La Scugnizzeria / Libri, lavoro e riscatto civile a Scampia

Dalla memoria di Antonio Landieri alla rivoluzione editoriale di Marotta & Cafiero. Storia, attività e impatto de la «casa degli scugnizzi perbene» che sconfigge la criminalità con l'inchiostro e i diritti.

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Trasformare un presidio di camorra in un laboratorio di sogni e riscatto civile non è una chimera. E’ la quotidianità tangibile di La Scugnizzeria. Sulle ceneri di una delle piazze di spaccio più feroci al confine tra Scampia e Melito di Napoli, ha preso forma un progetto comunitario che sovverte ogni fatalismo. Lì dove un tempo si monetizzava la marginalità, oggi la parola scritta e l’editoria indipendente prendono spazio, dignità e braccia alla criminalità organizzata.

Definirla una libreria indipendente sarebbe riduttivo. La Scugnizzeria è un’infrastruttura di democrazia e resistenza civile. Una bottega artigiana, una stamperia d’altri tempi e un polo editoriale nato per restituire il diritto di parola e di futuro a chi per troppo tempo ha conosciuto solo l’emarginazione.

La Scugnizzeria / Da piazza di spaccio a presidio di cultura e dignità

Che cos’è La Scugnizzeria e come nasce

Comprendere a fondo l’identità di La Scugnizzeria significa immergersi in una storia di tenacia, memoria e profondo amore per il territorio. Questo spazio non è semplicemente una sede fisica, ma un presidio territoriale nato per capovolgere il destino segnato di una terra di confine. Sorta lungo la direttrice che unisce Scampia al comune di Melito di Napoli, l’iniziativa dimostra che la risposta più efficace al degrado non è l’assistenza passiva, ma la produzione attiva di cultura, diritti e lavoro.La Scugnizzeria Scampia Campania

La memoria di Antonio Landieri, il dolore che si fa impegno civile

La scintilla che accende l’intero progetto risale al 6 novembre 2004, durante la sanguinosa prima faida di Scampia. Quel giorno i proiettili dei clan spezzarono la vita di Antonio Landieri, un ragazzo disabile di appena venticinque anni, ucciso per errore mentre si trovava con gli amici nei pressi di un circolo ricreativo.

Antonio, affetto da una difficoltà motoria che gli impedì di fuggire all’agguato, fu vittima due volte. Della barbarie criminale prima e del pregiudizio mediatico poi, che frettolosamente lo etichettò come presunto affiliato. Suo cugino, il giovane scrittore ed editore Rosario Esposito La Rossa, decise allora di trasformare la rabbia per quella tragica ingiustizia in una battaglia collettiva di riscatto per l’onore della famiglia e dell’intero quartiere.

Dall’associazione Vodisca alla nascita della “casa degli scugnizzi perbene”

Per dare voce a chi non veniva ascoltato, nacque l’associazione Vodisca (acronimo di Voci di Scampia), guidata da La Rossa e dall’attrice Maddalena Stornaiuolo. Attraverso il teatro di strada, la musica e la scrittura, l’associazione iniziò a presidiare le piazze, dimostrando che i giovani locali potevano essere protagonisti di una narrazione completamente diversa. Tuttavia, l’impegno itinerante non bastava più: serviva una casa stabile, un punto di riferimento visibile e protetto.

Così, il 16 settembre 2017, prese vita La Scugnizzeria.La Scugnizzeria libreria Scampia

La scelta della sede fu fortemente simbolica e strategica. Furono individuati e presi in carico locali commerciali abbandonati che per anni avevano funzionato come fiorente piazza di spaccio e centrale di vedette della camorra. Parallelamente i soci e gli attivisti ripulirono gli ambienti rimosso le tracce della clandestinità con le proprie mani, acquistando arredi e tinteggiando le pareti grazie al sostegno della comunità locale.

Il progetto si autodefinì “la casa degli scugnizzi perbene”, sottraendo il termine secolare al cliché della microcriminalità per restituirgli la sua matrice originale di vivacità, ingegno e dignità partenopea.

