Inferno 2026 / Da domani un altro memorabile spettacolo alle Gole dell’Alcantara

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Il nuovo Dante Luigi Nicotra

Riecheggiano forte le urla dei dannati tra le pareti rocciose naturali. Il colore rosso delle luci ne richiama le sofferenze.
L’Alcantara culla il percorso delle anime con il suo incedere lento ma deciso. Ancora una volta il viaggio di Dante Alighieri nell’oltretomba rivive nella profondità delle Gole.
Lo spettacolo teatrale a cielo aperto, l’Inferno, è prodotto da Buongiorno Sicilia in sinergia con il gruppo Russo Morosoli. La rappresentazione sta per avviarsi. Debutto previsto per domani, giovedì 23 luglio. Ieri sera, l’anteprima per la stampa.

Giovanna Mangiù (Francesca)
Giovanna Mangiù (Francesca)

L’idea della particolare recita ha avuto avvio nel 2018. I versi dell’opera letteraria sono declamati nello scenario naturale. Esso ne incornicia le varie fasi dell’iter “infernale”.
“Secondo me, Dante deve aver visto questi luoghi, deve averli visitati. Si è smarrito, perché ha lasciato l’Arno”, spiegano, fin dalle prime battute, gli stessi attori. Su due piani paralleli si snoda la scena. Il personaggio della donna turista (Liliana Randi) recita i versi e Dante (Luigi Nicotra) li vive contemporaneamente. È accompagnato da Virgilio (Salvo Piro). La schiera dei dannati manifesta il dolore nei movimenti irrequieti dei corpi e nei balli incalzanti. Chiara Di Giovanni, Giulia De Marzi, Alessia Linguaglossa, Marta Marino, Gaia Palmeri, Lucio Rapisarda, Francesco Rotatore, Emiliano Sgroi, Gloria Trischitta e Federica Zuccarello formano il gruppo di anime in pena.

Un’edizione dell’Inferno rinnovata nelle luci, nelle coreografie e negli interpreti

Davide Sbrogiò
Un’intensa espressione di Davide Sbrogiò nei panni di Ugolino ph. Santo Consoli

“Questa edizione dell’Inferno si propone rinnovata nelle luci, nelle coreografie e nei suoi interpreti”, ha dichiarato il regista Giovanni Anfuso. L’Alcantara, padrone di casa, accoglie ed enfatizza ogni parola recitata. Vigila su ogni azione. Scorre costante. Il suo rumore fa da sottofondo. Tra le sue acque si muovono i due amanti infelici Paolo Malatesta (Peter Passalacqua) e Francesca da Rimini (Giovanna Mangiù). Lei cammina avanti verso lo spettatore. Racconta la loro storia. Lui le sta dietro in silenzio. Poi si ferma. Muove soltanto le mani verso di lei. I suoi gesti manifestano tutto il sentimento. L’espressività dei volti degli attori comunica le diverse emozioni.

Sulle rive del fiume si alternano altri personaggi, il conte Ugolino della Gherardesca (Davide Sbrogiò), Ciacco (Davide Pandolfo), Caronte (Federico Fiorenza), Farinata degli Uberti (William Caruso). Alle spalle dell’Alcantara la vegetazione viene illuminata. Un fascio di luce garbatamente punta sulla roccia. Vi si staglia Lucifero, cupo. Fuori dal campo di illuminazione l’oscurità lo avvolge. Il cielo stellato placa gli effetti della tetra visione. Ulisse (Ivan Giambirtone), fuori da un antro in cima all’altura, ripercorre le sue stesse imprese. E intanto sulla riva i dannati si mimetizzano con i ciottoli. Appaiono. Si sollevano ritmicamente. Dopo scompaiono, in simbiosi con lo scenario. Il sito crea l’atmosfera suggestiva. I suoi elementi si intrecciano con le scene. Il fiume li ospita.
Da domani si alterneranno le recite alle 20:30 ed alle 22. Gli spettacoli andranno avanti fino a settembre.

                                                                                    Rita Messina