La città di Aci e Galatea ha ospitato, nella chiesa di San Rocco in corso Umberto, un concerto per orchestra e coro per scuotere le “coscienze” sulla guerra a Gaza in Palestina e racimolare qualche spicciolo ed anche qualcosa in più.
Dentro il luogo sacro non c’era la folla che ci si poteva attendere; i banchi non erano occupati per tutta la capienza. Dopo un lasso di tempo accettabile, è stato proiettato in video-differita il messaggio del parroco cattolico di Gaza, don Gabriele Romanelli. Che ha detto, tra l’altro: “La situazione sulla Striscia è quantomai drammatica. E, nonostante la fine dei bombardamenti a tappeto, ancora le pietre chimiche e il fuoco cade sui civili e sui bambini, vittime innocenti di questa immane e disumana carneficina. Sono lieto del concerto e del motivo che questo concerto si propone. E, anche se non sono fisicamente lì con voi, vi abbraccio e vi ringrazio per questa nobile iniziativa”.
Dopo questo discorso, l’anima e ideatore dell’evento, don Orazio Barbarino, ha rivolto un indirizzo di saluto agli astanti. “Vedervi così numerosi di fronte e per una missione così importante ed attuale come l’aiuto ai disperati di Gaza, è segno di una comunità viva ed attenta. Le musiche di questa sera – ha infrasato il canonico – saranno e costituiranno un momento di silenzio. Ma soprattutto di riflessione e meditazione”.
La “Catania philarmonic orchestra” protagonista del concerto per Gaza
Finalmente altri preamboli, incentrati sul fine assegnato all’evento. Poi i solisti della “Catania philarmonic orchestra” si stagliano ai piedi e sugli scalini dell’altare alle spalle dell’affresco che campeggia in fondo alla chiesa e danno forma al loro estro.
Sono state eseguite le composizioni di grandi musicisti: da Palestrina a Bach, da Mozart ad Ennio Morricone, passando per Rossini e Tchaikovsky. Il coro si è congedato con la “Lacrimosa” dal “Requiem” del maestro di Salisburgo.
Per amor di precisione, diciamo che l’episodio artistico si è diviso in due sezioni, e nella pausa fra una e l’altra sezione si sono raccolte le offerte in denaro tra i banchi.
A parte questo piccolo appunto, l’insieme canoro è stato notevole soprattutto negli incisi e nella realizzazione dell’armonia. Eccezion fatta per l’esecuzione di Palestrina, in quanto i protagonisti non sembravano adusati ad uno stile vocale così solenne quale quello del compositore romano. Ma il difetto più notevole alle orecchie è stato la corsa del suono, dovuto alla pessima acustica della chiesa che è senza cupola e orbata di archi laterali.
Giosuè Consoli