L’obiettivo fondativo: prevenzione e alternative concrete

La finalità primaria del presidio è spezzare sul nascere la catena del reclutamento criminale. Nei quartieri dove l’abbandono scolastico e la carenza di servizi lasciano i minori in balia della strada, La Scugnizzeria offre un’alternativa tangibile fin dalla prima infanzia. Attraverso l’accesso libero ai libri, doposcuola gratuiti, corsi professionali e stimoli creativi, i ragazzi scoprono che la propria vita non deve necessariamente seguire strade già scritte. L’apertura quotidiana del centro rappresenta una vittoria dello Stato sociale contro l’egemonia delle piazze d’affari illegali.

Il cuore editoriale di La Scugnizzeria

La vera svolta strategica di La Scugnizzeria consiste nell’aver compreso che la resistenza culturale deve poggiare su una solida gamba economica e produttiva. Il riscatto della periferia non si fa con la beneficenza sporadica, ma trasformando le parole in industria pulita. All’interno della struttura convivono due marchi editoriali storici, rilevati e rilanciati da Scampia. Marotta&Cafiero editori e Coppola Editore. Insieme rappresentano un unicum nel panorama editoriale italiano ed europeo, unendo militanza civile, rigore ecologico e prestigio letterario.

Marotta&Cafiero, da salotto borghese a casa editrice aperta ed ecologica

Fondata a Napoli nel 1959 dal libraio Alberto Marotta e dallo scrittore Ernesto Cafiero, la casa editrice nasce originariamente come marchio raffinato del quartiere residenziale di Posillipo. Nel 2010 la svolta. Tommaso Marotta e Anna Cafiero furono profondamente colpiti dall’impegno sociale di questa famiglia. Gli anziani eredi, in vista del loro trasferimento in Francia decisero di cedere gratuitamente il marchio a due giovani attivisti di Scampia, Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo.

Nel 2007, Rosario pubblicò, con la casa editrice Marotta&Cafiero, il suo primo libro, intitolato Al di là della neve, in cui raccontava le vittime innocenti di camorra e di mafia. Il trasferimento dei cataloghi e delle macchine a Scampia ha generato una totale rifondazione etica e produttiva dell’impresa. Oggi Marotta&Cafiero è la prima casa editrice indipendente italiana completamente ecologica e accessibile. Tutti i volumi sono realizzati con carta riciclata al 100% certificata FSC, inchiostri a base esclusivamente vegetale e colle prive di derivati chimici tossici. I libri non vengono cellofanati, eliminando ogni imballaggio plastico monouso lungo la catena di distribuzione.

Parallelamente, la casa editrice adotta licenze Creative Commons per molte delle sue opere. Permette la libera diffusione del sapere e contrastando le rendite monopolistiche del copyright. Il catalogo ha infranto il pregiudizio che relega l’editoria di periferia al folklore locale. La casa editrice pubblica firme planetarie come Stephen King, Günter Grass, Daniel Pennac, Osvaldo Soriano e Ingeborg Bachmann, devolvendo spesso le royalties a progetti educativi territoriali. (Approfondisci)

La tipografia artigianale e l’inserimento lavorativo

Il riscatto sociale ha bisogno di strumenti concreti, e a La Scugnizzeria questi strumenti hanno la forma di torchi, inchiostri ecologici e telai serigrafici. L’officina tipografica rappresenta l’anello di congiunzione tra l’ideazione culturale e il lavoro materiale. Qui la produzione artigianale rompe l’isolamento del quartiere e costruisce opportunità professionali stabili per chi parte da condizioni di forte svantaggio.

La stamperia aperta: manifattura etica e sostenibile

All’interno degli spazi opera una stamperia artigianale aperta a visitatori, scuole e committenti esterni. Questa officina non stampa solo i cataloghi editoriali, ma realizza un’ampia gamma di prodotti ecologici. T-shirt e felpe in cotone organico certificato, personalizzate con messaggi di denuncia sociale e grafiche dedicate alla memoria delle vittime innocenti di mafia. Shopper riutilizzabili, quaderni rilegati a mano e poster creati per festival, enti del terzo settore e campagne civili.

