Busiate col Pesto alla Trapanese / Da Favignana parte la sfida per il riconoscimento europeo STG

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Busiate con pesto alla trapanese
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Nel quadro di “Favignana Blue & Green 2026”, istituzioni, mondo della ricerca e imprese siglano un’alleanza strategica per tutelare le “Busiate con pesto alla trapanese”, uno dei piatti simbolo della Sicilia Occidentale.

A Favignana, si è  tenuto il 2 e 3 ottobre 2026, presso lo storico Palazzo Florio il “Favignana Blue & Green 2026”, con il gratuito patrocinio del Comune di Favignana.
L’iniziativa è cofinanziata dalla Regione Siciliana, Assessorato per le Attività Produttive nell’ambito del progetto “Sicilia che piace – Anno 2026”. Si è proposta come un grande contenitore dedicato alle eccellenze del territorio, unendo promozione economica, cultura, gastronomia e spettacolo.CNA a Favignana durante l'incontro

La tradizione gastronomica della Sicilia occidentale punta a conquistare la tutela europea. Durante la prima giornata di Expo delle Filiere Produttive del territorio è stato ufficialmente presentato il Gruppo di Interesse che avvierà l’iter per il riconoscimento delle “Busiate con il pesto alla trapanese” come STG (Specialità Tradizionale Garantita).

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra CNA Sicilia Agroalimentare, CNA Trapani, il Consorzio di Ricerca Gian Pietro Ballatore e l’Unione Regionale Cuochi Sicilia / Federazione Italiana Cuochi. Attorno al progetto si sta strutturando una rete istituzionale senza precedenti che coinvolge gli Assessorati regionali delle: Attività Produttive, Agricoltura e Turismo. Inclusi atenei e i comuni dell’area trapanese.

Il riconoscimento STG per le Busiate col pesto rafforza l’edentità gastronomica del territorioBusiate tra gli stand

Due giornate intense in cui l’Expo delle imprese, le degustazioni, i business match e i cooking show si sono alternati a momenti di confronto, approfondimento e intrattenimento. Per raccontare l’identità della Sicilia occidentale attraverso le sue produzioni, le competenze e la tradizione gastronomica.
Tra i protagonisti, Tindaro Germanelli (segretario CNA Sicilia Agroalimentare). “Il riconoscimento STG – ha sottolineato -non è soltanto un traguardo formale, ma un’opportunità concreta di tutela e di sviluppo. La forza di questo progetto sta nel mettere attorno a uno stesso tavolo istituzioni, imprese, ricerca e formazione per dare regole chiare, visibilità internazionale e prospettive di crescita alle nostre filiere. Giuseppe Orlando (Presidente CNA Trapani) ha sottolineato: “Siamo orgogliosi di avviare questo percorso da Favignana. Il marchio STG rappresenta una straordinaria occasione per rafforzare l’identità gastronomica del territorio. E per sostenere le imprese che ne custodiscono la tradizione”.

“Mettiamo a disposizione competenze scientifiche e tecniche, afferma Giuseppe Russo del Consorzio di Ricerca Ballatore. La ricerca è fondamentale per documentare la storicità e la specificità di questa preparazione. Così da costruire un dossier solido e credibile presso gli organi competenti”.

Visitatori a Palazzo Florio
Visitatori a Palazzo Florio

Al via il disciplinare di produzione

A differenza delle AOP o IGP, che legano la produzione a un’area geografica delimitata, il marchio STG (Specialità Tradizionale Garantita) tutela il metodo di preparazione tradizionale e la ricetta tipica. Rendendoli replicabili ovunque ma solo a patto di rispettare rigorosamente il disciplinare ufficiale.

La dichiarazione di intenti mira a coinvolgere la totalità del tessuto socio-economico della provincia e della regione. Quali: Istituzioni Regionali: Assessorati alle Attività Produttive, Agricoltura e Turismo. Enti Locali: Libero Consorzio Comunale di Trapani, Comuni di Trapani e Favignana. Formazione & Ricerca: Università degli Studi di Palermo, ITS Academy Emporium del Golfo. Promozione Territoriale: Distretto Turistico della Sicilia Occidentale.Ringraziamenti finali

Con la chiusura dell’Expo a Palazzo Florio, il lavoro del comitato entra nella fase operativa. Infatti, nei prossimi mesi i tecnici lavoreranno alla stesura del disciplinare di produzione. Definendo la varietà di grano duro per la pasta e la trafilatura. L’uso del mortaio di marmo e le proporzioni esatte degli ingredienti del pesto (pomodoro fresco, mandorle, aglio rosso di Nubia, basilico, olio EVO e pecorino).
La documentazione verrà quindi inoltrata al Ministero dell’Agricoltura e successivamente trasmessa a Bruxelles.

La Sicilia non è soltanto un’isola. Ma è un’opera d’arte a cielo aperto dove la maestria artigianale, la cultura millenaria ed i sapori unici della sua terra si fondono in un’eccellenza senza tempo, capace di incantare il mondo anche all’Estero.