C’è un modo di fare cultura che non si limita a riempire una sala ma prova a mettere in relazione le persone. È quello che da dieci anni anima il Nuovo Teatro Val d’Agrò di Santa Teresa Riva, dove la compagnia Sikilia, guidata dalla direttrice artistica Cettina Sciacca ha costruito nel tempo un vero presidio culturale per il territorio.
<<Il teatro è… una comunità che si ritrova>>. Non è soltanto uno slogan ma la sintesi di un’esperienza che ha saputo coinvolgere generazioni diverse, famiglie, giovani e istituzioni. A riconoscerne il valore anche l’assessora regionale allo Spettacolo e al Turismo Elvira Amata, che, intervenendo alla presentazione della stagione 2026/27, ha parlato di una donna che “si prende cura della sua comunità attraverso il teatro e la cultura”.
Ed è proprio la cura della comunità il filo conduttore di una stagione che, dal 18 ottobre al 23 maggio proporrà diciannove appuntamenti. Prosa, musica, danza e nuove drammaturgie si alterneranno a momenti di formazione e incontro, nella convinzione che il teatro possa offrire non soltanto evasione, ma anche occasioni per comprendere il tempo presente.
Nuovo Teatro Val d’Agrò / Ettore Bassi inaugura la stagione con “Il sindaco pescatore”
L’apertura, il 18 ottobre, è affidata a Ettore Bassi, protagonista de “Il sindaco pescatore”, diretto da Enrico Maria Lamanna. La storia di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, assassinato nel 2010, diventa una pagina di teatro civile dedicata alla responsabilità verso il territorio, alla tutela dell’ambiente e al contrasto della criminalità organizzata. Una scelta che introduce immediatamente uno dei temi più significativi della nuova stagione: la possibilità di interrogarsi, attraverso l’arte, sulle responsabilità individuali e collettive.
Il programma proseguirà affrontando questioni diverse ma profondamente legate alla vita quotidiana. “262 vestiti appesi”, ricorderà la tragedia di Marcinelle e il dramma dell’emigrazione italiana. ”Figliol prodigo” porterà in scena le inquietudini dell’adolescenza. “Per futili motivi” proporrà, attraverso il linguaggio della commedia, una riflessione sulla gentilezza in una società spesso segnata dal conflitto.

Non mancheranno l’omaggio a Massimo Troisi, affidato ad Antonio Grosso e la scrittura di Andrea Camilleri con “La tripla vita di Michele Sparacino” interpretato da Mario Incudine e Pippo Kaballà. La musica avrà uno spazio proprio con quattro appuntamenti. Tra questi “Mimì da sud a sud”, dedicato a Domenico Modugno e “Donne”, con Simona Cavallari, in un viaggio tra musica e poesia.
Anche laboratori formativi per ragazzi
A completare il cartellone saranno gli appuntamenti del “Fuori programma”, con nuovi talenti, esperienze di solidarietà, teatro per ragazzi e danza. Ma il cuore del progetto va oltre il calendario degli spettacoli. Il Nuovo Teatro Val d’Agrò investe infatti nella formazione attraverso laboratori rivolti a bambini, ragazzi, giovani e adulti, il Teatro danza, l’Officina Creativa per i più piccoli e Cinelab.
Un’attività che considera il teatro anche come strumento educativo: imparare ad ascoltare, a esprimersi, a confrontarsi con l’altro, a dare forma alle proprie emozioni. In una realtà territoriale di poco più di novemila abitanti, questa continuità assume un significato particolare.
Il teatro diventa uno spazio nel quale una comunità può riconoscersi e incontrarsi, senza rinunciare alla leggerezza ma nemmeno alle domande più profonde.
“Abbiamo scelto di costruire un cartellone che non insegua un’unica idea di teatro”, spiega Cettina Sciacca. Una scelta che restituisce alla cultura la sua funzione più autentica: aprire porte, creare dialogo, custodire la memoria e generare nuove possibilità di incontro.
La decima stagione del Nuovo Teatro Val d’Agrò, sostenuta dal comune di Santa Teresa Riva e realizzata in collaborazione con Rete Latitudini e FITA, riparte dunque da una convinzione semplice e insieme preziosa: una comunità cresce quando trova luoghi nei quali incontrarsi.
E il teatro, quando riesce a fare questo, non è soltanto spettacolo. Diventa servizio alla persona, educazione alla relazione e cura del bene comune.
Caterina Maria Torrisi
