Aci Platani / Al freddo gli alunni dell’istituto “Giovanni XXIII”, fanno lezione con i cappotti

Malgrado le temperature rigide registrate in questi ultimi giorni, ad Aci Platani restano ancora al freddo gli alunni della Scuola Primaria del plesso di via Rosario Messina, dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII”.
Non sembra vero ma è proprio così: un centinaio di ragazzi ogni giorno sono costretti ad affrontare lunghe ore di lezione al freddo nella speranza che chi di dovere intervenga per risolvere l’increscioso problema.

L’istituto comprensivo Giovanni XXIII di via Messina

Dura la presa di posizione dei genitori e del consigliere comunale Gaetano Di Mauro che rimproverano all’Amministrazione il fatto che, per l’acquisto di una nuova caldaia, si è affidata a un farraginoso iter  burocratico, mentre bisognerebbe intervenire tempestivamente.
Così, mentre si aspettano adeguate risposte dopo mesi di continui solleciti, le lezioni devono andare avanti, e non essendo consentito, per motivi di sicurezza, l’utilizzo di stufe elettriche, ci si organizza con le più tradizionali delle soluzioni: per l’intera mattinata il personale scolastico, gli alunni e i docenti continuano ad indossare giubbotti, sciarpe e cappelli per ripararsi dal freddo.
Da più parti ci si chiede: quanto bisogna ancora aspettare? Dopo settimane di paziente attesa, ci si augura che la sostituzione della caldaia trovi  riscontro in atti amministrativi concreti ed immediati.
E intanto cresce il malumore in una comunità già fortemente provata dall’evento sismico del 26 dicembre 2018. L’immagine che oggi si ha della più popolosa frazione acese è quella  di un paese che vive in uno stato di costante emarginazione e degrado, solo e abbandonato dalle istituzioni, con una situazione viaria fortemente compromessa dopo la chiusura al traffico della via R. Messina e con una quindicina di famiglie che, in seguito all’inagibilità delle loro case, aspettano ancora una sistemazione definitiva.

Giovanni Centamore

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