Avis Catania / Il presidente Sciacchitano illustra l’attività dell’associazione che compie sessant’anni

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Carlo Sciacchitano presidente AVIS Catania

L’Associazione AVIS Comunale Catania in questo 2026 ricorda i suoi sessant’anni di attività al servizio della cittadina etnea.
La sua sede attuale è in via Carini 36, ed è operativa sette giorni su sette, dal lunedì alla domenica, grazie al lavoro quotidiano di volontari, medici, infermieri e personale dipendente.

Per conoscere meglio la nascita di AVIS in Italia e capire la sua missione, incontriamo il presidente della sede catanese Carlo Sciacchitano.

“L’AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue – esordisce – nasce a Milano il 20 febbraio 1927, grazie all’intuizione del dottor Vittorio Formentano, con una missione semplice, ma straordinaria: diffondere la cultura della donazione volontaria, periodica, gratuita, anonima e responsabile.
Oggi AVIS è la più grande associazione di donatori in Italia. È presente con oltre 3.300 sedi, conta circa 1,3 milioni di soci, oltre 1,25 milioni di donatori attivi ed effettua ogni anno più di 2 milioni di donazioni di sangue ed emocomponenti, contribuendo in modo determinante all’autosufficienza del nostro Paese.
Dietro questi numeri ci sono milioni di gesti di altruismo che, ogni giorno, permettono di salvare vite umane”. Avis Catania il suo presidente Carlo Sciacchitano

Quando nasce l’associazione AVIS Catania?

Avis Comunale Catania nasce nel 1966 e quest’anno festeggia l’importante traguardo dei sessant’anni di vita.

Qual è il percorso che ha portato AVIS Catania ad essere la realtà di oggi?

In sessant’anni siamo cresciuti insieme alla città. Oggi rappresentiamo una realtà consolidata, che collabora quotidianamente con il sistema trasfusionale siciliano.
Nel 2025 abbiamo raggiunto 4.309 soci, di cui 4.272 donatori, garantendo 356 giornate di raccolta di sangue, 90 sedute pomeridiane di plasmaferesi, raccogliamo complessivamente 6.450 unità di sangue ed emocomponenti.
Sono numeri che raccontano l’impegno di migliaia di cittadini, che hanno scelto di trasformare la solidarietà in un gesto concreto”.

Perché è così importante donare sangue? Chi può farlo?

Il sangue salva la vita e non può essere prodotto artificialmente. Ogni giorno serve per interventi chirurgici, emergenze, trapianti, cure oncologiche, malattie ematologiche e tante altre patologie.
Può donare chi è in buona salute, ha generalmente un’età compresa tra i 18 e i 65 anni, pesa almeno 50 chilogrammi e possiede i requisiti previsti dalla normativa.
Accanto al sangue intero, c’è poi la donazione di plasma, fondamentale per produrre farmaci plasmaderivati, indispensabili per migliaia di pazienti. 

Come viene stabilita l’idoneità del donatore?

Ogni donazione è preceduta da un percorso molto rigoroso.  Il donatore compila un questionario sul proprio stato di salute, viene visitato dal medico, vengono controllati pressione arteriosa ed emoglobina e, solo dopo la valutazione medica potrà donare.
Successivamente ogni unità di sangue viene sottoposta ai controlli di laboratorio previsti dalla normativa, a tutela sia del donatore, sia del ricevente.

Da sx l'infermiere Marco Sottile il dott Maurizio Salice il presidente Sciacchitano
Da sx: l’infermiere Marco Sottile, il dott. Maurizio Salice e il presidente Sciacchitano

Si parla spesso di carenza di sangue. Qual è la situazione a Catania?

La carenza di sangue dipende da diversi fattori. Incidono certamente l’invecchiamento dei donatori, il ridotto ricambio generazionale e il calo fisiologico delle donazioni durante l’estate o nei periodi influenzali.
Ma c’è anche un’altra ragione, che è motivo di orgoglio per il nostro territorio: Catania è uno dei principali poli sanitari della Sicilia.

I nostri ospedali e i centri di eccellenza assistono quotidianamente pazienti provenienti, non solo dalla città e dalla provincia, ma da tutta la Sicilia orientale e spesso anche da altre province dell’Isola.
Questo significa che il fabbisogno di sangue è molto più elevato rispetto ad altre realtà. Per tale motivo abbiamo bisogno che il numero di donatori periodici cresca costantemente: donare non deve essere un gesto straordinario nei momenti di emergenza, ma un’abitudine di solidarietà durante tutto l’anno.

Realizzate anche progetti di sensibilizzazione?

Assolutamente sì. Crediamo che il futuro della donazione passi soprattutto dai giovani (scuole, università e associazioni). Per esempio realizziamo progetti nelle scuole secondarie di secondo grado, dove incontriamo gli studenti per spiegare il valore della donazione, il percorso del donatore e l’importanza della solidarietà.
Il progetto prosegue poi con gli esami di pre-donazione e, successivamente con la raccolta, tramite autoemoteca, direttamente presso gli istituti scolastici. Educare oggi significa garantire i donatori di domani.

Alcuni membri  del direttivo Avis
Alcuni membri del direttivo Avis

Quali sono le prossime sfide dell’associazione AVIS Catania?

La sfida più importante è quella di trovare una nuova sede. Entro il 31 dicembre dovremo infatti lasciare i locali di via Carini e il nostro obbiettivo è individuare rapidamente una struttura idonea all’interno del Comune di Catania.
Successivamente dovremmo completare nel più breve tempo possibile tutti i lavori necessari per renderla conforme alla normativa vigente e ottenere le autorizzazioni sanitarie e assessoriali, indispensabili per continuare, senza interruzioni, la raccolta di sangue e plasma.

Il nostro sogno, però, va oltre. Vorremmo che quella sede diventasse, con l’aiuto dei volontari, dei donatori, delle istituzioni, delle imprese e di tutta la cittadinanza, la Casa del Donatore: un luogo moderno, accogliente e aperto alla città, dove chi entra non trova soltanto un centro di raccolta, ma una comunità.

Che messaggio vuole lasciare ai cittadini?

Vorrei rivolgere un duplice appello. Il primo è ai cittadini, soprattutto ai più giovani: se avete i requisiti per donare, fate il primo passo. Bastano pochi minuti per compiere un gesto che può salvare fino a tre vite.
Il secondo appello è rivolto a tutta la comunità catanese. Oggi AVIS ha bisogno dell’aiuto di tutti per costruire la sua nuova casa.
Sostenere AVIS significa sostenere un servizio essenziale per la salute pubblica.

Insieme possiamo realizzare una nuova Casa del Donatore, un luogo che appartenga a tutta la città e che continui a rappresentare, anche nei prossimi decenni, un simbolo di solidarietà, partecipazione e speranza. Perché una comunità cresce davvero quando nessuno resta solo nel momento di bisogno.

                                                                                   Adele Maugeri