Canto al Vangelo domenica 6 settembre (Cf 2 Cor 5,19)
Alleluia, alleluia. Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia
Vangelo domenica 6 settembre (Mt 18,15 – 20)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Parola del Signore
Riflessione sul vangelo di domenica 6 settembre
La Liturgia di questa Domenica, presenta il brano del vangelo di Matteo nel racconto di Gesù che insegna ai suoi discepoli che la preghiera e la correzione fraterna sono gesti di carità.
Se un mio fratello commette una colpa contro di me, io devo dirgli che ciò che ha detto o ha fatto è sbagliato. Far presente l’errore con garbo non è una reazione all’offesa ricevuta ma un gesto di correzione fraterna. E se il fratello non ascolta, Gesù nel brano del Vangelo indica una gradualità: prima tornargli a parlare con altre due o tre persone, per fargli meglio comprendere il suo errore; se, malgrado questo egli respinge l’osservazione, bisogna dirlo alla comunità; e se non ascolta neppure la comunità, bisogna fargli capire il distacco che lui stesso ha provocato.
Ognuno deve prendere coscienza delle personali fragilità ed è chiamato ad accogliere la correzione fraterna e a sua volta correggere anche chi sbaglia.
Un’altra espressione della carità è la preghiera. Gesù dice : “ (… ) dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.
La preghiera personale è indispensabile ma Gesù assicura la sua presenza alla comunità che è riunita nella preghiera comunitaria perché essa riflette la stessa realtà di Dio Uno e Trino.
La vita cristiana deve essere innestata a Cristo mettendosi in ascolto della sua Parola, cantando le meraviglie del suo amore. Come prega il Salmista biblico nel Salmo Responsoriale di questa Domenica: “Ascoltate oggi la voce del Signore. Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazia, acclamiamo a lui con canti di gioia”.
Letizia Franzone
