Calcio Catania / a Cerignola si spegne l’entusiasmo: Boccadamo firma l’1-0, rossazzurri ancora senza continuità

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Il Catania torna da Cerignola con una sconfitta che pesa più del semplice 1-0. Dopo i sei gol rifilati al Giugliano, la formazione rossazzurra non riesce a confermare i progressi mostrati davanti al proprio pubblico e incassa la quinta battuta d’arresto nelle prime dodici giornate di campionato.

Allo stadio Domenico Monterisi, sabato 31 ottobre, è l’Audace Cerignola di Raimondo Catalano a imporsi grazie alla rete di Boccadamo al 56′. Un successo costruito con maggiore aggressività, organizzazione e capacità di sfruttare le occasioni.

Per la squadra di Emilio Longo, invece, riaffiorano difficoltà già emerse in altre trasferte: poca incisività negli ultimi metri, scarsa continuità nell’intensità del gioco e una reazione insufficiente dopo lo svantaggio.

Dini tiene in partita il Catania

Il Cerignola parte meglio, occupa gli spazi con maggiore efficacia e mette subito sotto pressione la retroguardia etnea.

I padroni di casa costruiscono diverse occasioni, trovando però sulla propria strada un Dini particolarmente attento. Il portiere rossazzurro interviene su Vitale, Kurti e sulle iniziative di D’Orazio e Gambale, impedendo che il risultato si sblocchi già nella prima frazione.

Il Catania fatica invece a trovare profondità e collegamenti efficaci tra centrocampo e attacco. Cicerelli prova a rendersi pericoloso su calcio di punizione, ma Viola risponde presente.

All’intervallo il risultato è ancora fermo sullo 0-0, ma la sensazione è che siano soprattutto i padroni di casa ad aver interpretato meglio la partita.

L’errore che decide la gara

L’episodio decisivo arriva all’11’ della ripresa.

Un’incertezza di Allegretto nella gestione di una rimessa laterale favorisce il recupero del pallone da parte del Cerignola. Gambale serve Boccadamo, che supera Dini e firma il vantaggio pugliese.

È il gol che decide l’incontro.

Longo prova immediatamente a cambiare l’inerzia della gara, inserendo Liguori e Caligara, poi Caturano e Insigne. Il Catania alza il baricentro, cerca maggiore qualità negli ultimi metri e costruisce qualche occasione.

Liguori impegna Viola con una spettacolare rovesciata, mentre Caligara sfiora il pareggio con una conclusione dalla distanza.

La pressione, tuttavia, non si traduce in un assedio realmente efficace. Il Cerignola mantiene ordine, protegge il vantaggio e porta a casa tre punti preziosi.

Il problema non è soltanto l’errore individuale

Sarebbe riduttivo attribuire la sconfitta esclusivamente all’episodio che ha portato al gol di Boccadamo.

Il Catania ha avuto a disposizione oltre mezz’ora per recuperare il risultato, senza riuscire a trasformare il possesso e le sostituzioni offensive in una pressione costante.

Ed è proprio questo il dato che deve far riflettere.

La squadra capace di travolgere il Giugliano per 6-0 non può cambiare volto così radicalmente nell’arco di una settimana. Le ambizioni di alta classifica richiedono continuità, capacità di adattamento e soprattutto la maturità necessaria per affrontare avversari organizzati, anche quando la partita non segue il copione previsto.

Il Cerignola, del resto, aveva già dimostrato di essere particolarmente competitivo davanti al proprio pubblico. La squadra pugliese conferma l’imbattibilità casalinga e la solidità di una squadra capace di concedere pochissimo agli avversari.

La trasferta rappresentava dunque un esame importante per misurare la crescita del Catania.

Un esame che, almeno questa volta, non è stato superato.

Cinque sconfitte in dodici giornate: serve una svolta

Il quinto ko stagionale impone una riflessione sul percorso della formazione di Longo.

Non manca la qualità individuale. La rosa dispone di calciatori esperti, alternative offensive e soluzioni tattiche differenti. Ciò che ancora non emerge con sufficiente regolarità è la capacità di trasformare queste risorse in prestazioni convincenti anche lontano dal Massimino.

La sconfitta di Cerignola arriva dopo quella di Potenza e conferma quanto sia difficile, per i rossazzurri, mantenere lo stesso rendimento tra le mura amiche e in trasferta.

Per una squadra che punta alle posizioni di vertice, è un limite da correggere rapidamente.

Il campionato è ancora lungo e i margini per recuperare terreno esistono. Ma ogni occasione perduta rischia di aumentare il distacco dalle prime posizioni.

Il prossimo impegno casalingo contro il Sorrento rappresenterà un nuovo banco di prova.

Il Catania dovrà dimostrare non soltanto di saper reagire a una sconfitta, ma di aver compreso le ragioni delle proprie difficoltà.

Perché una squadra che ambisce alla promozione non può vivere soltanto di grandi vittorie e improvvise battute d’arresto. Deve imparare a essere competitiva anche nelle giornate in cui il gioco non riesce, gli spazi si restringono e gli avversari impongono la propria organizzazione.

È proprio in quelle partite che si misura la maturità di una squadra costruita per vincere.