Calcio Catania / a Picerno una vittoria che vale più dei tre punti: il 4-2 rilancia Longo e i rossazzurri

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Certe partite valgono tre punti. Altre, per il momento in cui arrivano, possono valere molto di più. Il 4-2 con cui il Catania ha espugnato Picerno appartiene probabilmente alla seconda categoria.

Non soltanto per il risultato, ma per ciò che c’era intorno alla squadra alla vigilia: un avvio di stagione inferiore alle aspettative, la sconfitta interna contro la Scafatese, le prime crepe nel rapporto tra entusiasmo estivo e rendimento sul campo e soprattutto le voci sulla posizione di Emilio Longo. Quella di Picerno è una gara spartiacque.

Il Catania, insomma, arrivava in Basilicata con poco spazio per un’altra giornata interlocutoria. E ha risposto nel modo più rumoroso possibile.

Longo cambia: difesa a tre e Quaini torna nel cuore del gioco

La prima risposta arriva già dalla distinta.

Longo abbandona l’assetto utilizzato nelle precedenti uscite e propone un 3-4-3 che modifica equilibri e responsabilità. Dini torna tra i pali, mentre Di Gennaro viene collocato al centro della linea difensiva con Ierardi e Perrotta. Una scelta che consente soprattutto di riportare Quaini a centrocampo, accanto a Vallocchia, anche per l’assenza di Torrasi.

Sugli esterni Masciangelo occupa la fascia sinistra, mentre a destra Longo preferisce Bruzzaniti a Lunetta. Davanti spazio a Cavuoti, Russo e Cicerelli.

Non è soltanto un cambio di numeri sulla lavagna. Cambia il modo in cui il Catania occupa il campo. Con tre centrali alle spalle, Quaini può tornare nella zona in cui riesce maggiormente a incidere nella costruzione; gli esterni hanno più libertà di spingere e, soprattutto, la squadra cerca di recuperare palla più in alto.

È proprio il pressing uno degli elementi che indirizzano la partita.

Il Picerno inizialmente prova a contenere l’aggressività degli ospiti, ma il Catania mostra immediatamente una velocità e una verticalità che nelle precedenti uscite erano apparse soltanto a tratti. Prima del vantaggio arrivano già due segnali: una conclusione di Cavuoti, servito da Cicerelli, e un colpo di testa di Di Gennaro.

Poi la partita esplode.

Tre gol in quattro minuti: il Catania travolge il Picerno

Tra il 30′ e il 34′ del primo tempo accade praticamente tutto.

Al 30′ Ierardi rompe l’equilibrio. Quaini trova centralmente il corridoio giusto e serve il difensore, che conclude sotto la traversa.

Tre minuti dopo arriva il raddoppio. Vallocchia dà il via all’azione e Bruzzaniti, inserendosi con i tempi giusti, firma il 2-0.

Il Picerno non ha neppure il tempo di riorganizzarsi. Passa un altro minuto e il Catania colpisce ancora: Russo conclude, sulla traiettoria irrompe Cavuoti, che trova il primo gol con la maglia rossazzurra.

Tre reti in quattro minuti.

È il momento che racconta meglio il cambio di atteggiamento del Catania. La squadra di Longo non arretra dopo il vantaggio, non cerca di amministrare, continua invece a portare uomini nella metà campo avversaria e a pressare una costruzione lucana che va progressivamente in difficoltà.

Il 3-0 all’intervallo non nasce quindi da tre episodi isolati. È la conseguenza di una fase della partita nella quale il Catania riesce a imporre ritmo, aggressività e gioco verticale.

Ed è probabilmente la risposta che Longo cercava più del risultato stesso.

Cicerelli mette il sigillo, poi il Catania si complica la serata

La ripresa riparte sulla stessa falsariga.

Il Picerno prova ad aumentare il possesso del pallone, ma inizialmente non riesce a guadagnare campo. Il Catania continua ad avere spazi e al 12′ arriva la giocata che virtualmente chiude la partita.

Cicerelli parte da sinistra, punta la difesa, si accentra e conclude per il 4-0.

È il gol del giocatore tecnicamente più ispirato della serata e anche l’immagine di un Catania finalmente capace di utilizzare l’ampiezza per creare spazio dentro il campo.

