Nato cieco e cresciuto in una famiglia povera dell’India rurale, Srikanth Bolla ha dovuto affrontare fin da bambino pregiudizi e barriere. Oggi è un imprenditore e ha scelto di trasformare la propria esperienza in un’opportunità per altre persone con disabilità.Ci sono storie che raccontano molto più di una semplice carriera di successo. Sono storie di ostacoli, diritti negati e possibilità conquistate passo dopo passo. Quella di Srikanth Bolla è una di queste.
L’infanzia di Srikanth Bolla e le barriere alla scuola
Nato cieco in una famiglia povera dell’India rurale, Bolla ha conosciuto fin dall’infanzia il peso della discriminazione. Alcune scuole, secondo quanto riportato nella storia rilanciata da Il Giornale delle Belle Notizie, arrivarono a rifiutare la sua iscrizione, sostenendo che fosse troppo difficile insegnare a uno studente con una disabilità visiva. Di fronte a queste difficoltà, però, la famiglia decise di non arrendersi. Grazie al sostegno dei genitori, Srikanth riuscì a trovare una scuola disposta ad accoglierlo e poté proseguire il proprio percorso di studi. La sua esperienza scolastica sarebbe diventata anche il primo terreno sul quale confrontarsi con le barriere che impedivano alle persone con disabilità di accedere pienamente all’istruzione.
La battaglia per l’istruzione e l’arrivo al MIT
Durante gli anni scolastici, un insegnante lo incoraggiò a difendere i propri diritti anche attraverso le vie legali. Secondo il racconto pubblicato su LinkedIn, Bolla intraprese così una battaglia che si concluse con una vittoria in tribunale e contribuì ad ampliare le possibilità di accesso degli studenti ciechi agli istituti statali. La determinazione maturata in quegli anni lo portò a coltivare una forte passione per l’ingegneria. Dopo aver superato gli esami di matematica e scienze, arrivò una delle svolte più importanti della sua vita: l’ammissione al Massachusetts Institute of Technology (MIT), una delle università più prestigiose al mondo. Per Bolla non si trattò soltanto di un traguardo accademico. La sua ammissione rappresentò anche una risposta concreta a chi, anni prima, aveva considerato la sua disabilità un ostacolo insuperabile.
Srikanth Bolla torna in India e fonda Bollant Industries
Dopo gli studi negli Stati Uniti, Bolla avrebbe potuto scegliere di costruire la propria carriera all’estero. Decise invece di tornare in India e mettere la propria esperienza al servizio di un progetto imprenditoriale. Nel 2012 fondò Bollant Industries, azienda attiva nella produzione di soluzioni per il packaging e di prodotti realizzati anche attraverso l’impiego di materiali riciclati e risorse naturali. Il progetto imprenditoriale di Bolla non riguarda però soltanto la sostenibilità ambientale. Uno degli elementi centrali della sua visione è infatti l’inclusione lavorativa. L’azienda ha dato opportunità soprattutto a persone con disabilità e a lavoratori provenienti da situazioni di svantaggio, anche in assenza di una formazione professionale specifica.
Quando il successo diventa inclusione
È proprio questo aspetto a rendere la storia di Srikanth Bolla particolarmente significativa. Una persona che ha sperimentato direttamente l’esclusione ha scelto di costruire un’impresa capace di creare opportunità per chi rischia di essere lasciato ai margini. La sua vicenda mostra come l’inclusione non debba necessariamente rimanere un principio astratto uno slogan. Può diventare una scelta concreta nelle scuole, nelle aziende e nel mondo del lavoro.
Dalle barriere alle opportunità
Da bambino, Bolla si è trovato davanti a persone e istituzioni che consideravano la sua disabilità un limite. Da adulto, ha scelto di dimostrare il contrario, trasformando le difficoltà incontrate lungo il proprio percorso in una spinta per costruire nuove possibilità anche per gli altri. La storia di Srikanth Bolla diventa così un esempio di resilienza, ma soprattutto una riflessione sul valore delle opportunità. Perché, spesso, il limite non è nella persona, ma nelle barriere che la società costruisce intorno a lei.
Martina Gracie Paglini
