Acireale/ Con “La scelta” di Maria Luisa Leotta diventare protagonisti della propria storia

In un nuovo locale di Belfrontizio, località di Acireale, nella cornice di un incantevole panorama, ha avuto luogo un articolato incontro culturale organizzato dalla dott. ssa   Anna Compagnone, con grande afflusso di pubblico. Originale l’appassionante discorso di un cultore delle api, Gianni Samperi, sul complicato mondo di questi insetti produttori del miele, cantato nelle “Georgiche” di Virgilio.
Degna di nota anche, in contemporanea, la “personale” del pittore catanese Armando Bonfiglio.

Da sin: Anna Compagnone, Marinella Leotta, Maria Luisa Leotta e Cinzia Sciuto
Da sin: Anna Compagnone, Marinella Leotta, Maria Luisa Leotta e Cinzia Sciuto

La presenza della scrittrice Maria Luisa Leotta ,acese ma residente a Brescia da 10 anni per motivi di lavoro, autrice del libro “La scelta” ( recentemente presentato ad Acireale dalla prof. Marinella Leotta) ha fornito l’occasione per un’intervista
Perché ha intitolato il suo romanzo “La scelta”?
“Nella sua teoria filosofica, Protagora sostiene che non esiste la verità, perché la verità è soggettiva. La mia tesi è imperniata su una dimostrazione della vita come scelta personale per diventare protagonisti della propria storia. Nel romanzo ho costruito un intreccio di pura fantasia, partendo dalla mia visione del mondo e traendo spunti dalla realtà e dall’esperienza.”
-Ha attinto anche a particolari momenti della sua vita? Può tracciarmi le linee fondamentali della sua opera?
“Non ho attinto alla mia vita, ma la vita è guardata con i miei occhi. Il romanzo è incentrato su una figura femminile, di nome Claudia; imboccando una strada sbagliata, si possono trarre insegnamenti dai propri errori mirati alla realizzazione del proprio destino e al raggiungimento della felicità.”
-Come oggettivizza il tendere alla felicità nel romanzo?
“Si evidenzia nella parte finale, quando Claudia finalmente capisce qual è l’obiettivo della sua vita: non vivere all’ombra di qualcuno, come figlia, moglie ecc., ma diventare artefice del proprio destino.”
-Secondo lei, non c’è forse bisogno di altri per realizzare se stessi?
“Sicuramente, però bisogna superare gli ostacoli e tenere duro nel portare avanti progetti e anche sogni.”
-Nel suo caso, quali scelte importanti ha fatto per seguire la propria strada?
“Andare fuori dalla Sicilia, a cui sono molto legata, per realizzarmi nel lavoro. Sono assistente sociale, laureata: a Brescia, lavoro nel campo della giustizia, nel settore penale, con molte soddisfazioni. Seguo circa duecento adulti in carcere o in misura alternativa. Brescia è diventata la mia seconda ‘patria’”.

                                                                                                    Anna Bella

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