Pochi istanti dopo Cicerelli sfiora perfino la quinta rete.

A quel punto, però, la gara cambia ancora volto. Non per una vera rimonta del Picerno, quanto per un progressivo calo dei rossazzurri.

Al 30′ della ripresa Pugliese trova il 4-1 inserendosi tra Ierardi e Allegretto, subentrato a Di Gennaro. Poco dopo Abreu reclama un rigore per un contatto con Ierardi, ma la revisione non porta all’assegnazione del penalty.

La situazione si complica ulteriormente quando Masciangelo viene espulso al 38′ per un fallo su Virgilio.

In superiorità numerica il Picerno ritrova coraggio e al 43′ Abreu, su rigore, segna il 4-2. Dini deve intervenire anche su un colpo di testa di Del Fabro, mentre nei minuti di recupero il Catania continua comunque ad avere occasioni: Cicerelli manca il possibile 5-2 in contropiede e Coda si vede neutralizzare una conclusione al volo.

Il triplice fischio consegna a Longo una vittoria meritata, ma anche un piccolo promemoria: per diventare realmente affidabile, questo Catania deve imparare a gestire novanta minuti senza riaprire partite che sembrano già concluse.

Longo risponde alle critiche: «Non smetterò di lottare»

Nel dopogara il tecnico non evita il tema che aveva accompagnato tutta la vigilia.

Anzi, lo affronta frontalmente.

«Se queste notizie suscitano nei miei ragazzi corsa e voglia in più, allora mettetemi a rischio ogni partita», osserva Longo riferendosi alle indiscrezioni sul possibile esonero.

Poi rivendica il lavoro svolto in condizioni non sempre semplici e aggiunge un’altra frase che fotografa bene il suo stato d’animo: «Non smetterò di lottare».

Longo insiste soprattutto sull’identità che vuole lasciare alla squadra. Spiega di avere cominciato con una difesa a tre anche per l’assenza di un terzino destro naturale e per la disponibilità di Di Gennaro, sottolineando come il nuovo assetto abbia consentito al Catania di tenere il pallone e aggredire più in alto.

Il tecnico riconosce invece il calo dell’ultimo quarto d’ora: una flessione fisica, ma anche il merito di un Picerno che ha continuato a giocare.

E usa i numeri per sostenere la propria lettura della gara: 18 conclusioni del Catania contro le 7 del Picerno. Ma più dei dati, Longo sembra interessato al percorso.

«Abbiamo proseguito questo percorso lasciando stare i risultati, ma badando soprattutto all’atteggiamento», è il concetto espresso nel dopo partita. La parola che ritorna è identità.

C’è spazio anche per Bruzzaniti, protagonista con un gol dopo essere stato preferito a Lunetta: secondo Longo è stata la sua migliore prestazione da quando veste la maglia del Catania.

E c’è un passaggio dedicato ai giorni precedenti: «Sono stati giorni difficili», ammette il tecnico, ringraziando anche per i messaggi di incoraggiamento ricevuti.

Una risposta importante, non ancora una svolta definitiva

Picerno restituisce dunque al Catania qualcosa che andava oltre i punti.

Restituisce convinzione a una squadra che sembrava averla smarrita, offre a Longo una soluzione tattica alternativa e riporta alcuni calciatori nelle posizioni nelle quali possono rendere meglio. Soprattutto mostra che, quando riesce ad accompagnare qualità tecnica e intensità, questo gruppo possiede strumenti offensivi importanti.

Resta però il finale della gara a suggerire prudenza.

Il Catania aveva già conosciuto una notte brillante con il poker rifilato al Cosenza. La difficoltà, fino a questo momento, è stata trasformare gli acuti in una linea continua.

Il prossimo banco di prova arriverà subito. Sabato al Massimino ci sarà il Barletta.

Dopo Picerno, dunque, la domanda cambia. Non è più se il Catania sappia giocare partite di alto livello: lo ha già dimostrato. È capire se sia finalmente capace di ripetersi.

Ed è probabilmente da qui che passa la vera svolta della stagione rossazzurra.

Giovanni Rinzivillo