere il gruppo, il proprio stemma e l’identità cittadina.
Longo non vuole promettere risultati immediati, ma garantisce dedizione e responsabilità: «Non devo dire, devo fare. Vorrei essere riconosciuto come l’allenatore del fare».
Settore giovanile, una porta aperta verso la prima squadra
Nel progetto del nuovo tecnico ci sarà spazio anche per i giovani. Longo intende seguire da vicino Primavera e Under 18, assistere agli allenamenti e creare momenti di confronto con la prima squadra.
L’obiettivo è fare in modo che i ragazzi del vivaio considerino il Catania come il proprio traguardo e non siano costretti a guardare altrove per trovare opportunità.
«Non deve esserci un muro tra il settore giovanile e la prima squadra. La porta deve restare aperta per chi dimostra merito, sacrificio e qualità».
Torre del Grifo, entusiasmo per il futuro
Il tecnico ha mostrato grande entusiasmo parlando di Torre del Grifo, visitata nei giorni precedenti.
Longo ha descritto i campi in erba naturale come già in ottime condizioni e ha sottolineato il valore della palestra e delle strutture in fase di completamento. Il centro sportivo, una volta pienamente operativo, potrà diventare uno dei principali punti di forza del progetto rossazzurro.
«Ho visto qualcosa di meraviglioso. È una struttura che ogni professionista sogna di poter utilizzare», ha dichiarato.
«Catania è il posto giusto al momento giusto»
Longo non considera l’arrivo sulla panchina rossazzurra soltanto come un passaggio di carriera. Dopo essere partito ventisei anni fa dalla Terza Categoria, sente di essere arrivato in una società capace di offrirgli l’opportunità più importante.
«Catania è il meglio che un allenatore possa aspettarsi in questo momento, non soltanto in Serie C», ha affermato.
La pressione non lo spaventa. Al contrario, è stata cercata scegliendo una squadra che vuole vincere e una città che pretende di tornare in categorie più importanti.
Il suo Catania dovrà poggiare su cinque valori: umiltà, ambizione, lealtà, cura e coraggio. Da qui partirà la nuova stagione, con un obiettivo che Longo non trasforma in slogan, ma in responsabilità quotidiana: costruire una squadra capace di dimostrare sul campo di essere all’altezza della propria città.
Giovanni Rinzivillo
