Acireale / Dal campanile della Cattedrale lo spirito vola in alto e si è più vicini a Dio

La Cattedrale di Acireale è un’eccellente opera d’arte barocca, realizzata, in varie tappe: nel 1532, la chiesetta dell’Annunciazione viene rifabbricata in nuova piccola chiesa, con una costruzione più consistente; nel 1544 viene valorizzata la “Torre di avvistamento”, costruzione in pietra bianca e conci lavici , quale base del campanile meridionale, contenente due campane di media grandezza.

Foto Consoli

E’ del 1623  la notizia storica che,  attraverso una scala di 17 gradini, si può giungere al campanile, da dove si fa la guardia della città. Ma verso la fine del secolo, una nuova modifica costruttiva è necessaria per riparare i notevoli danni provocati al campanile dal terribile terremoto “Valle di Noto” del 1693 che, sconvolgendo la città e i territori circostanti, provoca un migliaio divittime.                                                                                                      Nel Settecento risplende il prospetto architettonico della Cattedrale con l’Annunciazione di Maria SS. da parte dell’Arcangelo Gabriele nel portale, ai lati Santa Venera e Santa Tecla: opera di Placido Blandamonte; in alto, il rosone. Il campanile è ancora uno, il meridionale: il settecentesco campanile.
Nei secoli successivi, fino al 1880, la Cattedrale è senza l’altro campanile settentrionale; il prospetto architettonico attuale verrà realizzato successivamente, su disegno dell’ing. Stefano Ittar.
La Cattedrale viene decorata da pittori famosi: Pietro Paolo Vasta e il figlio Alessandro dipingono tutto il transetto e il quadro della Famiglia di Sant’Anna, San Gioacchino, Maria Bambina. La magnifica volta della navata centrale è per lo più opera di Giuseppe Sciuti;  Francesco Patanè, il messinese Antonio Catalano, Antonio e Giacinto Platania, Antonino Bonaccorsi, Matteo Ragonisi, Vito D’Anna, Baldassare Grasso.
L’argentiere messinese, Mario Bottino, e i fratelli Filocamo sono gli autori delle bellezze della Reale Cappella di Santa Venera, patrona della città; altre opere d’arte, su tematiche bibliche e sacre, inebriano lo spirito: gli autori, Antonio Catalano e Filippo Basile.
Assai pregevole nel transetto la meridiana, scoperta dal danese Cristiano Federico  Peters, nel 1843: il suo  funzionamento è perfetto nell’ora del mezzogiorno solare.
La novità, che fa brillare gli occhi di gioia, è la bella iniziativa del parroco della Cattedrale, don Mario Fresta, che consente tutto l’anno, dal mattino alle 21, l’accesso al campanile meridionale, naturale cannocchiale, da cui godere la meravigliosa vista della splendida Piazza Duomo, in stile barocco. Da lì si possono ammirare l’incantevole Palazzo di Città, con i suoi balconi, adornati di mascheroni, e le sue bandiere; a fianco, la stupenda Basilica dei Santi Pietro e Paolo, con l’ottagonale cupola. Verdi alberi, lungo la fiancata della Cattedrale, richiamano la presenza della natura. Illuminazioni multicolori nelle serate di festa: uno spettacolo d’alto pregio.
Il cosiddetto “Sette oro”, con il suo pavimento di marmo bianco e di varia tonalità di grigio risalta dall’alto, nei suoi movimenti semicircolari, che adornano il centro, dove si evidenzia lo stemma di Acireale, il castello e i tre faraglioni; caratteristica la corona con cinque torrri. Tutta la pavimentazione artistica, a vario titolo, è opera di Paolo Portoghesi, Vito Messina, Aldo Scaccianoce; Nino Garozzo, sindaco; Ministero Economia e Finanze, Regione Sicilia.                              Attorno si estende la Piazza con le sue luci, la loggia benedettina, i moderni locali accoglienti, tra cui il centenario “Costarelli” con annesso un club culturale; l’antica via Cavour, che sfocia nella suggestiva piazza San Domenico; a nord, il corso Savoia, lungo il quale, nel Venerdì Santo, si snoda la lunga processione di Cristo Morto; il Largo della Liberazione. Molteplici i palazzi signorili, la Banca.
Oltre le periferie, il verde della campagna e su in alto la maestosità del vulcano più alto d’Europa, l’Etna, imbiancato di neve d’inverno, azzurro nelle altre stagioni, con funghi di fumo più o meno alti. Ad Est, il mare Jonio, nella sua straordinaria bellezza, bagna la costa orientale della Sicilia, posta al centro del “Mare nostrum”, dove millenni fa approdarono i Greci, nostri antenati. Il paesaggio dà il senso dell’infinito.
A Sud, l’originale campanile e la cupola della Basilica del compatrono San Sebastiano; ancora guglie si notano qua e là, essendo Acireale, la città dai cento campanili; suggestiva la via Davì, che introduce nella piazza Marconi, dove domina un artistico altarino in onore della Madonna del Rosario, che salvò Acireale dalla peste del 1600. Ancora case, chiese e piazze; in fondo la Stazione ferroviaria.
Il cielo azzurro con le sue nuvolette bianche rallegra lo sguardo dei visitatori, che si sentono inebriati dall’esperienza di contemplare dall’alto la bellezza di una particella del nostro Pianeta, gaudio supremo.
L’ascesa sul Campanile infonde nel nostro spirito umano, a volte impregnato di nebbia terrena, un’emozione particolare, profonda, che ci porta in alto. Trovandoci nella Casa di Dio, sboccia nell’anima  il desiderio di dare un posto privilegiato al Vangelo di Gesù, nostro unico Salvatore, se vogliamo che il gaudio diventi l’exploit della nostra vita.

 Anna Bella