Calcio Catania / Contro il Barletta i rossazzurri cercano la vera svolta

0
22

Il risultato di Picerno ha restituito ossigeno, fiducia e soprattutto qualche certezza. Adesso, però, arriva la parte forse più difficile: dimostrare che quel 4-2 non è stato l’ennesimo lampo di un Catania capace di accendersi e spegnersi nel giro di pochi giorni.

Stasera alle 20.30, al Massimino, i rossazzurri ospitano il Barletta nella sesta giornata del girone C di Serie C. Catania e pugliesi arrivano all’appuntamento appaiati a quota sei punti. Una classifica che rende la partita molto più significativa di quanto potrebbe suggerire il calendario: per la squadra di Emilio Longo vincere significherebbe, soprattutto, cominciare finalmente a costruire continuità.

Da Picerno arriva una strada da seguire

Il Catania visto in Basilicata è stato, almeno per lunghi tratti, probabilmente quello più vicino alle intenzioni del proprio allenatore.

Il cambio di sistema, con la difesa a tre, ha consentito alla squadra di occupare diversamente il campo, aumentare l’aggressività e riportare Quaini in una zona più congeniale. Il risultato è stato un primo tempo quasi perfetto, con tre reti concentrate in pochi minuti e una partita successivamente portata sul 4-0 prima del ritorno del Picerno nel finale.

Ed è proprio quel finale a rappresentare il lato della medaglia che Longo non può ignorare. Sul 4-0 la partita sembrava definitivamente chiusa, ma il Catania ha concesso due reti e qualche altra situazione pericolosa. Un richiamo importante per una squadra che, se vuole proporsi ai vertici del girone, deve imparare non soltanto a costruire vantaggi importanti, ma anche a gestirli.

Contro il Barletta, dunque, non basterà vincere. Servirà soprattutto verificare se atteggiamento, intensità e personalità mostrati a Picerno possano essere riprodotti a distanza di pochi giorni.

Dini, da alternativa a nuova certezza

Il ritorno del portiere tra i titolari a Picerno ha coinciso con una prestazione giudicata solida e autorevole.

Il punto non è decretare definitivamente superato Rinaldi, ma comprendere se a Picerno sia cambiata la gerarchia.

Dini offre esperienza e una conoscenza delle pressioni che accompagnano un campionato di vertice. Dopo la risposta arrivata martedì sera, una sua conferma contro il Barletta appare una soluzione concreta. Allo stesso tempo, la presenza di due portieri con caratteristiche differenti dà a Longo una concorrenza interna che può diventare una risorsa.

Longo deve cambiare ancora qualcosa

Una modifica è invece obbligata: Edoardo Masciangelo non ci sarà, dopo la giornata di squalifica inflitta in seguito all’espulsione di Picerno.

Da qui nasce uno dei principali interrogativi della serata: Longo conserverà la struttura a tre che ha funzionato in Basilicata oppure tornerà a una linea difensiva differente?

Non esiste ancora un undici ufficiale e sarebbe prematuro trasformare le ipotesi in certezze. Però il tecnico dispone adesso di un ventaglio più ampio di soluzioni.

Alla vigilia sono stati presentati Eddy Cabianca, Fabrizio Caligara e Marco Perrotta. Cabianca e Caligara hanno dato la propria disponibilità, mentre Perrotta ha sintetizzato con poche parole il clima che deve accompagnare il gruppo: «Bonus esauriti, ora compattiamoci». Per la seconda settimana consecutiva Longo non ha parlato nella tradizionale conferenza prepartita, lasciando spazio ai nuovi arrivati.

È un messaggio che fotografa perfettamente il momento. Dopo cinque giornate il Catania ha già vissuto molto: sconfitte inattese, goleade, critiche, pressioni sull’allenatore e una vittoria esterna arrivata proprio quando sembrava che tutto potesse essere rimesso in discussione.

Ora servono fatti.

Il Barletta non arriva al Massimino per fare da comparsa

Sarebbe inoltre un errore leggere la classifica dei pugliesi attraverso l’etichetta di neopromossa.

Il Barletta ha gli stessi punti del Catania e ha già dimostrato di poter creare problemi ad avversari costruiti con ambizioni importanti. Tra i risultati della squadra di Massimo Paci spiccano il 3-0 contro il Bari e il recente 1-1 con la Salernitana. Nel reparto offensivo attenzione soprattutto a Da Silva, già autore di quattro reti, e all’esperienza di Anthony Partipilo.

Paci ha già chiarito quale sarà lo spirito con cui il Barletta arriverà a Catania: dopo il pareggio con la Salernitana ha spiegato che la sua squadra andrà al Massimino cercando di disputare «la miglior partita possibile».

Il pareggio con i campani ha inoltre mostrato una squadra capace di abbassare il blocco, difendersi con ordine e ripartire. È un’indicazione tattica da non sottovalutare: il Catania potrebbe trovarsi a dover costruire contro una formazione compatta, con il rischio di concedere campo alle transizioni avversarie.

E proprio qui potrebbe giocarsi una parte importante della sfida.

Il Massimino aspetta finalmente due vittorie consecutive

Il tema della serata, alla fine, è piuttosto semplice.

Il Catania ha già dimostrato di saper essere devastante: quattro gol al Cosenza, quattro al Picerno. Ma ha dimostrato anche di poter disperdere rapidamente ciò che aveva costruito, come accaduto nella sconfitta interna contro la Scafatese.

Per questo il Barletta rappresenta qualcosa di più di un’altra giornata di campionato.

È la prova della continuità.

Dini può diventare una certezza. Il nuovo assetto di Picerno può trasformarsi in una soluzione stabile. I nuovi arrivati aumentano la concorrenza. Ma la differenza dovrà farla soprattutto la capacità di affrontare novanta minuti con la stessa intensità mentale.

Per Longo, inoltre, la vittoria in Basilicata ha allontanato almeno momentaneamente le tensioni accumulate nei giorni precedenti. Ma proprio le parole di Perrotta raccontano meglio di qualsiasi analisi ciò che serve adesso: il Catania non dispone più di molti alibi.

Alle 20.30 tornerà davanti al proprio pubblico.

Dopo Picerno non deve più dimostrare di saper vincere una partita. Deve cominciare a dimostrare di saper costruire una stagione.

Giovanni Rinzivillo