Un gruppo di fedeli della Basilica-Cattedrale di Acireale, guidati dal parroco, don Mario Fresta e dal suo vicario, don Antonio Agostini, si sono recati in pellegrinaggio al Santuario “Maria Ss.ma Annunziata” di Pedara. Qui il giorno 24 di ogni mese la comunità pedarese celebra l’Eucaristia ed eleva preghiere a Dio per la beatificazione della Serva di Dio Giuseppina Faro (1847-1871). La giovane ragazza morì a soli 24 anni il 24 maggio del 1871, assistita dal sacerdote don Domenico Bongiorno. Egli scrisse: “Ho veduto cose sole che si dicono de’ santi di gran virtù e squisita perfezione”. A un anno dalla morte venne salutata come “Angelo dell’Eterna Carità Divina”.

Subito nel paese nacque una spontanea devozione nei confronti di Giuseppina, che veniva invocata soprattutto nelle infermità più difficili e nelle calamità. Si contarono numerose grazie attribuite alla sua intercessione, tanto che l’anno seguente il popolo la volle riesumare e porre, con speciale dispensa, in chiesa. Il corpo fu ritrovato intatto e posto in una cassa con vetro dietro l’altar maggiore della chiesa dell’Annunziata. Dove continuamente i fedeli andavano a visitarla e a chiedere grazie. Constatato il perdurare di tale devozione il 24 maggio 1988 fu aperta l’inchiesta diocesana del processo di beatificazione, conclusasi nel 1996.

“La giovane serva di Dio Giuseppina Faro è per noi un modello, di vita dedicata a Dio e alla preghiera” ha detto nella sua omelia, don Mario Fresta. “Sì, fratelli e sorelle: la preghiera è il segreto della sua santità, perché non c’è santità senza preghiera. La preghiera è il respiro della fede, è il dialogo dell’anima con Dio. La serva di Dio Giuseppina ha compreso e praticato l’esortazione di San Paolo: «perseverate assiduamente nella preghiera, e vigilate in essa con azione di grazia» (Col4,2). Ha vissuto la sua giovane vita immersa in Dio, avvolta dal suo amore ed oggi insegna anche a noi qual è l’unico maestro da seguire, l’unica voce da ascoltare, l’unica strada da percorrere: Cristo Gesù, via verità e vita. L’esperienza della prova – ci ricorda ancora la serva di Dio – può essere attraversata custodendo la comunione con il Signore. È in questa comunione che troviamo vita, gioia, speranza, anche quando non ci viene risparmiato di attraversare vie oscure, ma ricordiamoci sempre che non siamo soli; noi siamo inseriti in Cristo, nel suo nome, e Lui agisce insieme a noi”
“La Serva di Dio Giuseppina ci insegna con la sua giovane vita di profonda carità, umiltà e amore per i poveri a credere all’amore di Dio, a cercare sempre i beni autentici della vita e a condividerli con tutti, specialmente con i più poveri, con i piccoli. Sul suo esempio anche noi siamo chiamati ad essere discepoli credibili e autentici del Signore Gesù, luce e speranza del mondo”

Dopo la S.Messa, concelebrata anche dal parroco della chiesa madre di Pedara, don Antonino Carbonaro, il gruppo dei pellegrini acesi ha fatto visita alla casa natale di Giuseppina Faro, accompagnati dalla prof.ssa Maria Rapisarda, componente del locale comitato che promuove e segue la causa di beatificazione della giovane pedarese.
Guido Leonardi
