Libri / Nell’“Estate della dolciera”, di Annamaria Zizza, torna la modicana Maria, cresciuta e più matura

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La prof.ssa Annamaria Zizza (al centro) insieme con Enrico Di Stefano (a sin.) e Francesco Coniglione (a destra)

Sullo sfondo di alcuni magnifici quadri rimasti dalla mostra tenutasi qualche giorno fa negli stessi locali, Annamaria Zizza ha presentato il suo ultimo romanzo nella sede dell’associazione culturale “K-Diem” di Acireale: L’estate della dolciera.

La continuazione della Dolciera siciliana

Si tratta della continuazione de La dolciera siciliana, in cui l’autrice ci ha fatto conoscere il personaggio di Maria, un’orfana dodicenne che riesce a fuggire da un orfanotrofio di Modica, nel XVIII secolo e, dopo essere stata violentata, viene accolta dal medico-filosofo Tommaso Campailla, che la assume come criata, ma, accorgendosi della sua spiccata intelligenza, la istruisce e le mette pure a disposizione la sua ricca biblioteca. Costretta a trasferirsi a Catania alla morte del suo benefattore, Maria, che nel frattempo è diventata una esperta pasticciera, viene assunta in casa dei principi di Valguarnera. Ma, memore della violenza subita da bambina, si presenta sotto mentite spoglie, travestendosi da uomo. Diventa così Mario, riuscendo ad ingannare tutti, ma non proprio…

Nell’Estate della dolciera c’è una Maria più adulta, ma cresciuta non solo fisicamente

La prof.ssa Zizza, con una espressione assorta durante l’incontro

Nell’Estate della dolciera troviamo dunque una Maria più adulta, cresciuta anche culturalmente e professionalmente, ma che ha pure conosciuto l’amore e che tra poco ne gusterà i frutti. Tornando quindi nella sua originaria Modica, ritrova una sua vecchia amica e viene assunta come cuoca pasticciera in casa della nobildonna Anna Vassallo vedova Grimaldi. Qui continua il suo processo di crescita personale, culturale, professionale e affettiva, anche con il contributo delle persone che incontra e delle sue nuove esperienze personali. Fondamentale è per lei l’incontro con un sacerdote acese, don Mariano Patanè (personaggio storico famoso per avere costruito il presepe con statue a grandezza naturale in una grotta lavica nei pressi di Acireale). Con il suo aiuto ed il suo incoraggiamento, Maria riesce a realizzare uno dei suoi sogni, quello che la renderà definitivamente una donna culturalmente matura e avanzata in ambito sociale. La conclusione a sorpresa (ma una sorpresa prevedibile e quasi scontata) si riconnette infine con la conclusione del primo volume.

Il pubblico in sala

Una interessante chiacchierata con l’autrice per presentare la nuova storia

Alla presenza di un numeroso pubblico scelto e interessato, hanno amabilmente “chiacchierato” con l’autrice il prof. Francesco Coniglione (ex docente universitario di filosofia) e il prof. Enrico Di Stefano (docente e scrittore), evidenziando il personaggio della protagonista della “duologia”, la “dolciera” Maria, che viene seguita dall’infanzia alla maturità, mettendo in evidenza i tratti del suo carattere: decisione, caparbietà, saggezza, disponibilità nei confronti degli altri. È anche un personaggio che sa adattarsi alle circostanze, facendosi benvolere da tutti quelli che la conoscono. E può essere pure vista come simbolo di riscatto e di emancipazione femminile, in un periodo storico in cui la donna era tenuta ai margini della società e sottoposta al volere e alle decisioni dei “maschi”, anche nelle famiglie di un certo rango. E dove suscita meraviglia e diffidenza la figura della “criata allittrata”. Tutto questo assume una maggiore rilevanza se si considera che il periodo storico in cui è ambientata la storia precede di circa cinquant’anni la Rivoluzione Francese. Alcuni personaggi della storia, infatti, sembrano anticipare – e Maria per prima – l’evoluzione della società che avverrà alla fine del XVIII secolo.

La prof.ssa Loredana Pitino mentre legge alcuni brani del libro

Uno spaccato della società siciliana del ’700 nella storia della dolciera Maria

Nella storia si può pure intravedere uno spaccato della società siciliana dell’epoca, con la stratificazione dei ceti, le consuetudini popolari e nobiliari, la vita di tutti i giorni differenziata per classi sociali, la considerazione (come già detto) della figura femminile. Ma si ravvisa pure l’impostazione delle residenze nobiliari e signorili da una parte, e di quelle popolari dall’altra. E questo ci fa capire meglio, per esempio, anche l’impostazione degli antichi palazzi del centro storico della nostra città.

Il dibattito è stato inoltre inframmezzato dalla lettura di alcuni brani del volume, effettuata magistralmente dalla prof.ssa Loredana Pitino, anche lei docente e collega di Annamaria Zizza, con la quale ha costituito una coppia adamantina e quasi inseparabile in tutte le occasioni e i contesti in cui sono stati presentati i libri della prof.ssa Zizza.

I due volumi della Dolciera siciliana

Ci risulta infine che Annamaria Zizza è nuovamente al lavoro, perché una volta presa confidenza con la scrittura, diventa poi difficile abbandonarla. Non sappiamo ancora di che cosa si stia occupando, ma una cosa è certa: si tratterà sicuramente di un altro romanzo storico, perché è sicuramente questa la vocazione della Zizza, dopo i primi due libri ambientati nell’antico Egitto (Lo Scriba e il Faraone e La Regina di Tebe) e questi due dedicati alla dolciera Maria e ambientati nel ’Settecento.

Nino De Maria

L’Estate della dolciera
Autrice: Annamaria Zizza
Casa editrice: Marlin editore, Cava de’ Tirreni (SA) 2025
Prezzo: € 17,90