Aci e Galatea 2025 / Premi e spettacolo nel ricordo di Turi Consoli

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Ruggero sardo e Manlio Dovì

In quel teatro all’aperto che è piazza Duomo di Acireale si è tenuta, la sera di venerdì 18 luglio, la sessantesima cerimonia di consegna dello storico premio Aci e Galatea alle eccellenze isolane.
Il premio ha un grande prestigio nella storia di questa città, e in sessant’anni è sempre andato avanti in un sol sospiro – ha esordito il conduttore dell’evento Ruggero Sardo -. Dobbiamo ringraziare il padrone di casa, ovvero il sindaco Roberto Barbagallo che alza, ogni anno, l’asticella sempre di più nel segno della bellezza e dello spettacolo. Senza di lui oggi non saremmo qui. E un’ultima parola va spesa per Turi Consoli, che non ce l’ha fatta a vedere la sessantesima edizione del premio da lui creato. Ma, anche se non più fisicamente tra noi, la sua presenza riempie tutta la piazza. Un riconoscimento che ha sempre premiato la cultura e l’arte in tutte le sue forme”.I premiati

I premiati

Ma andiamo al cuore del premio: i premiati. A salire per primo sul palco l’ “Ekipe Orizzonte”, il club di pallavolo femminile catanese che detiene il primato di squadra catanese più vincente con ben venticinque scudetti all’attivo. Tra cui l’ultimo vinto nella stagione scorsa, nel proprio palmarès.
Poi il premio è andato a un giovanissimo violinista e cantante Andrea Fichera, che ha regalato al pubblico una versione “personale” del “Nessun dorma”. Dove l’aria di Calaf è diventata un misto di musica pop e canto di balera.
Indi, il premio Aci e Galatea d’oro 2025 è andato alla memoria di Turi Consoli, congedatosi da questo mondo l’otto gennaio scorso. A ritirarlo il figlio Giuseppe Consoli.

A prendere la parola il primo cittadino Roberto Barbagallo. “Questa sera è un’occasione per celebrare le eccellenze siciliane, anche quelle sconosciute alla maggior parte di voi. Il premio Aci e Galatea è uno degli eventi di prestigio che caratterizzeranno l’estate acese”.

“Oggi la mancanza di Turi Consoli si fa sentire. Quando il premio fu istituito nel 1965, in Italia i premi si contavano sul palmo di una mano, se andava bene ve n’erano cinque – ha dichiarato il direttore artistico del premio Giulio Vasta. – Il premio Aci e Galatea significa memoria e prospettiva”.

violinista Andrea Fichera e Ruggero Sardo
Il giovane violinista Andrea Fichera e il conduttore Ruggero Sardo

All’azienda Ohoskin il premio start-up

Dopo è stata la volta del premio start-up vinto dall’azienda “Ohoskin”, il cui merito sta nell’aver creato materiale sulla base di arance e pale di ficodindia in alternativa alla pelle animale. Lo ha ritirato una delle fondatrici, Adriana Santonocito.
Il riconoscimento è andato poi al giornalista Filippo Anastasi, che ha ricordato i suoi viaggi con Papa Wojtyla.  Successivamente ha ricevuto la targa anche Giusy Arena, rappresentante della filiera di supermercati Arena.

A intermezzare l’evento il cabarettista Manlio Dovì, il quale ha saputo intrattenere la platea con la sua sardonica satira politica. I suoi bersagli: Andreotti e Cossiga e Berlusconi e Mattarella e Meloni, senza dimenticare la cattura di Messina Denaro. Nonostante la satira un po’ fuorimoda, una salva di applausi ha suggellato l’esibizione.

In uno sfortunato videocollegamento dall’Antartide, ha partecipato la glaciologa dell’università di Catania Simona Grimaldi, altra destinataria del premio di questa edizione.
Un’altra targa alla memoria è stata consegnata ai genitori di Giorgio Privitera, carabiniere morto a Cuneo sette anni addietro a causa di un incidente autostradale.
L’ultimo premiato a salire sul palco è stato il regista Giovanni Virgilio. La premiazione è volta al termine con il concerto degli “Sugarfree”.
Ci si permetta un auspicio: nell’edizione ventura ci aspettiamo più attenzione per la cultura.

Giosuè Consoli