Un’altra area è dedicata al restauro e recupero manuale di vecchi volumi danneggiati, restituendo valore alla carta attraverso antiche tecniche artigianali. Ogni prodotto esce da una filiera trasparente e pulita, dimostrando come la manifattura possa coniugare rispetto dell’ambiente e tutela dei diritti dei lavoratori.

Contratti regolari contro il ricatto della criminalità

Nel contesto dell’area nord di Napoli, la camorra prospera offrendo denaro facile ai giovani esclusi dai circuiti occupazionali regolari. Per spezzare questo circolo vizioso, La Scugnizzeria ha scelto una strategia precisa. Contrappone all’illegalità contratti a tempo indeterminato e retribuzioni eque. Avvia percorsi di formazione e assunzione concentrandosi su profili particolarmente vulnerabili. Tra questi, si citano i percorsi formativi integrati nell’istituto della “messa alla prova”, che permettono ai giovani di estinguere il reato imparando il mestiere di tipografo o grafico editoriale. Percorsi stabili di reinserimento volti ad azzerare il tasso di recidiva attraverso l’autonomia economica. Infine, borse di studio e tirocini retribuiti per adolescenti che abbandonano precocemente la scuola dell’obbligo.

La Scuola di arti sceniche e le attività per la comunità

Accanto alla produzione industriale, La Scugnizzeria  funziona come una moderna agorà civica. Durante il pomeriggio, i locali si trasformano in un centro polifunzionale ideato per combattere la povertà educativa e offrire alle famiglie un presidio sicuro e accogliente.

La Scuola di teatro e i laboratori espressivi

Sotto la guida dell’attrice e regista Maddalena Stornaiuolo, è nata la Scuola di recitazione e arti sceniche. L’accademia organizza corsi pomeridiani dedicati a bambini, adolescenti e giovani adulti del territorio, mantenendo rette simboliche o del tutto gratuite per i nuclei a basso reddito. Le attività formative si articolano su più discipline. Recitazione teatrale e cinematografica, scrittura creativa e sceneggiatura e dizione e fotografia per fornire competenze spendibili nelle nascenti produzioni cinematografiche della Campania.

Molti allievi formati all’interno della scuola hanno preso parte a produzioni cinematografiche e serie televisive nazionali, trasformando una passione pomeridiana in un percorso artistico concreto.

La biblioteca popolare e il meccanismo del “Libro sospeso”

Per rendere la lettura un diritto universale e non un bene di lusso, La Scugnizzeria ha introdotto innovativi strumenti di condivisione culturale. Ha istituito un fondo librario accessibile liberamente da studenti, famiglie e ricercatori. La biblioteca offre aule studio silenziose e postazioni multimediali con connessione internet gratuita per contrastare il divario digitale.

Il “Libro sospeso” mutuato dall’usanza napoletana del caffè pagato al bar per uno sconosciuto, consente a chiunque, sia in sede che online, di saldare il costo di un volume. I testi accumulati vengono donati ai bambini che partecipano ai laboratori o distribuiti nelle scuole elementari del rione. Queste iniziative costruiscono un legame costante tra la cittadinanza e i libri, dimostrando che il sapere può diventare il più potente fattore di coesione ed emancipazione per l’intera comunità.

Perché La Scugnizzeria sociale è un modello di economia civile

La parabola di La Scugnizzeria non è una fiaba a lieto fine. E’ una lezione concreta di sostenibilità economica e rigenerazione urbana. Dimostra, numeri alla mano, che il terzo settore non è un rifugio per l’assistenzialismo. E’ un attore industriale capace di reggersi sul mercato senza cedere alle logiche della speculazione finanziaria. Grazie al supporto della finanza etica, ogni libro stampato e ogni commessa tipografica si trasformano in contratti a tempo indeterminato, sottraendo manodopera e consenso alle organizzazioni criminali.

Coniugare legalità formale, dignità retributiva e redistribuzione della conoscenza non è un’eccezione confinata all’area nord di Napoli. Al contrario, l’esperimento fiorito tra Scampia e Melito traccia un metodo replicabile in tutte le periferie d’Italia. Dove lo Stato arretra e il mercato tradizionale discrimina, l’impresa culturale comunitaria può accendere presidi permanenti di libertà, sovvertendo destini che sembravano già scritti.

Rossella Liliana Laudani