Albert Bruce Sabin / L’inventore del vaccino contro la poliomielite

Il 26 agosto 1906 nasceva il virologo Albert Bruce Sabin, conosciuto principalmente per lo sviluppo del vaccino orale contro la poliomielite. Si tratta di una patologia infettiva molto contagiosa che induce la paralisi, in alcuni casi totale, del corpo. Grazie al suo lavoro, a partire dal 1961 con la creazione del vaccino, il virologo è stato in grado di porre le basi per la possibile futura eradicazione totale del virus. Originario di Bialistocco, nome italianizzato della città polacca di Białystok, è nato col nome di Abram Saperstejn, modificato successivamente in Albert Sabin. Nel 1921 raggiunge la città di New York e nel 1930 diventa un cittadino degli Stati Uniti d’America. Ottiene il suo titolo di studi in medicina nel 1931 presso l’Università di New York e continua gli studi presso l’Istituto di Medicina Preventiva Lister di Londra.

Comincia poi il suo praticantato in medicina interna, patologia e chirurgia e sviluppa un particolare interesse nel campo delle malattie infettive. Le sue ricerche però riguardano anche lo studio della toxoplasmosi e del cancro. Nel 1939 diventa professore associato in pediatria e capo del dipartimento di malattie infettive dell’Università di Cincinnati nello stato dell’Ohio. Lo scienziato è anche un esempio di relazioni tra paesi in rapporti ostili o senza formali unioni diplomatiche. Conduce, infatti, parte del suo lavoro in congiunzione a quello dei ricercatori dell’Unione Sovietica durante gli anni ‘50 e ‘60. Ricordiamo anche il suo viaggio a Cuba, condotto nella speranza di poter creare relazioni professionali tra gli esperti medici dell’isola e degli Stati Uniti.albert sabin

Albert Bruce Sabin / Gli studi sul vaccino

In circa trent’anni di carriera gli obiettivi raggiunti dagli studi di Sabin sul vaccino per la poliomielite sono stati rimarchevoli. Durante la sua permanenza presso il college dell’Università di Cincinnati, lo scienziato riuscì a dimostrare lo specifico comportamento dei poliovirus. La teoria suggeriva che entrasse nel corpo tramite il sistema respiratorio ma si riuscì a confermare che si trattava di una infezione del tratto digestivo. A partire dal 1954 degli esperimenti permisero il perfezionamento del vaccino orale. Gli Stati Uniti approvano l’antidoto tra il ‘61 e il ‘62 per il virus di tipo 1 e i virus di tipo 2 e 3, rispettivamente. Il tipo 1 è al momento l’unico ancora in circolazione; gli altri sono stati ufficialmente eradicati, come ha riportato l’OMS nel 2019.

vaccino poliomielite

Esistono al momento due varianti dell’antidoto. La prima è quella progettata da Sabin, assunta per via orale. La seconda invece somministrata tramite iniezione. Uno degli aspetti più interessanti e nobili è che, dalla sua creazione, non è stata richiesta una patente per il vaccino e il suo creatore non ha mai guadagnato dalla sua distribuzione. Il suo prezzo infatti è molto basso e questo contribuisce a renderlo particolarmente efficace per la distribuzione globale.

Albert Bruce Sabin / L’eredità e lo stato attuale delle cose

La storia del ricercatore è particolarmente attuale proprio ora che i casi di poliomielite nel mondo occidentale stanno ricominciando a crescere, come riportano le agenzie giornalistiche. In una recente conferenza stampa, Hans Kluge, direttore del ramo europeo dell’OMS ha dichiarato: “il virus di poliomielite rilevato di recente a New York è geneticamente legato ai virus rilevati in Israele e Regno Unito”.

Questo significa che in qualche modo il virus sta tornando a diffondersi tra la popolazione globale e la vaccinazione è estremamente importante. Le campagne vaccinali, oltretutto, non riguardano solo la poliomielite: bisogna ovviamente avere un occhio di riguardo per l’attuale situazione rispetto al coronavirus. A questo proposito, è bene ricordare alcune delle parole di Sabin, almeno come memento per la sfida alla distruzione totale della poliomielite: “le SS mi hanno ucciso due meravigliose nipotine ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trova una splendida vendetta?”

Simone Corsaro

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