La nostra storia è densa di vicende che riguardano i rapporti, anche commerciali e culturali, con i Paesi che si affacciano sulle coste nordafricane. Per dodici secoli il Mediterraneo è stato un “lago musulmano” dominato dai saraceni e, successivamente, dagli ottomani. Un luogo ad alto rischio per le attività pescherecce e per i rapporti commerciali via mare, per noi di vitale importanza.
Le coste della Sicilia, della Calabria e delle regioni meridionali in genere, sono costellate dalle cosiddette “torri saracene”. Solo in Sicilia se ne contano circa duecentocinquanta. Monumenti di un passato che dovrebbe insegnarci qualcosa, capace di offrire elementi per orientare le scelte politiche. Se è vero che “chi sbaglia storia, sbaglia politica”, cosa accadrà a chi sembra ignorarla del tutto?
Il libro di Paolo Piro sarà presentato il 26 luglio a Rodi Milici
Di questo intreccio fra passato e presente ci parla il recente libro di Paolo Piro Mediterraneo: l’ombra del Jihad sulla Lunga Terra (Edizioni Cantagalli, Siena 2026, pp. 152, euro 12), che sarà presentato domenica 26 luglio a Rodì Milici (Messina), per iniziativa dell’associazione civico-culturale Alleanza Cattolica e con il patrocinio del Comune.
Dopo i saluti del sindaco di Rodì Milici dott. Eugenio Aliberti, interverranno al convegno l’assessore comunale alla Cultura avv. Sabrina Coppolini e lo storico Daniele Fazio. Modera l’evento il dott. Umberto Bringheli, di Alleanza Cattolica.
Il saggio Mediterraneo: l’ombra del Jihad sulla Lunga Terra si raccomanda alla lettura in quanto offre un’analisi in controtendenza rispetto al pensiero politico europeo contemporaneo. Si presenta infatti come un vero e proprio atto di accusa contro la cecità dell’Occidente – tanto politica quanto ecclesiale – di fronte alla natura espansiva dell’Islam politico e alla sua crescente influenza sul continente.
L’autore sostiene che l’Europa, prigioniera delle proprie categorie liberali, interpreta l’Islam come una religione privata, commettendo un errore concettuale che impedisce di coglierne la dimensione totalizzante. È il punto di partenza dell’intero libro, e anche la sua tesi più forte.
Paolo Piro, dal canto suo, è saggista degno di credito sull’argomento in quanto ha conseguito il Magistero in Scienze Religiose approfondendo proprio la relazione tra religione, cultura e le sue ricadute sul piano geopolitico. È presidente dell’Associazione culturale “Società Domani” di Palermo, dedita allo studio della Dottrina sociale della Chiesa. Ed è membro del Collegio degli Autori dell’Osservatorio internazionale Card. Van Thuân. Dal 2002 al 2007 ha diretto l’Ufficio di Pastorale sociale e del Lavoro della Diocesi di Palermo, tessendo rapporti con musulmani delle variegate comunità islamiche locali, un incontro che ha prodotto un peculiare interesse verso l’Islam, la sua presenza e la sua espansione sul nostro territorio.
Giuseppe Brienza
