Piedimonte Etneo / Il santuario di San Gerardo Maiella riapre le sue porte

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In occasione del terzo centenario della nascita di San Gerardo Maiella, domenica 23 agosto, il Santuario diocesano di Piedimonte Etneo è tornato a risplendere in tutta la sua sacralità. Alla presenza delle autorità civili e davanti a una nutrita e commossa folla di devoti e pellegrini, ha riaperto ufficialmente i battenti al culto e all’accoglienza dei fedeli, dopo un imponente e provvidenziale intervento di restauro.

A 300 anni dalla nascita del santo protettore delle mamme e dei bambini, l’edificio sacro torna al suo splendore. Ciò grazie alla decisiva tenacia visionaria del parroco e rettore del santuario, don Mario Gullo. Un evento destinato a rimanere scolpito nella memoria e nella storia religiosa della comunità etnea.

Piedimonte Etneo / La solenne concelebrazione al Santuario di San Gerardo

A suggellare questo momento di grazia e rinascita è stata la solenne concelebrazione eucaristica di domenica 23 agosto, presieduta da S.E. Mons. Guglielmo Giombanco, Vescovo di Patti e nativo illustre di Piedimonte. La sua presenza ha conferito un’intensa carica emotiva alla liturgia, trasformando l’evento non in un semplice traguardo architettonico. Ma ha segnato la ripartenza di una comunità viva, che trae forza dall’esempio del frate di Materdomini per guardare al futuro.

Proprio in questo angolo di Sicilia, custode di un secolo di fede e preghiera verso San Gerardo, il santo di Muro Lucano, il vescovo ha toccato il cuore dell’assemblea durante l’omelia. Ha infatti ricordato che: “Questo santuario, restituito alla sua originaria bellezza e luminosità, ci rimanda al vero tempio dove Dio desidera abitare: il cuore dell’uomo. Questa bellezza dobbiamo trasferirla nella nostra esistenza, per vivere una vita luminosa e testimoniare Cristo con i fatti e non solo a parole, proprio come fece San Gerardo”.

Il trionfo della perseveranza: il tributo a don Mario Gullo

Dietro il miracolo di questa riapertura c’è un nome, un volto, un cuore pulsante, quello del rettore e parroco don Mario Gullo. È a lui che la comunità parrocchiale, la diocesi e la moltitudine di pellegrini rivolgono oggi il più sentito e commosso ringraziamento. Con dedizione totale e instancabile zelo, don Mario è stato un vero “architetto della speranza”.

Di fronte alle insidie del tempo e alle difficoltà logistiche, il parroco ha opposto una fede salda e un’eccellente capacità organizzativa. Don Mario, ad otto mesi dalla riapertura al culto della Chiesa Madre dopo ingenti lavori di restauro, è stato anche in questo caso un vero e proprio perno instancabile, capace di infondere coraggio a tutta la comunità. Ha così vigilato giorno dopo giorno sull’avanzamento delle opere e si è speso in prima persona fino all’ultimo dettaglio per restituire alla sua gente la “casa” del Santo.

Gli interventi e la forza della carità comunitaria

santuario gerardo piedimonte etneo esternoI lavori di riqualificazione strutturale hanno sanato ferite profonde che minacciavano la conservazione dell’edificio. I lavori hanno visto il rifacimento e la messa in sicurezza della copertura esterna. Hanno definitivamente arginato le gravi infiltrazioni d’acqua che nel corso degli anni avevano pesantemente degradato la navata interna, restituendo luce, decoro e sicurezza. Un’opera monumentale resa possibile senza pesare su indebitamenti futuri, ma grazie alla saggia e trasparente amministrazione dei risparmi della Chiesa Madre e alla straordinaria generosità di fedeli e benefattori.

A fare da cornice a questo lungo percorso di preparazione è stata anche il fervore dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, culminando nella cura amorevole delle feste estive degli ultimi anni. Fondamentale anche lo storico e indimenticabile passaggio dell’urna reliquiaria con il corpo di San Gerardo Maiella, giunta direttamente da Materdomini a benedire il popolo etneo.

Un faro di speranza per le famiglie

Il Santuario, ora restituito all’abbraccio dei pellegrini, si riconferma un punto di riferimento e baluardo di speranza per le famiglie, i giovani, le partorienti e quanti invocano la protezione del celeste patrono delle mamme e dei bambini. A conclusione delle celebrazioni, risuonano ancora le parole dense di emozione del rettore don Mario Gullo. “Oggi lasciamo alle spalle le tempeste e le prove del passato: tutta quell’acqua ha solo preparato la splendida rifioritura di questo santuario. Come ci insegna San Gerardo, la risposta più bella dinanzi a ogni ostacolo è il sorriso e la gioia del cuore nella fede. Questo luogo torna a essere faro di grazia per tutti noi”.

Tra i momenti più commoventi rievocati da don Mario, c’è il gesto di un giovane della parrocchia che, nel momento di massima difficoltà economica dei lavori, ha donato l’intera mensilità del suo stipendio per sostenere i restauri. “Un vero miracolo di fede e generosità da parte delle nuove generazioni”. E, ancora, “questo luogo, come tutti i santuari, è un autentico parafulmine di grazia per la vita della nostra comunità e di tutta la diocesi. Da qui ripartiamo con l’arte della tenerezza e del perdono evangelico”. La comunità oggi festeggia non solo un edificio rinnovato, ma il trionfo della fede che si fa opera concreta.

Sabrina Levatino