La comunità della chiesa “Cuore immacolato di Maria” di Acireale si sta preparando alla visita pastorale di monsignor Antonino Raspanti, vescovo della diocesi acese.
Un grande fermento muove i fedeli della parrocchia che, proprio per il grande evento dei giorni 20, 21 e 22 novembre, si prodiga in preghiere e momenti comunitari.
Abbiamo incontrato il parroco della chiesa, don Gabriele Patanè per conoscerne gli umori sull’evento.
La comunità parrocchiale è in fermento per la visita pastorale di monsignor Raspanti. Da quanto tempo vi state preparando?
Ci prepariamo già da un po’ di mesi, esattamente da quando il segretario del Vescovo ci ha comunicato della visita pastorale. Monsignor Raspanti ha iniziato a visitare le comunità dal 2023 ed adesso visiterà la nostra parrocchia. L’ultima visita pastorale è stata quella di mons. Pio Vigo.
È la prima volta che il vescovo visita la vostra chiesa?
Assolutamente no, anzi possiamo dire che è una presenza abituale visto che la chiesa, sia per capienza che per comodità di parcheggio, è diventata meta di tanti incontri importanti che spesso esigono la presenza del Vescovo. Naturalmente stavolta è tutto molto diverso.
I parrocchiani come hanno accolto l’idea di questa visita ufficiale?
La prima impressione che si ha quando si annuncia una visita importante come la venuta del nostro vescovo è percepita come un momento di “controllo”. Sappiamo però che la visita pastorale non è occasione di controllo ma di confronto schietto e senza sotterfugi. Perché è un momento di verifica da cui possono emergere i punti di forza ma anche le naturali debolezze.
Spesso durante questi momenti, gli operatori pastorali si mettono sulla difensiva per la naturale problematicità che tutta le comunità vivono. A causa della carenza di presenze e per la carenza di fede che ormai hai investito anche le nostre città. Talvolta i numeri esegui di fedeli, mettono il sacerdote in una posizione di disagio, soprattutto quando si parla delle piccole comunità.
Questa parrocchia però, pare non abbia di questi problemi. Invece opera in una comunità di cui una grossa parte presenta delle criticità soprattutto culturali.
Sì, una parte della comunità vive grossi problemi. I principali sono quelli culturali, appunto. Per il resto esistono diversi sussidi che arrivano in aiuto delle famiglie più deboli. Penso che il problema più grande sia il degrado che si tramanda spesso da padre in figlio. Si nota che non c’è la volontà di cambiamento e si nota soprattutto nell’abbandono scolastico. Molti ragazzi, infatti, non raggiungono neanche gli obiettivi minimi della scuola dell’obbligo.
Come si sta preparando la Parrocchia alla visita pastorale di monsignor Raspanti?
La comunità sta preparando innanzitutto una preghiera che il vescovo ha composto per l’incontro con questa comunità. Poi stiamo realizzando dei momenti di incontri con i diversi gruppi presenti nella parrocchia. E con il Consiglio Pastorale e con il Consiglio degli Affari economici che sono sono quelli principalmente coinvolti in questa esperienza che la comunità deve vivere. Perché la parola non spetta solo al parroco, ma soprattutto ai laici che vivono la comunità parrocchiale. Questi organismi, insieme al parroco, si stanno confrontando su cosa presentare al Vescovo e a coloro che lo accompagnano durante la visita. Durante il consiglio pastorale, gli accompagnatori del vescovo sono intervenuti riferendo ai presenti le regole della visita pastorale.
Durante queste giornate, il vescovo incontrerà le scuole presenti nel territorio?
Purtroppo, per motivi di tempo, incontrerà solamente i bambini della scuola Primaria. Perché ricadono nel territorio anche il liceo pedagogico, il liceo scientifico, il liceo classico e il turistico e sarebbe stato impossibile incontrarli tutti in queste tre giornate.
Inoltre le scuole superiori hanno visto la presenza del vescovo in altri momenti per conferenze particolari, mentre la Ferretti non ha mai incontrato il Vescovo.
Quali altre realtà avranno il privilegio della presenza del Vescovo?

Visiterà il distaccamento dei Vigili del Fuoco che, nonostante dipenda da Catania, ricadendo nel territorio riceverà la visita.
Visiterà anche gli ammalati del quartiere più antico, le piccole case popolari. Poi sarà la volta delle diverse associazione che risiedono nel nostro territorio come la Misericordia, la Frates, la Croce Rossa.
Momento importantissimo l’incontro con il Consiglio Pastorale, dove la voce sarà data ai laici: saranno loro ad esporre le dinamiche che vivono. Sarà un momento di gran peso per capire come le varie realtà collaborano per il bene della comunità parrocchiale. Sarà altrettanto notevole l’incontro con il Consiglio per gli Affari economici perché la chiesa è grande ed ha tante esigenze che loro monitorano con oculatezza. Insieme a loro ci stiamo preparando pure ad acquisire i locali visto che la struttura è ancora regionale. In quelle giornate presenteremo al Vescovo questa possibilità. Il tutto sarà difficile visto che la struttura, che è ancora di giovane costruzione, non può usufruire dell’8×1000. Poi incontrerà i bambini del catechismo.
Quale sarà la giornata clou?
Sicuramente la messa domenicale. Durante la celebrazione delle 10,30 ogni gruppo darà un contributo specifico alla celebrazione a significare l’unità delle diverse realtà della parrocchia Cuore Immacolato di Maria.
E la domenica pomeriggio?
Sarà un altro momento importante, perché il vescovo visiterà un’altra parte della parrocchia che è il Santuario del Sacro Cuore di Gesù. Anche lì ci sarà un momento di confronto su quello che si è fatto insieme a questa realtà, la comunità del GAM, Gioventù Ardente Mariana. Anche se la parte della loro azione pastorale, con le loro missioni popolari rivolte ai giovani, va fuori dai confini della parrocchia. Il Santuario è oggi, un luogo di ritiro per la spiritualità.
Mariella Di Mauro
